De Laurentiis e la fede giallorossa di Malagò: "La Roma deve stare tranquilla"

Maggio 07, 2026 - 18:56
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Aurelio De Laurentiis, presente a un evento al Circo Massimo, ha parlato così della candidatura di Malagò a presidente della FIGC: "Farà in modo che il calcio porti qualcosa di più dal centro al sud”.

Poco più di un mese dopo l'eliminazione dell'Italia per mano della Bosnia, e tutto il caos che ne è scaturito, l'Italia calcistica attende ancora il successore di Gabriele Gravina. Con un chiaro favorito: Giovanni Malagò.

Della candidatura da parte dell'ex presidente del CONI ha parlato anche Aurelio De Laurentiis: il presidente del Napoli lo ha fatto dal Circo Massimo, a Roma, in occasione dell’inaugurazione del Villaggio della Salute della Race for the Cure.

Il riferimento è andato anche alla fede giallorossa di Malagò. Con De Laurentiis che ha invitato la Roma a "stare tranquilla".

"SE TU FOSSI STATO PRESIDENTE DELLA ROMA..."

A imbeccare De Laurentiis è stato Riccardo Masetti, fondatore di Komen Italia, organizzatrice della ventisettesima edizione della manifestazione tenutasi nella Capitale:

"Se tu fossi stato presidente della Roma - ha scherzato Masetti, tifoso giallorosso, rivolto al patron del Napoli - saremmo stati più contenti".

"LA ROMA STIA TRANQUILLA"

Così ha risposto De Laurentiis, tirando in ballo Malagò e le simpatie romaniste anche di quest'ultimo:

“La Roma deve stare tranquilla, perché se Malagò dovesse diventare presidente della Federazione, lui, da romanista, sicuramente farà in modo che il calcio porti anche qualche cosa di più dal centro al sud”.

IL TIFO ROMANISTA DI MALAGÒ

Malagò, del resto, non ha mai nascosto di tifare Roma. Così, ad esempio, il dirigente parlava nel 2019 in un'intervista a 'Il Romanista':

"Ve lo dico, non è certo un mistero. Anzi. Qui si parla tanto di cultura sportiva, io ne sono un fautore. La cultura sportiva fa crescere il nostro sistema calcistico, se hai cultura rispetti l'avversario, l'arbitro, il commentatore, il giornalista, il tifoso tuo e dell'altra squadra. Io trovo penoso che chi ha cariche pubbliche o magari è diventato popolare che per non rischiare di perdere delle simpatie disconosca la sua squadra del cuore. Ovviamente questo non significa che tu non debba avere ancora più rispetto, in virtù di quella carica, verso dirigenti, tifosi, giocatori delle altre squadre. Personaggi di caratura mondiale non hanno mai avuto paura a dichiarare la propria fede, da Obama a Putin, o Conte e Salvini in Italia. L'importante è non essere faziosi o parziali, altrimenti è un disastro. Io non sono fazioso, questo mi viene riconosciuto da tutti".

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