De Laurentiis: "Il dopo Conte? Dipende da cosa fanno le altre. Offerta per vendere il Napoli? Non è questione di soldi"

25 Maggio 2026 - 00:23
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La conferenza stampa congiunta con Antonio Conte non è servita al patron del Napoli Aurelio De Laurentiis soltanto per confermare l'addio all'allenatore salentino, ma anche per iniziare a dare qualche indizio su ciò che avverrà da adesso in poi. Il numero 1 della FilmAuro ha infatti confermato che non ha alcuna intenzione di vendere, come non vendette ad americani ed arabi nel passato e ha anche ribadito di essere pronto ad investire per il nuovo stadio con un'area già individuata lontano dal Maradona.


LA SOSTA POST BOLOGNA E LE SETTIMANE DI CONTE LONTANO DA NAPOLI

"Può capitare a tutti quanti di avere un momento di forte delusione. E quindi probabilmente Antonio in quel momento ha detto: "forse è una piazza che pretende troppo da me, avrà pensato: "io sono bravissimo ma non posso fare miracoli". Lo pregai di prendersi due settimane sabbatiche, 8 giorni quelli che erano. Gli dissi di stare tranquillo, stare a casa, riposarsi".

QUANDO CONTE ME L'HA DETTO?

MI HA PARLATO UN MESE FA - "Mi ha chiamato per incontrarci un mese fa. “Siamo amici...”, è vero perché ci siamo conosciuti alle Maldive. Gli chiesi di un nutrizionista e all'epoca cercai di portarlo a Napoli. Ho detto che i cicli finiscono anche anticipatamente, qui è casa tua, ma se non ti senti sereno con la modalità di campionato che il Napoli ti costringe a fare in un certo modo. Perché il Napoli non può essere PSG, Bayern, Barcellona, dobbiamo rispettare il budget


CRITICA AL GOVERNO

"Il campionato italiano poi non è così eccezionale e ci sono complicazioni di federazioni, arbitri e procuratori che non si sa perché il Governo non ci metta un tappo. Poi ci si mette anche il ministro dello Sport che crea casini per i settori giovanili. Ci si mette anche il Ministro Giorgetti, che ha la maglia del Southampton sulla scrivania... È possibile che il Governo sia così miope da disilludere 28 milioni di elettori? Poi dopo i politici rompono le scatole per dare suggerimenti, ma alle partite ci chiedono di poter venire..."

SIPARIETTO CELLULARE

Il siparietto, un cellulare continua a suonare in sala: "Ma chi è questo qui? Sarà un rompico***i"

CRITICHE A CONTE?

"Il fatto di non avere la totalità della condivisione è un fatto tipico italiano. Hanno criticato Ancelotti, basta per capire che dicono un mare di cazz***e. Dovresti dire che se non avessimo avuto gli infortuni e gli incidenti, avresti rivinto il campionato".

CHI ARRIVA ORA?

"Calma, aspettavamo questo momento. Quando mi confermerà che il dado è tratto ci muoveremo e vedremo quale sarà la soluzione migliore per il Napoli. Abbiamo una trentina di giocatori, con pochi innesti saremo competitivi" .

IL FUTURO DEL CALCIO ITALIANO

"Ho detto a Giovannino (Malagò ndr.) che si è preso una bella gatta da pelare, il problema è di tutto il calcio italiano. Magari si farà come l'Inghilterra e si uscirà dalle federazioni. Lotito si è inventato il maledetto paracadute per la retrocessione per avere voti. Un campionato a destra e a sinistra della classifica non funziona. Guardate la Premier, al di là del fatturato i livelli delle squadre sono alti. L'Arsenal ora è diventato primo e altre squadre di piccole città sono arrivate prime perché investono molto. L'Arsenal fa anche il nuovo stadio grazie al governo, un impianto costato 320 milioni di sterline. Quando qui si parla di 1,5 miliardi a Roma e a Milano mi viene da sorridere. Ma gli hanno dato anche la possibilità di costruire unità abitative nel centro di Londra. Con questa forza loro per anni si sono potuti permettere di arrivare settimi e ottavi con Wenger”.

CHI DOPO CONTE?

"Chi dopo Conte? Bisogna vedere anche gli altri cosa faranno. A mischiare le carte siamo in parecchi, bisogna avere anche il rispetto per le quattro squadre in Champions, più le due che faranno una competizione meno importante. Noi fortunatamente abbiamo una squadra forte con tanti rientri, che magari col gioco contiano non andavano bene e che con un allenatore con un altro tipo di gioco possono essere utili".

IL FONDO USA? NON VENDO

"La trattativa con gli americani da 2 miliardi? C'erano anche nel 2017, si presentarono con 900 milioni di dollari, li ringraziai e dissi che non era possibile. Poi c'è stato il Covid e nel 2021 gli arabi offrivano tre miliardi di euro per prendere la Filmauro, io che facevo andavo in pensione senza giocattoli? Il problema non è il denaro ma capire se il successore può intraprendere questa impresa con il cuore".

LO STADIO

"Immagina soltanto dover combattere con i sindaci di questa città ed hai un sindaco anche juventino. Dopo due scudetti non continua a darmi lo stadio in prossimità della partita, è ridicolo! Soltanto uno che ha attributi di ferro come me ha supportato e sopportato con fede il Calcio Napoli. Per il carattere che avevo, quando sono arrivato a Napoli c'era un'amica di mia madre come sindaco e ho lasciato perdere. Poi è arrivato il Masaniello ed è stato carino a non farmi fare uno stadio da un'altra parte, come voleva qualcuno. Ho fatto tanti progetti per il Maradona e ho rilevato un'inadeguatezza per la ricostruzione. Ho detto a Fico che se si permette di dare soldi per il Maradona non investirò più per il Napoli. Ho trovato un terreno della Q8 che, se il sindaco non mi mette i bastoni tra le ruote, ho 200 mln pronti e faccio uno stadio da 70 mila posti in due anni. Sapete che a Napoli c'è il detto: "tirà a campà". Speriamo di tirare a campare nel verso giusto".

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