De Luca jr, la Ue e la sveglia di Gentiloni e di Casini al campo largo in festa
È il giorno dopo, anzi la mattina dopo il martedì sera che ha fatto sognare il centrosinistra grazie all’autogol del centrodestra sulla nuova legge elettorale, ma sognare non vuol dire eliminare le sfumature. Tanto più se le sfumature riflettono qualche non ininfluente differenza di vedute su temi fondamentali. Sarà forse per questo che Pierferdinando Casini, senatore indipendente eletto con il Pd, pungola chi a sinistra ha orecchie per sentire durante la presentazione del libro “L’idea di Europa e il suo destino – dalle origini alle sfide globali del XXI secolo” (ed. Mondadori), scritto dal deputato dem e giurista Piero De Luca, figlio di Vincenzo (che segue l’evento in prima fila), alla presenza dell’ex premier e commissario Ue Paolo Gentiloni e del sindaco di Roma ed ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, moderati da Monica Giandotti. “Ieri ho visto tanta euforia alla Camera e allora vorrei fare una piccola annotazione”, dice Casini: “La politica estera non è un’appendice della politica interna. E’ il tema dei temi. Allora è necessario che su queste questioni, come su quelle dell’approccio all’Ucraina — e leggo sistematicamente quello che scrive il mio amico Gentiloni su Repubblica e condivido dalla A alla Z: l’Ucraina non si vende, si difende, e una coalizione che si vuole proporre di governare il paese non può avere esitazioni, deve sapere con chiarezza da che parte della storia stare”. Non tace sulle questioni che contano neppure lo stesso Gentiloni (che qualcuno, nel pubblico di centrosinistra, vorrebbe vedere di nuovo premier. Della serie: “Se si andasse al voto anticipato, senza primarie…”).
Questi temi (Ucraina, difesa Ue, rapporto con Donald Trump e con la Cina), dice l’ex commissario Ue, dovranno essere “al centro della campagna elettorale del prossimo anno”: “Siamo a un crocevia della storia. E l’anno prossimo si vota più o meno in quasi metà dei paesi europei. E quasi in tutti i paesi del sud Europa: Italia, Francia, Spagna, Grecia. Il tema del futuro dell’Unione Europea secondo me dovrebbe essere centrale”. E nel libro di De Luca, dice Gentiloni, “c’è molta materia per i programmi delle opposizioni e del futuro governo. Quindi guardiamola con attenzione perché sarà il tema fondamentale”. L’Europa, dice infatti De Luca nel saggio, con la sua forza nonostante le crisi, “è il più ambizioso progetto politico e civile nato dalle macerie della Seconda guerra mondiale per garantire pace, democrazia, diritti e prosperità a popoli per secoli divisi da conflitti e rivalità”, e ora, “di fronte alle sfide del nostro tempo – guerre, competizione tra potenze, rivoluzione tecnologica, crisi energetiche e attacco al diritto internazionale”, è chiamata a compiere “un nuovo salto politico” in direzione di una più forte integrazione. Poco distante, alla Camera, la maggioranza si divide di nuovo sulla legge elettorale, ma la gioia del centrosinistra non può essere miope, è il concetto, visto che soltanto una settimana fa, sul palco dell’evento di lancio della campagna del campo largo a Napoli, è stato il centrosinistra a fare autogol con il leader a Cinque stelle Giuseppe Conte pronto a sostenere che la Russia non è una minaccia per l’Europa e che si sta costruendo in un certo senso una grande minaccia russa per convincere al riarmo i paesi europei. Piero De Luca lo scrive e lo dice: “Un’Europa rafforzata è l’unica possibilità, l’unica soluzione, una scelta esistenziale” nel quadro internazionale che ci si para davanti. “Dobbiamo osare. Se non ora, quando?”. Trump ha fatto suo malgrado da acceleratore di questa consapevolezza, dice De Luca, mentre Casini ribadisce: “Siamo obbligati a prendere atto della necessità di prenderci le nostre responsabilità. Anche i predecessori di Trump ce lo chiedevano, ma noi abbiamo fatto orecchie da mercante. Ora, di fronte all’immagine caricaturale di un’Europa di scrocconi fatta dal presidente americano, siamo obbligati a prenderne atto”. Gualtieri, ricordando i giorni duri del Covid e l’esperienza di ministro dell’Economia, parla della “capacità straordinaria di reazione dell’Europa” e della funzione del Pnrr come leva per esportare un metodo di lavoro “per target” anche nella macchina amministrativa locale. E’ ottimista, il sindaco, sul futuro di una Ue in cui, come dice Gentiloni, si smetta di “fare la lagna”. Obiettivo, intanto: che il campo largo lavori a un programma europeista comune. “Magari”, sospira un esponente dem, mentre là fuori, per un giorno, il film del campo largo unito e festante è ancora in corso.
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