Argentina-Inghilterra, dopo la vittoria spunta lo striscione sulle Falkland: possibile caso FIFA

16 Luglio 2026 - 06:50
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Lisandro Martínez e Giovani Lo Celso hanno mostrato ai tifosi la scritta “Las Malvinas son Argentinas” dopo il 2-1 nella semifinale mondiale. Il messaggio politico potrebbe violare il regolamento degli stadi

La vittoria dell’Argentina sull’Inghilterra nella semifinale dei Mondiali 2026 rischia di avere conseguenze anche fuori dal campo.

Al termine del 2-1 ottenuto ad Atlanta, i calciatori argentini Lisandro Martínez e Giovani Lo Celso hanno mostrato davanti alle tribune uno striscione con la scritta “Las Malvinas son Argentinas”, traducibile come “Le Falkland sono argentine”.

Il gesto ha immediatamente riaperto una delle controversie politiche e territoriali più profonde nei rapporti tra Argentina e Regno Unito.

Lo striscione arrivato dagli spalti

I due giocatori hanno sollevato il messaggio durante i festeggiamenti successivi alla qualificazione dell’Albiceleste alla finale contro la Spagna.

Non è stato chiarito chi abbia portato lo striscione all’interno dello stadio né come sia arrivato nelle mani dei calciatori.

Le immagini mostrano Martínez e Lo Celso mentre lo espongono rivolgendosi ai sostenitori argentini presenti sugli spalti.

Il divieto di messaggi politici

Il codice di comportamento previsto dalla FIFA per gli stadi vieta l’introduzione e l’esposizione di bandiere, cartelli, indumenti e altri materiali di carattere politico, offensivo o discriminatorio.

Lo striscione potrebbe quindi rappresentare una violazione delle regole della competizione, anche se al momento non è stato annunciato alcun procedimento disciplinare ufficiale.

La FIFA aveva già fatto sapere che le eventuali sanzioni per comportamenti ritenuti capaci di danneggiare l’immagine del gioco sarebbero state valutate al termine del torneo.

Possibili conseguenze per la federazione argentina

Qualora il gesto venisse ritenuto contrario ai regolamenti, la Federcalcio argentina potrebbe ricevere una sanzione economica.

Resta da capire se l’eventuale procedimento riguarderà soltanto la presenza dello striscione sugli spalti oppure anche la scelta dei giocatori di mostrarlo pubblicamente durante i festeggiamenti.

La vicenda potrebbe diventare particolarmente delicata perché si è verificata dopo una partita già caratterizzata da una forte tensione storica e politica.

La lunga disputa sulle isole

Le isole del Sud Atlantico sono conosciute come Falkland nel Regno Unito e come Malvinas in Argentina.

Buenos Aires sostiene di averle ereditate dalla Spagna dopo l’indipendenza del 1816 e considera il controllo britannico, iniziato nel 1833, un atto coloniale illegittimo.

Londra rivendica invece la sovranità sul territorio e richiama la volontà espressa dalla quasi totalità degli abitanti delle isole di restare legati al Regno Unito.

La guerra del 1982

Argentina e Regno Unito combatterono per le isole nel 1982.

Il conflitto durò poco più di due mesi e si concluse con la vittoria britannica. Morirono 649 militari argentini e 255 britannici, oltre ad alcuni civili.

La guerra continua a rappresentare una ferita profonda per entrambi i Paesi, in particolare per l’Argentina, dove la rivendicazione sulle Malvinas resta una posizione condivisa da gran parte dello schieramento politico.

Una semifinale già carica di significati

La sfida mondiale tra Argentina e Inghilterra aveva inevitabilmente richiamato anche la celebre partita dei Mondiali del 1986, vinta 2-1 dall’Albiceleste con la “Mano de Dios” e il gol del secolo di Diego Armando Maradona.

Prima della gara di Atlanta, gli inni nazionali erano stati accompagnati dai fischi reciproci delle due tifoserie. Sul campo si erano inoltre registrati numerosi contrasti e momenti di forte nervosismo.

L’esposizione dello striscione ha trasformato una rivalità sportiva già molto sentita in un nuovo caso diplomatico e disciplinare.

Non è il primo episodio politico del Mondiale

Durante la competizione si erano già verificati episodi legati all’esposizione di simboli politici.

In occasione delle partite dell’Iran disputate a Los Angeles, alcuni iraniani residenti negli Stati Uniti avevano mostrato le bandiere utilizzate prima della rivoluzione del 1979, divenute simbolo dell’opposizione alla leadership di Teheran.

In quei casi gli incontri si erano svolti senza incidenti, ma la questione aveva comunque riportato l’attenzione sui limiti tra libertà di espressione, protesta politica e regolamenti sportivi.

Attesa per la posizione della FIFA

La federazione internazionale non ha ancora comunicato se aprirà un’indagine sull’episodio.

L’Argentina è ora concentrata sulla finale contro la Spagna, ma il gesto di Martínez e Lo Celso potrebbe continuare a far discutere anche dopo la conclusione del torneo.

La qualificazione dell’Albiceleste è stata conquistata sul campo. Lo striscione sulle Malvinas, invece, ha riportato il calcio dentro una disputa politica e territoriale che dura da quasi due secoli.

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