Decreto carburanti, “no” all’aumento delle sigarette di Salvini e Tajani
La corsa dei prezzi è stata alimentata dalle tensioni internazionali e dall’impennata del petrolio, con il Brent tornato temporaneamente sopra i 100 dollari al barile dopo il riaccendersi della crisi in Medio Oriente. Il governo non potendo attendere il cdm del 4 agosto prova a correre ai ripari come può, lavorando di ago e filo sulle accise.
Lo sconto di Meloni e Giorgetti: tutto rinviato al 4 agosto

L’obiettivo politico di uno dei Cdm più veloci della storia (17 minuti) è chiaro: si sceglie della prudenza. Il Consiglio dei ministri approva un decreto lampo contro il caro carburanti, ma rinvia le decisioni più pesanti. Lo sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio fino al 6 agosto, mira ad alleggerire il costo dei rifornimenti alle pompe di benzina proprio mentre milioni di italiani si preparano a partire per le vacanze. Il messaggio politico è chiaro quanto l’obiettivo: Palazzo Chigi sceglie di non esaurire subito tutte le carte. Il prossimo Consiglio dei ministri del 4 agosto sarà chiamato a valutare se attivare il meccanismo dell’accisa mobile utilizzando l’extragettito Iva maturato a luglio.
Il retroscena: Salvini e Tajani e il “no” alle accise sul tabacco
L’obiettivo era chiaro frenare il caro carburanti prima dell’esodo estivoFumare fa male alla salute, ma il costo dei tabacchi avrebbe potuto incidere pesantemente anche sul portafoglio. A Palazzo Chigi tra le ipotesi allo studio c’era anche un aumento delle accise sui tabacchi, con il rischio di un rincaro fino a un euro per pacchetto di sigarette. Ipotesi stoppata dalla stessa maggioranza. Matteo Salvini sia Antonio Tajani avevano espresso la loro contrarietà. Una posizione che ha di fatto chiuso il dossier ancora prima dell’inizio del Consiglio dei ministri. La scelta disinnesca un tema delicato, ma lascia aperta la questione della reperibilità di risorse necessarie qualora il caro carburanti dovesse proseguire anche nelle prossime settimane.
Risorse poco sufficienti: ecco perché si pensava ai tabacchi

Il nodo resta legato alle coperture finanziarie ma l’urgenza nasce dal timore di una nuova fiammata inflazionistica che rischia di bruciare rapidamente le (poche) risorse disponibili.I tecnici della Ragioneria stimano la necessità di un costo di 150 milioni di euro a settimana per sostenere il nuovo piano. Ecco perché fra le ipotesi circolate nelle ultime ore c’era anche quella di un incremento delle accise sui tabacchi, che potrebbe tradursi in un aumento fino a un euro per ogni pacchetto di sigarette. Una misura che consentirebbe allo Stato di reperire rapidamente nuove risorse, considerando che il gettito derivante dalle accise sui tabacchi supera già gli 11 miliardi di euro l’anno.
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