Deepfake e deepnude: il Garante Privacy ci riprova, ma sa che può far poco
Si registra un nuovo intervento del Garante Privacy sul delicato tema dei deepfake e dei deepnude, i contenuti creati con l'intelligenza artificiale nei quali si riproducono volti, voci e corpi di altre persone, talvolta spogliandole o inserendole in contenuti di natura sessuale. Quello dell'Autorità è l'ennesimo avvertimento rivolto a chi usa questi sistemi, ricordando che, in caso di abuso, si può andare incontro alle sanzioni previste. Purtroppo, ancora una volta temiamo che servirà a poco.
AGITARE LO SPAURACCHIO DELLE SANZIONI NON FUNZIONA
Le norme a tutela dei dati personali ci sono e proibiscono di utilizzare immagini e voci con queste finalità, ma applicarle non è facile e spesso l'intervento risulta tardivo, quando il danno è ormai già fatto. Piuttosto, l'unico strumento efficace è quello della rimozione, ma anche in questo caso non sempre avviene in modo tempestivo.
Inoltre, minacciare una sanzione non funziona da deterrente, perché chi crea deepfake o deepnude con l'AI tende a farlo nascondendosi dietro un profilo anonimo o un nickname su social network e bacheche online. Insomma, non è un problema semplice da affrontare, non c'è una soluzione pronta all'uso.
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