Samsung, stop alla vendita di TV ed elettrodomestici in Cina, è ufficiale
Le indiscrezioni di qualche giorno fa sono confermate: Samsung ha comunicato ai partner locali l’interruzione delle vendite di TV ed elettrodomestici nella Cina continentale. Naturalmente questo non implica che il colosso sudcoreano abbandoni completamente il Paese: continuerà a competere in settori come smartphone e tablet, oltre ad altri più lontani dal mondo prettamente consumer come dispositivi medicali e semiconduttori. Samsung non ha detto troppo esplicitamente perché ha preso questa decisione, ma è molto facile spiegarla.
Intanto, una rapida occhiata ai numeri. Stando all’ultimissimo rapporto trimestrale, la sezione cinese di Samsung ha registrato nel 2025 un utile netto di circa 116 milioni di dollari. Un risultato tutto sommato positivo, ma in forte calo rispetto ai circa 206 milioni dell’anno precedente. Questo si spiega con un’ascesa sempre più schiacciante e difficile da contrastare dei brand locali, che hanno reso il mercato cinese uno dei più ostici in assoluto per i produttori stranieri.
Pensiamo per esempio a TCL e HiSense per i televisori, Dreame e Roborock per la pulizia, Xiaomi per... beh, praticamente tutto, dal bianco alla smart home alle TV e tanto altro ancora. Queste società hanno consolidato quote importanti grazie a prodotti competitivi, prezzi più aggressivi e una conoscenza molto più profonda del mercato interno, in termini di esigenze e funzionalità richieste dagli utenti locali. È comunque interessante osservare che Samsung non intende vendere più TV ed elettrodomestici in Cina, ma la loro fabbricazione continuerà, così come rimarranno attivi gli impianti dedicati ai semiconduttori a Xi’an e Suzhou. In effetti, la società punta a rafforzare proprio e soprattutto la divisione chip, in cui mantiene un vantaggio tecnologico notevole.
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