Deloitte: mercato dell’arte, balzo nel primo semestre 2026
Roma, 10 lug. (askanews) – Nel primo semestre del 2026 il fatturato delle aste delle principali major internazionali (Christie’s, Sotheby’s e Phillips) ha raggiunto circa 6,7 miliardi di dollari, in crescita del 71% rispetto al primo semestre 2025, a fronte di un incremento più contenuto del numero di aste (+10,3%). Queste le principali evidenze emerse dalla conferenza “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione” di Deloitte Private Art&Finance, tenutasi presso l’Auditorium Deloitte di Roma.
La crescita del valore complessivo delle vendite al martello è trainata principalmente dalle aste live, nelle quali l’aggiudicazione media per lotto è quasi raddoppiata (+96,5%), raggiungendo circa 1 milione di dollari. Le aste online hanno invece generato l’8,2% del volume d’affari complessivo, per un totale di 562 milioni di dollari, in aumento del 54,9% rispetto al primo semestre 2025.
«L’andamento positivo, che sembra confermare i segnali di ripresa del mercato secondario già emersi nella seconda parte del 2025, è riconducibile anche alla rinnovata fiducia che il mercato aveva trasmesso ai collezionisti, in particolare sul fronte dei venditori. I mesi di ottobre, novembre e dicembre sono infatti determinanti per la costruzione dei cataloghi delle vendite dei primi mesi dell’anno successivo e gli ottimi risultati registrati dalle single-owner collection nelle aste autunnali potrebbero aver favorito l’immissione sul mercato di opere di elevata qualità», commenta Ernesto Lanzillo, Deloitte Private leader.
«Allo stesso tempo, è opportuno considerare che gli ottimi risultati registrati nel primo semestre 2026 si confrontano con un primo semestre 2025 caratterizzato da performance meno brillanti e da un andamento disomogeneo per le principali major internazionali», aggiunge Pietro Ripa, Private Banker Fideuram.
«Anche nel primo semestre 2026 il mercato dei Passion Assets conferma il forte interesse dei collezionisti, soprattutto giovani e first-time buyer. Design (+44,3% rispetto al primo semestre 2025), beni antichi (+39,9%) e Orologi e Gioelli (+33,4%) guidano la crescita, ma si conferma forte anche l’interesse per lotti fuori dall’ordinario, come il Golden Ticket della fabbrica di Willy Wonka, venduto per oltre 200 mila dollari tra altri beni di una single-owner collection», conclude Roberta Ghilardi, Deloitte Private Art&Finance Senior Manager.
Alla presentazione dei dati è seguita una tavola rotonda di professionisti ed esperti del settore, che hanno contribuito al dibattito sulle dinamiche in corso nel settore dell’arte e della cultura: Davide De Blasio, Founder Fondazione Made in Cloister; Marcello Minuti, Coordinatore Generale Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali; Antonio Mirabelli, Art Advisor e giornalista; Emilio Pennacchio, Founder Casa Aemilia; e Clara Tosi Pamphili, Consigliera di Amministrazione Fondazione La Quadriennale di Roma.
I grandi capolavori trainano la crescita del mercato secondario Nel primo semestre 2026 il fatturato delle principali major del mercato secondario ha superato i 6,68 miliardi di dollari, in crescita del 71% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’aggiudicazione media delle aste live è quasi raddoppiata, attestandosi a 1,03 milioni di dollari (+96,5%), mentre il numero di aste analizzate è aumentato in misura più contenuta (+10,3%). L’aggiudicazione media dei top 5 lot dell’intero semestre ha superato i 105,2 milioni di dollari.
Il segmento Fine Art rappresenta il 71,6% del fatturato complessivo del primo semestre 2026 (+85,3% rispetto al primo semestre 2025). Il volume d’affari generato dalla categoria nei primi sei mesi dell’anno corrisponde già al 76,2% del fatturato complessivo registrato dal segmento Fine Art nell’intero 2025. Il segmento Post War rappresenta il 72,5% del fatturato dal segmento Fine Art (+79,3%), mentre il Pre War incide per il 22,8%, con un valore complessivo più che raddoppiato (+157,4%). Gli Old Masters generano il 4,7% del fatturato della categoria, in lieve crescita (+5,7%), pur registrando un tasso di invenduto del 26%.
L’orientamento della domanda verso opere di fascia alta, la solidità del segmento degli Old Masters e la crescita dei comparti dell’arte moderna e contemporanea confermano una tendenza del mercato a privilegiare, soprattutto nelle aste, capolavori e collezioni di elevata qualità. Parallelamente, la contrazione del segmento contemporaneo più giovane, pressoché assente tra le dieci principali aggiudicazioni del semestre, suggerisce un progressivo ridimensionamento della componente più speculativa del mercato.
L’importanza delle aste live e il ruolo dell’online Le aste live continuano a concentrare capolavori e grandi collezioni, spesso single-owner collections, con valori medi dei lotti che, nelle vendite più prestigiose, oscillano tra 2,8 e 39,4 milioni di dollari. Parallelamente, il canale online consolida il proprio ruolo, con un valore medio per lotto di circa 21.500 dollari, sostenuto in particolare dalle performance di design (+44,3%) e antichità (+39,9%).
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