Di fronte alla singolarità: quella frase di Google passata inosservata

Maggio 21, 2026 - 11:39
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Di fronte alla singolarità: quella frase di Google passata inosservata

Il Google I/O 2026 è stato come sempre ricco di annunci e anche quest’anno, come impone il trend, l’attenzione si è concentrata sull’AI. C’è però un dettaglio sfuggito ai più durante l’appuntamento di apertura, una frase piazzata in modo certamente non casuale al termine del keynote, come ad anticipare ciò che verrà. Uno sguardo avanti, a un futuro di cui forse nemmeno lo stesso gruppo di Mountain View avrà il controllo.

Cos’è la singolarità e il perché di quella frase

Non è Sundar Pichai a parlarne, ma Demis Hassabis, numero uno di DeepMind e nome attorno a cui ruota gran parte dei progetti AI messi in campo dalla società. A lui è affidata la chiusura dell’evento. E proprio negli ultimi secondi (al minuto 1:50:17), dopo aver accennato all’arrivo dell’intelligenza artificiale generale (AGI) e alla possibilità di arrivare a curare tutte le malattie, queste parole.

Quando ripenseremo a questo momento, credo che realizzeremo di essere stati di fronte alla singolarità

Singolarità è il termine che identifica il momento in cui l’AI diventerà più efficiente degli esseri umani, dal punto di vista cognitivo e da quello operativo. Un punto di non ritorno, oltre il quale non è possibile prevedere cosa accadrà, con i sistemi in grado di migliorarsi in autonomia a un ritmo che oggi possiamo solo immaginare. Uno scenario finora confinato alle pagine dei romanzi di fantascienza, ma che secondo Google ora rappresenta un orizzonte concreto.

Non possiamo ignorare il futuro previsto da Google

La frase pronunciata da Hassabis non è certo messa lì per caso, sembra quasi preparare il terreno, anticipare le discussioni e i confronti sui temi che segneranno il prossimo periodo, incentrati su aspetti etici e culturali ancor prima che tecnologici. Poco prima (1:51:15), un riferimento al concetto di responsabilità che assumerà un’importanza fondamentale.

L’AGI ora è all’orizzonte e sarà la tecnologia con l’impatto più profondo mai inventata. Se costruita nel modo giusto, potrebbe alimentare e far fiorire il progresso umano oltre la nostra immaginazione. Siamo in un momento di immense promesse, ma anche di enormi responsabilità.

Google promette di voler fare il possibile per evitare che le prossime evoluzioni dell’AI possano prendere una piega inattesa e potenzialmente disastrosa. C’è da sperare che non sia lasciata sola in questa missione, ma affiancata anche da chi non ha un interesse diretto (economico o di altro tipo) nel porre pochi o nessun limite allo sviluppo. In questo caso, il legislatore non si potrà permettere di arrivare tardi a colmare un buco normativo, cercando di correre ai ripari come è accaduto spesso. C’è bisogno di linee guida. Non di porre paletti all’innovazione, ma di fare il possibile per scongiurare rischi enormi, lasciando che certi scenari continuino a essere confinati ai romanzi di fantascienza.

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Redazione Eventi e News

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