Dieci anni fa la Brexit. Londra paga il conto: “Persi posti di lavoro e miliardi di sterline”

A dieci anni dal referendum sulla Brexit, il Regno Unito continua a fare i conti con le conseguenze economiche e sociali dell’uscita dall’Unione Europea. È il tema al centro della nuova puntata del podcast di Radio Materia “Giù le mani dall’Europa”, che mette a confronto analisi e riflessioni di Massimo Gaudina e Vincenzo Salvatore sui cambiamenti che hanno investito il Paese britannico dal 2016 a oggi.
Un conto pesante
Secondo gli esperti, la Brexit ha avuto un impatto pesante sull’economia del Regno Unito, con effetti che si sono manifestati in diversi settori strategici. Tra i dati citati durante la trasmissione emerge una perdita stimata dell’8% del Prodotto interno lordo e un calo del 10% degli investimenti esteri. Anche il comparto dei servizi finanziari, storicamente uno dei motori dell’economia britannica, ha subito forti contraccolpi: l’export verso l’Unione Europea sarebbe diminuito del 15%.
Londra la più colpita economicamente
Particolarmente significativo il caso di Londra, che secondo le analisi riportate nel podcast avrebbe perso circa 290mila posti di lavoro, con una contrazione economica valutata in 30 miliardi di sterline. Le conseguenze si riflettono anche sul potere d’acquisto dei cittadini, con una riduzione media dei redditi e un aumento del costo della vita.
Le difficoltà per commercio e approvvigionamenti
Nel corso della puntata viene evidenziato come l’uscita dal mercato unico europeo abbia complicato il commercio internazionale e le catene di approvvigionamento. Le nuove procedure doganali e burocratiche hanno reso più costosi gli scambi commerciali, soprattutto nel settore agroalimentare.
Frutta, verdura e altri prodotti importati dall’Europa hanno registrato rincari dovuti ai maggiori costi sostenuti dagli operatori economici per esportare verso quello che oggi è considerato un “Paese terzo”. Una situazione che pesa sia sulle imprese sia sui consumatori britannici.
Ricerca, Erasmus e lavoro: le conseguenze sociali
Uno degli aspetti più discussi riguarda la fine della libera circolazione delle persone. La Brexit ha limitato le opportunità per studenti e lavoratori, interrompendo dinamiche che per anni avevano favorito gli scambi culturali e professionali tra Regno Unito ed Europa.
L’uscita dal programma Erasmus ha provocato un forte calo delle richieste di studio nelle università britanniche, mentre molti giovani europei trovano oggi più difficile trasferirsi nel Regno Unito per lavorare, soprattutto nei settori della ristorazione e dei servizi. Allo stesso tempo, le imprese britanniche faticano ad attrarre manodopera straniera.
Secondo gli ospiti del podcast, anche il mondo della ricerca accademica ha risentito della minore integrazione con le reti europee, perdendo opportunità di collaborazione e finanziamento.
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