Dietro le luci del Luna Park di Varese: storie di vita tra giostre e carovane

Maggio 17, 2026 - 12:41
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Dietro le luci del Luna Park di Varese: storie di vita tra giostre e carovane
Il luna park alla Schiranna inaugura

Alcuni dei giostrai e delle giostraie che ogni anno portano le loro attrazioni alla Schiranna di Varese hanno raccontato un po’ della la loro vita e del loro lavoro in sette brevi video, divisi per tema: la professione, la tradizione famigliare, la vita in carovana, la scuola, l’amore, i pregiudizi e la scelta (di una vita diversa).

La professione del giostraio

Il Luna park è un insieme di tante singole imprese – quasi tutte a conduzione famigliare – che si trovano a lavorare insieme come al mercato.

Le imprese che montano le proprie giostre eleggono tra di loro i membri della Commissione Tecnica, che nei mesi precedenti e durante il periodo di attività delle giostre si occupa di molte cose che interessano tutte le imprese del Luna park, come la sicurezza, la pubblicità e i rapporti con l’amministrazione.

Le giostre più semplici costano qualche decina di migliaia di euro, mentre quelle più grandi e sensazionali possono arrivare a diversi milioni. Come si gestiscono queste attrazioni e chi le progetta? Come sono cambiate negli anni? Che difficoltà affrontano le imprese del settore delle attrazioni?

 

La tradizione famigliare

Il settore dello spettacolo viaggiante è caratterizzato da una straordinaria continuità generazionale. La maggior parte delle imprese è condotta in famiglia: genitori, nonni, fratelli e sorelle, cugini e cugine collaborano nella gestione della giostra e tramandano così una storia famigliare antica, spesso più di un secolo.

È raro incontrare qualcuno che non abbia ereditato il mestiere dai genitori e anche i nipoti sembrano motivati a portare avanti la lunga tradizione famigliare.

Tra i giostrai e le giostraie di Varese c’è anche una minoranza che rivendica con orgoglio le proprie origini sinte. I Sinti sono un popolo appartenente al più ampio gruppo dei popoli romanì, che raggiunse l’Europa occidentale dall’India intorno al XIV-XV secolo.

Fra le interviste del prossimo video, ci sono tre persone sinte che parlano del rapporto con le loro origini.

Vita in carovana

Per la maggior parte del tempo, gli operatori e le operatrici dello spettacolo viaggiante vivono nelle carovane, che vengono trasportate di città in città come semirimorchi attaccati ai camion. Una volta arrivati in una nuova “piazza” – così viene chiamata la località che ospita il Luna park – nel giro di un paio d’ore il semirimorchio si trasforma in una casa.

Il numero di piazze che ogni famiglia gira in un anno è vario e cambia a seconda del tipo di eventi in cui si lavora. Chi lavora soprattutto nei Luna park e nelle fiere più lunghe gira otto o nove città. Chi invece lavora molto nelle sagre di paese, che durano di meno, copre anche una ventina di piazze diverse durante l’anno.

L’inizio del prossimo video mostra un esempio di carovana di ultimissima generazione.

 

Frequentare le scuole

Chi fa questo lavoro è costretto a spostarsi di frequente. Per la maggior parte dei giostrai e delle giostraie, il fatto di spostarsi continuamente e di vivere in tante città diverse è una delle cose più belle del mestiere. Tuttavia, sono ben consapevoli degli aspetti negativi che lo stile di vita implica. La frequentazione della scuola è uno di questi.

L’amore al Luna park

Un’altra conseguenza dei continui spostamenti è la difficoltà nel coltivare relazioni – sentimentali ma anche d’amicizia – con chi non fa parte dell’ambiente delle giostre.

C’è un termine che viene usato per indicare chi non ha le giostre e vive una vita ferma: sono i gagi. Non c’è nulla di offensivo nell’essere chiamato gagio o gagia (per il singolare si usa anche gagi).

Per i gagi, coltivare una relazione con chi fa questo mestiere significa dovere adeguarsi a uno stile di vita molto diverso, fatto di spostamenti continui e di ritmi inusuali (per esempio, i giostrai e le giostraie lavorano soprattutto sabato e domenica, quando i gagi riposano). Per questo motivo è più facile sposare una persona che fa lo stesso mestiere.

Ciononostante, non è affatto impossibile che le cose vadano diversamente, come dimostrano alcuni esempi raccontati nel prossimo video.

Luna Park e altri luoghi comuni

Esistono molti pregiudizi e luoghi comuni su chi lavora nei Luna park. Alcuni sono innocenti e – pur essendo errati – non recano alcun danno. Altri invece sono considerati molto offensivi, oltre che dannosi per la reputazione di chi fa questo mestiere da una vita con grande orgoglio.

Tra l’innocua e bonaria superstizione – un po’ seria e un po’ scherzosa – di chi dice che se piove a marzo (a Varese) la colpa dev’essere del Luna park; e un po’ di confusione sulla composizione etnica dei giostrai della Schiranna, non manca mai chi insinua che chi fa questo mestiere sia naturalmente anche un rapinatore seriale.

Che rapporto hanno i giostrai e le giostraie con i pregiudizi?

Scegliere una vita diversa

Le ragioni per cui le imprese dello spettacolo viaggiante hanno una tradizione famigliare tanto forte da resistere ancora oggi sono diverse. Anche i giostrai e le giostraie più giovani con cui abbiamo parlato non hanno dubbi sulla volontà di proseguire l’attività dei genitori.

È un mestiere che pretende uno stile di vita unico, come si è capito, e oggi la maggior parte di chi lo fa è nato e cresciuto nell’ambiente, con rare eccezioni. Così come non mancano le storie di chi ha deciso di percorrere un’altra strada, come viene raccontato nel video.

Chi decide di restare ha mai pensato di scegliere una vita diversa?

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