Dio dona misericordia
At 10, 1-5. 24. 34-36. 44-48a; Sal 65 (66); Fil 2, 12-16; Gv 14, 21-24
Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa.
L’invito di Paolo ai Filippesi segnala che essere discepoli del Risorto comporta una conversione radicale: i cristiani non si limitano a grandi atti, che però non toccano il quotidiano. Al contrario, quell’invito a fare tutto senza mormorare e senza esitazioni segnala la cura esplicita allo stile del cristiano, che non bada solo a quanto ottiene, ma anche alla forma usata per raggiungere l’obiettivo. Di fatto, non si tratta di una morale fine a sé stessa, formalistica, è bensì il segno di un cuore nuovo, quello che è capace di accogliere gli altri come fratelli, così da non fare loro pesare nulla.
Preghiamo
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia.
dal Salmo 65 (66)
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