La lampada delle vocazioni, la fragilità accende il fuoco dello Spirito

Pregare per le vocazioni con il Rosario in diversi santuari e con il gesto simbolico dell’accensione di una lampada rossa, che monsignor Delpini lascia laddove compie la visita pastorale e che, con la sua piccola fiamma, ricorda il fuoco dello Spirito.
Le lampade che l’Arcivescovo porta in dono sono realizzate in ceramica da persone con fragilità e disabilità nei Laboratori artistici della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone (Milano), frequentati ogni giorno da 250 persone e seguiti da esperti terapisti e artigiani. La produzione è iniziata nel 2018 e, finora, ne sono state prodotte circa 600 che l’Arcivescovo ha donato anche in occasioni particolarmente significative e in alcuni appuntamenti con i giovani.
La lavorazione della lampada è lunga e complessa in quanto viene usata la tecnica del colaggio e si usano stampi in modo che possano lavorarli anche i portatori di disabilità (in particolare il laboratorio di ceramica è frequentato da 65 ospiti della Sacra Famiglia). Un valore “aggiunto”, questo, che lega idealmente l’immagine della fiamma, quale emblema della vocazione a ogni età e al “fuoco” della solidarietà e dell’inclusione. Ormai riconosciute e note, le lampade rosse illumineranno così anche i Santuari in cui l’Arcivescovo e i fedeli pregheranno insieme «perché nessuno sia una lampada spenta».
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