Distretti industriali più solidi, cresce l’export: il report di Intesa Sanpaolo

26 Giugno 2026 - 15:02
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“I distretti sono uno degli elementi che conferiscono al sistema economico italiano una competitività specifica, che non si trova altrove in Europa”. Così Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, ha aperto la presentazione della 18esima edizione del rapporto annuale Economia e finanza dei distretti industriali, curato dal Research Department dell’istituto.

Nello scacchiere globale, dove Stati Uniti e Cina giocano la partita delle economie di scala, il modello italiano risponde con la flessibilità e il valore delle filiere territoriali. Un’architettura che sconta ancora il frazionamento del mercato unico europeo e che “potrebbe consentire di avere le economie di scala se non fosse ancora così frammentato”.

L’analisi, condotta sui bilanci di 22.557 imprese, fotografa la resilienza del sistema produttivo nazionale nel triennio 2023-2025, un ciclo segnato dal rallentamento della crescita globale e da profonde tensioni geopolitiche.

A tracciare il quadro è stato Gregorio De Felice, chief economist e responsabile del Research Department di Intesa Sanpaolo: “I distretti industriali italiani confermano una notevole capacità di adattamento, nonostante il livello di incertezza che caratterizza lo scenario internazionale. Il fatturato resta ampiamente superiore ai livelli pre-pandemia, la redditività si mantiene elevata e l’avanzo commerciale continua a collocarsi su valori storicamente molto alti, raggiungendo nel 2025 i 97,4 miliardi di euro, pari a circa l’85% del surplus del manifatturiero italiano. Le imprese distrettuali stanno inoltre ripensando le proprie strategie di internazionalizzazione, diversificando i mercati di sbocco e rafforzando il presidio di nuove aree geografiche, come Emirati Arabi Uniti, Polonia e Spagna. In uno scenario globale sempre più competitivo, segnato anche dall’intensificarsi della concorrenza cinese, i punti di forza dei distretti – qualità delle filiere, capacità innovativa, presenza di imprese leader e forte radicamento territoriale – continuano a rappresentare un fattore distintivo per la competitività del sistema produttivo italiano”.

I dati del rapporto: fatturato, redditività e liquidità

  • Fatturato complessivo: si è attestato nel 2024 intorno ai 343 miliardi di euro, registrando una lieve flessione dopo il picco del biennio 2021-2022, ma mantenendosi a un livello nettamente superiore rispetto ai valori pre-pandemici del 2019 (+16,6%).
  • Redditività: l’ebitda margin è rimasto elevato, all’8% nel 2024, con stime di sostanziale tenuta anche per il 2025.
  • Rafforzamento patrimoniale: l’incidenza del patrimonio netto sul passivo è salita al 36,6% nel 2024 (+2,6 punti percentuali rispetto al 2023).
  • Liquidità: le disponibilità liquide rimangono significative (pari al 9% dell’attivo), garantendo una riserva strategica per l’autofinanziamento degli investimenti e la gestione dei rischi di scenario.
  • L’export distrettuale nel 2025 ha fatto registrare un incremento dello 0,9% (al netto dei flussi del distretto orafo di Arezzo verso la Turchia). È stata premiata la prontezza delle imprese nel rivedere la geografia dell’export, cogliendo le opportunità  presenti in mercati come gli Emirati Arabi Uniti, la Polonia e la Spagna, che sono i tre Paesi  in cui l’export dei distretti è cresciuto di più in valore nel 2025.

Imprese vincenti

Nel tempo è cresciuto il ruolo delle imprese di dimensioni medie e grandi. Le grandi imprese rappresentano quasi il 60% del fatturato complessivo; se si considerano anche le medie imprese si sale all’83%. Attorno a questo nucleo di aziende capofila di più grandi dimensioni sono attive numerose imprese piccole e micro. 

All’interno del tessuto produttivo si distingue inoltre un 7% di imprese “champion” (nel periodo 2022-2024), caratterizzate da alte performance in termini di internazionalizzazione, innovazione, incremento della produttività, dell’occupazione e dei salari.

L’indagine evidenzia poi una correlazione positiva tra il ricambio generazionale e la dinamicità aziendale. La presenza di manager under 35 nei consigli di amministrazione accelera la crescita e favorisce gli investimenti in qualità, sostenibilità e digitalizzazione. Le imprese giovanili che operano all’interno dei distretti beneficiano di migliori aspettative di crescita, maggiore propensione all’export e minori criticità logistiche o di reperimento delle competenze.

Le priorità strategiche e gli investimenti per il 2026

Nel 2026 le priorità di investimento indicate dalle imprese riguardano in via principale l’installazione di impianti per l’autoproduzione di energia, l’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale e il rafforzamento della cybersecurity.

Sul piano della gestione del capitale umano, le aziende stanno implementando strategie attrattive basate su welfare aziendale, smart working e schemi di premialità.

Nel medio periodo, i fattori chiave di competitività per il sistema dei distretti restano legati alla difesa del posizionamento sul mercato statunitense, alla ricerca di nuovi mercati di sbocco e al mantenimento di forti sinergie locali con enti di formazione e ricerca. Queste dinamiche spiegano anche lo sviluppo dei cinque principali poli aerospaziali italiani (Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte e Puglia) che concentrano il 90% degli addetti e dell’export del comparto.

L’articolo Distretti industriali più solidi, cresce l’export: il report di Intesa Sanpaolo è tratto da Forbes Italia.

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