“Ditta in fallimento a nostra insaputa”, i lavori della Vetromeccaniche Italiane bloccano via Adamoli

09 Luglio 2026 - 14:49
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“Ditta in fallimento a nostra insaputa”, i lavori della Vetromeccaniche Italiane bloccano via Adamoli
Presidio Vetromeccaniche Italiane

Genova. “Due settimane fa, parlando con un cliente, mi è stato chiesto come mai l’azienda stava per chiudere. Ho chiesto ai colleghi, nessuno sapeva niente. Poi abbiamo scoperto che i libri contabili erano già stati portati in tribunale a nostra insaputa e ci è caduto il mondo addosso. Oggi non sappiamo nulla del futuro lavorativo nostro e della sopravvivenza delle nostre famiglie“. Questo lo sfogo, amaro, di uno dei 22 lavoratori di Vetromeccaniche Italiane, oggi in presidio davanti alla sede dell’azienda di via Adamoli, in Valbisagno, per protestare contro la decisioni della proprietà e, soprattutto, provare a dare corpo ad una mobilitazione che riesca a traghettare i lavoratori verso una risoluzione positiva, per quanto possibile, di questa situazione.

La vicenda, come raccontato in questi giorni da Genova24, è esplosa due settimane fa: nel capannone di Molassana il lavoro non manca, con commesse, progetti e consegne. Il proprietario è da qualche giorno che non si vede, ma nessuno sospetta che quell’assenza possa nascondere un altro tipo di “lavoro”, vale a dire quello della sezione fallimentare del Tribunale di Genova, che nel frattempo ha ricevuto tutti i documenti per procedere con la liquidazione della srl. “Una ditta storica – spiegano i lavoratori – fondata nel 1974 dopo una scissione dal ramo serramentistico di una omonima grande ditta fondata nel dopoguerra. Abbiamo grandi clienti e una rete vastissima di artigiani che fanno riferimento a noi, essendo gli unici in grado di fare determinate lavorazioni e di temperare il vetro. I nostri “concorrenti” sono tutti fuori dal Comune di Genova, e qua il lavoro davvero non manca”. Per questo motivo, la crisi aziendale è arrivata all’improvviso, com un fulmine a ciel sereno, gettando nel limbo dell’incertezza la vita di 22 famiglie.

Immediata anche la mobilitazione dei sindacati, con la Filctem Cgil in prima linea, accompagnata oggi nel presidio anche da diversi rappresentanti della Fiom, che ha raccolto l’appello dei lavoratori per accompagnarli nei prossimi passaggi. “Abbiamo attivato un tavolo tecnico con Confindustria e Comune di Genova che si riunirà il prossimo 20 luglio. Si cercherà di capire come salvare questa azienda o come eventualmente trovare un’altra proprietà. Perdere questa azienda, storica, oltre che per i lavoratori sarebbe un danno per tutto il territorio – spiega Giulio Pizzorno, segreteria Filctem Cgil Genova – Avremo poi un incontro in regione per capire come ampliare l’intervento istituzionale su questo caso”. Nel frattempo è stata attivata la cassa integrazione e, nelle scorse ore, nominato il curatore fallimentare che inizierà a trattare il caso.

Il supporto delle istituzioni è arrivato compatto. Dopo l’incontro con l’assessore Robotti dei giorni scorsi, oggi al presidio erano presenti diversi esponenti politici, tra cui i consiglieri regionali Gianni Pastorino (Lista Orlando – Linea Condivisa) e Simone D’Angelo (Partito Democratico), i consiglieri comunali Erika Venturini (Lista Salis – Linea Condivisa) Mario Mascia (Forza Italia), l’assessera alle attività produttive del Municipio IV Media ValBisagno Claudia Benassi e Antonio Li Puma, segretario provinciale del Partito Comunista Italiano.

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