Lo spiazzante regalo di Erdogan ai leader Nato: una pistola e un kit di proiettili. Le reazioni tra imbarazzo e aplomb

09 Luglio 2026 - 15:52
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Lo spiazzante regalo di Erdogan ai leader Nato: una pistola e un kit di proiettili. Le reazioni tra imbarazzo e aplomb

Lo spiazzante regalo di Erdogan ai leader Nato: una pistola e un kit di proiettili. Le reazioni tra imbarazzo e aplomb

Non sappiamo se esista un precedente. Certamente, però, il regalo che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha deciso di offrire ai leader che hanno partecipato al vertice Nato di Ankara risulta piuttosto originale e finanche spiazzante: si tratta di una pistola personalizzata col nome di ciascuno e accompagnata da un set di proiettili e un kit di pulizia. A rivelare la natura del dono, che sembra aver provocato qualche imbarazzo e qualche problema burocratico, è stato il premier britannico Keir Starmer, che ne ha parlato con i giornalisti durante il volo di rientro a Londra.

Starmer svela il dono di Erdogan: una pistola con tanto di proiettili

Starmer ha spiegato che Erdogan aveva allegato anche una nota che esentava le armi dai controlli doganali sulle esportazioni turche. Ma lui, al suo ultimo appuntamento internazionale da premier dopo l’annuncio delle dimissioni lo scorso 22 giugno, ha preferito lasciare la pistola in Turchia, poiché introdurla nel Regno Unito sarebbe stato illegale.

Le reazioni dei leader Nato, tra imbarazzo e diplomazia

Il premier belga Bart De Wever, invece, secondo quanto riportato dal quotidiano De Morgen ha consegnato la pistola alla polizia aeronautica appena atterrato in Belgio. Fonti dell’ufficio del primo ministro hanno confermato e hanno chiarito che De Wever è salito a bordo dell’aereo militare che lo avrebbe riportato in Belgio senza sapere cosa contenesse il pacco. «Non avevamo aperto alcun regalo sul posto e quindi avevamo portato l’arma con noi sul volo militare.

Il belga De Wever se ne accorge in patria

L’abbiamo scoperta dopo l’atterraggio alla base aerea di  Melsbroek», hanno riferito le fonti. L’arma è stata quindi consegnata alla polizia, che l’ha messa in cassaforte. «I turchi evidentemente ignorano le nostre leggi belghe sulle armi», hanno precisato ancora le fonti della testa, che precisa anche che, a differenza della pistola, «le munizioni non sono personalizzate».

L’olandese Jetten l’ha spedita in ambasciata

Secondo quanti riferisce ancora De Morgen, anche il primo ministro olandese Rob Jetten e Ursula von der Leyen hanno confermato il regalo. Il giornale spiega che Jetten ha appreso in cosa consistesse il cadeau mentre era ancora in Turchia e che lo ha fatto pervenire all’ambasciata olandese ad Ankara perché venisse “disattivato”. Al giovane premier – è nato nel 1987 – di orientamento progressista è stato chiesto come mai, pur sapendo che si trattava di un’arma, avesse accettato il dono: «I regali ufficiali sono accettati in linea di principio», ha risposto, evidentemente facendo riferimento a una prassi diplomatica.

Von der Leyen la donerà a un museo

Von der Leyen, invece, ha portato la pistola con sé e il portavoce della Commissione Ue, Olof Gill, ha fatto sapere che la donerà la pistola «a un museo militare». «Il presidente ha espresso la sua gratitudine al presidente Erdogan per questo gesto. L’arma da fuoco sarà trasportata e custodita in sicurezza e, una volta dismessa, il presidente intende donarla a un museo militare», ha spiegato Gill ai giornalisti.

L’ineffabile Bonelli fa polemica pure su questo

Ogni leader, insomma, si è mosso in base alle leggi del proprio Paese e della diplomazia, cercando di gestire il bizzarro regalo tenendo insieme tutte le esigenze. Un comportamento che si comprende a livello intuitivo. O, almeno, si dovrebbe comprendere a livello intuitivo. In Italia, però, l’ineffabile Angelo Bonelli ha colto anche questa occasione per tentare di sollevare una polemica contro la premier Giorgia Meloni, “rea” a suo avviso di aver mancato in «trasparenza» sul regalo ricevuto da Erdogan. «È lo stesso silenzio che accompagna le scelte del governo Meloni sulla politica estera e sul riarmo», ha tuonato Bonelli.

Palazzo Chigi smonta il “caso” sul nascere

Peccato che nessun “mistero” aleggi sulla vicenda. Fonti della presidenza del Consiglio hanno chiarito che il regalo di Erdogan è stato gestito adottando tutte le procedure del caso: la pistola è stata presa in carico da personale autorizzato a maneggiare le armi direttamente ad Ankara; per il viaggio sono state seguite le regole “ferree” che regolano il trasporto di armi; una volta a Roma sono state avviate le procedure per denunciarne il possesso e la pistola è stata registrata a Palazzo Chigi e protocollata, come avviene per tutti i doni ricevuti dal premier, entrando infine nella disponibilità della presidenza. Nessun “caso” insomma, tranne che per Bonelli.

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