Djokovic in lacrime agli US Open, le immagini fanno il giro del mondo: “Il mio corpo crolla”
Novak Djokovic in lacrime sulla panchina dell’Arthur Ashe Stadium. È una delle immagini più forti di questi US Open 2026 e racconta meglio di qualsiasi statistica la notte da incubo vissuta dal campione serbo a New York. A 39 anni, il vincitore di 24 titoli del Grande Slam è stato eliminato clamorosamente al primo turno dall’argentino Mariano Navone, numero 49 del mondo, al termine di una battaglia durata quattro ore e 36 minuti: 7-6(5), 5-7, 4-6, 6-2, 6-1. Ma il risultato racconta soltanto una parte della storia. Djokovic ha giocato per buona parte dell’incontro in condizioni fisiche precarie, vomitando più volte, soffrendo di crampi e accusando problemi alla schiena e alla spalla. Nel quinto set, mentre il pubblico di New York cercava di sostenerlo scandendo il suo nome, il serbo non è riuscito a trattenere le lacrime.
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"My hands wouldn’t give any more. This time I tried to go against my body, but I couldn’t. I never managed to feel good."
— Onimisi (@gentle0527) August 31, 2026
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Djokovic piange durante il quinto set: che cosa è successo
Il momento più emozionante arriva quando Navone conduce 3-1 nel quinto set. Djokovic si siede al cambio di campo. Il pubblico dell’Arthur Ashe prova a spingerlo verso l’ennesima rimonta impossibile. Il serbo ascolta gli incitamenti e si commuove. Le lacrime non sembrano però legate soltanto alla consapevolezza della sconfitta imminente. Per oltre quattro ore Djokovic aveva combattuto prima ancora che contro Navone contro il proprio corpo.
Già nelle prime fasi dell’incontro erano comparsi evidenti segnali di difficoltà. Il serbo appariva affaticato e in più occasioni si è piegato per cercare di recuperare. Durante il match ha vomitato ripetutamente e ha ricevuto assistenza medica. Eppure era riuscito a ribaltare la partita. Perso il primo set, Djokovic aveva conquistato il secondo e il terzo, portandosi avanti due set a uno. Nel quarto aveva addirittura ottenuto il break per il 2-1. Sembrava l’ennesima partita che il campione serbo sarebbe riuscito a vincere soffrendo.
Poi qualcosa si è spento. Navone ha conquistato cinque game consecutivi chiudendo il quarto set 6-2. Nel quinto Djokovic non aveva praticamente più energie: l’argentino ha dominato 6-1 completando la più importante vittoria della propria carriera.
Djokovic: “Vomito, poi il mio corpo comincia a crollare”
Sono soprattutto le parole pronunciate da Djokovic dopo la partita a spiegare perché quelle lacrime abbiano colpito così tanto il mondo del tennis. Il serbo ha parlato apertamente di un problema che non riguarderebbe soltanto la notte di New York. “È qualcosa che purtroppo mi porto dietro praticamente in ogni partita quest’anno”, ha spiegato. Djokovic ha raccontato di soffrire di episodi di vomito e di un problema che considera serio. Successivamente, ha spiegato, il corpo comincia a cedere tra crampi e dolori, fino ai problemi alla schiena e alla spalla che lo hanno limitato contro Navone.
Alla domanda se la situazione possa essere risolta, la risposta è stata ancora più significativa: “Non lo so. Ci sto provando”. Non era la prima avvisaglia. Soltanto poche settimane prima, al torneo di Cincinnati, Djokovic aveva sofferto condizioni simili contro l’argentino Thiago Tirante, parlando successivamente di una condizione fisica accentuata dal caldo e dall’umidità.
“Ho odiato quasi ogni momento passato in campo”
Il pubblico americano ha provato fino all’ultimo a tenere in piedi Djokovic. Ed è proprio il rapporto con gli spettatori a spiegare la commozione del quinto set. Il serbo ha definito incredibile il sostegno ricevuto dall’Arthur Ashe Stadium e ha raccontato che l’affetto del pubblico gli ha “toccato il cuore”. Completamente diverso il giudizio sulle proprie condizioni durante la partita. Djokovic ha ammesso di aver “praticamente odiato ogni momento” trascorso in campo a causa di come si sentiva fisicamente. Ha anche rivelato di aver pensato al ritiro durante l’incontro, salvo poi decidere di continuare dopo essere riuscito a conquistare il secondo e il terzo set.
Djokovic fuori al primo turno: non succedeva da 20 anni
La sconfitta assume una dimensione ancora maggiore guardando i numeri. Djokovic non perdeva al primo turno di un torneo del Grande Slam dall’Australian Open 2006. Agli US Open, invece, aveva vinto tutti i precedenti 19 incontri disputati al debutto. Vent’anni dopo è stato Mariano Navone a interrompere la serie. E non è una sconfitta come le altre. Djokovic era arrivato a New York inseguendo ancora una volta il 25esimo titolo Slam, quello che gli avrebbe permesso di stabilire da solo un nuovo primato assoluto nel singolare. La corsa si è fermata invece alla prima partita.
Quelle lacrime non sono un annuncio di ritiro
Le immagini di Djokovic in lacrime hanno inevitabilmente alimentato interrogativi sul futuro del campione serbo. Ma è importante distinguere le emozioni di una notte durissima da un annuncio che, al momento, non è arrivato. Djokovic non ha comunicato l’intenzione di ritirarsi dal tennis. Le sue dichiarazioni indicano piuttosto la volontà di capire e risolvere il problema fisico che lo sta condizionando. Resta però un’immagine destinata a segnare questi US Open: uno dei giocatori mentalmente più forti della storia del tennis seduto sulla panchina, esausto e in lacrime, mentre migliaia di persone gridano il suo nome. Per una volta Novak Djokovic non è riuscito a trovare una soluzione. E a fermarlo, ancora prima di Mariano Navone, è stato il suo stesso corpo.
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