Doppio fallimento per Conte, fischiato dalla piazza di sinistra mentre Meloni viene accolta da un bagno di folla (video)

Istantanee dal Bel Paese: Conte fischiato dalla piazza di sinistra all’evento di Repubblica. Meloni accolta tra applausi e abbracci dalla folla al Raduno per gli Alpini a Gemona del Friuli. E la differenza, sotto gli occhi di tutti e rilanciata dai social, sta nella sostanza, e talvolta anche semplici immagini messe a confronto possono raccontarla ed evidenziarla. E allora, ecco che in soccorso ci arrivano i video e i commenti postati sul web su due situazioni diverse. Due riscontri diametralmente opposti, emblema di una disparità che sta proprio non solo nel cuore della comunicazione mediatica. Ma negli stessi gangli connettivali della linfa politica.
Conte fischiato dalla folla di sinistra alla festa di “Repubblica”
Sì, perché spesso, per comprendere lo stato di salute della politica italiana, non servono i sondaggi sui flussi di voto o i dotti editoriali dei politologi: bastano le immagini. Quelle che fotografano il sentire del Paese reale; quelle che sanciscono percezioni e reazioni che fanno la differenza… e la raccontano. E allora ecco piombare dal web due video opposti, circolati con insistenza sui social, e che offrono l’istantanea plastica di una distanza siderale che appare incolmabile.
Solitudine pentastellata e leader stizzito dai fischi della piazza di sinistra
Da una parte la solitudine della propaganda pentastellata, dall’altra il bagno di folla e di affetto del Paese reale. In un caso la contestazione e i fischi a Giuseppe Conte scrosciati a Bologna, in Piazza Maggiore, durante l’evento “Repubblica delle Idee“, quando durante il dibattito sul palco, il giornalista Stefano Cappellini ha incalzato il leader M5S sulla guerra in Ucraina, provocando la reazione del pubblico.
L’amaro contrappunto per Conte fischiato: l’abbraccio della gente in strada per la premier Meloni
Nell’altro, la calorosa accoglienza riservata a Giorgia Meloni a Gemona del Friuli, dove la premier, ospite a sorpresa al Raduno del 3/o raggruppamento Ana Triveneto dedicato al 50° anniversario del sisma che ha distrutto il Friuli nel 1976, è stata accolta da un bagno di folla, tra applausi, saluti, incitazione ad andare avanti e tricolori sventolanti.
La domanda di cappellini che scatena la platea
E allora, il primo scenario è quello della festa de la Repubblica. Sul palco c’è Giuseppe Conte, che tenta di arrampicarsi sugli specchi sul fustigato tema della guerra in Ucraina. Incalzato dal giornalista Stefano Cappellini sulla presunta e fantomatica disponibilità di Putin a trattare, l’ex “avvocato del popolo” balbetta frasi sconnesse sulla storia e si arrampica sul tema dei tavoli negoziali.
Conte fischiato tenta un faticoso recupero
Risultato? Impietosi e sonori fischi che si alzano imperiosi dalla platea dei presenti, con tanto di applausi scroscianti per il cronista riuscito a mettere in difficoltà il suo ospite (anche se sulla carta non era proprio un’ardua impresa)… Un cortocircuito totale, che induce il leader del M5S a una stizzita quanto patetica difesa contro il suo stesso pubblico di riferimento.
Mentre Conte veniva fischiato, Meloni dagli Alpini racconta tutta un’altra storia…
Il secondo set, invece, registra tutt’altra aria, tutt’altro stile e tutt’altra accoglienza a Gemona del Friuli dove, a sorpresa, al raduno degli Alpini si presenta Giorgia Meloni, travolta dalla folla dei presenti, che stringe la premier in un sano e caldo abbraccio di orgoglio nazionale tributato dalla piazza. Un riconoscimento fiero e composto che, proprio come quella maglietta con il cappello alpino regalatale dalle Penne Nere, che spunta tra le mani del presidente del Consiglio, rappresenta il simbolo di un’Italia che ringrazia. Ricostruisce. E non dimentica.
Il post di FdI e le immagini a confronto
Così, dalla visione in simultanea dei due eventi e degli opposti riscontri, emerge la sintesi perfetta di un doppio binario che Fratelli d’Italia stigmatizza in un post pubblicato online (e che riportiamo di seguito dall’account X di FdI): la propaganda di Conte ha fallito due volte. Non riesce a cancellare il ricordo del suo malgoverno. E non scalfisce il consenso di Giorgia Meloni alla guida dell’esecutivo odierno. Il verdetto della piazza, d’altronde, parla da solo. Agli elettori, poi, l’ardua sentenza…
Avvocato Conte, la sua propaganda è un doppio fallimento: non cancella il ricordo del suo malgoverno e non scalfisce il consenso di Giorgia Meloni. pic.twitter.com/RhvxxzG5L2
— Fratelli d’Italia 🇮🇹 (@FratellidItalia) June 22, 2026
#Conte fischiato alla festa di Repubblica.
Il 37% degli elettori del #m5s non vuole l’alleanza col #Pd;
L’unica cosa che unisce il #CampoLargo è che tutti schifano #Renzi che però è determinante… 😅
Ottime premesse per 5 anni di pantano…#21giugno pic.twitter.com/i9vaQcn0TJ— Giorgio La Porta (@Giorgiolaporta) June 21, 2026
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