Due politici messicani stanno provando a fermare l'addio di Sony ai giochi su disco
La petizione Don't Kill the Disc su Change.org ha superato le 323.000 firme, ma come già visto per tante altre mobilitazioni di questo tipo, difficilmente costringerà Sony a tornare sui suoi passi. Ha invece forse qualche speranza in più l'iniziativa lanciata in Messico da due esponenti del partito Movimiento Ciudadano, il senatore Luis Donaldo Colosio e la deputata Iraís Reyes: si sono rivolti all'autorità antitrust nazionale per segnalare i rischi derivanti dall'addio ai giochi su disco per il catalogo PlayStation.
IL MESSICO DENUNCIA LE CONSEGUENZE DELLA DECISIONE
Il dito è puntato contro una mossa che metterebbe di fatto l'azienda giapponese in una posizione di monopolio, spingendo forzatamente gli utenti verso il digitale e controllando l'unico store autorizzato alla vendita dei titoli. Questo le consentirebbe di fare il bello e il cattivo tempo in termini di prezzi. Sappiamo che oggi con il supporto fisico non è così, spesso con gli e-commerce di terze parti si risparmia.
Ne risentirebbero direttamente i rivenditori: Liverpool, Sanborns e GamePlanet sul mercato locale, ma lo stesso discorso è applicabile a qualsiasi catena come GameStop/Gamelife o negozio indipendente. Discorso molto simile per i giocatori, per i quali il danno sarebbe doppio, una spesa potenzialmente maggiore e l'impossibilità di far circolare copie usate di seconda mano. Tutto questo senza considerare il malcontento dei collezionisti, che anche nel caso in cui volessero continuare ad acquistare le custodie, dentro ci troverebbero solo un codice per il download, niente più disco, come nel caso di GTA 6.
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