Invalsi 2026, crolla la matematica alle elementari. Valditara: «Più carta e penna, meno tablet»
I bambini e le bambine italiani hanno difficoltà in matematica: chi raggiunge almeno il livello base diminuisce, rispetto alla passata rilevazione Invalsi, di circa 3 punti percentuali sia in seconda che in quinta elementare, sono poco più del 60%. E’ il verdetto dei test Invalsi. Meglio va l’italiano: “Per quanto riguarda l’italiano, si registra una crescita in tutto il Paese con un tasso che raggiunge il 54%. Sono particolarmente felice per i progressi del Mezzogiorno (dal 44% al 47%) e delle isole (dal 43% al 47%). Il Nord si posiziona su livelli alti e in seconda liceo è interessante notare come il Sud cresca fino a raggiungere quasi la media nazionale, nonostante sia stata la fascia più colpita dalle conseguenze del Covid, come ricordato dal Presidente Ricci. Nella scuola primaria si nota un leggero recupero in seconda elementare rispetto all’anno scorso; ma si perde ancora in quinta elementare per quanto riguarda la lettura, la comprensione del testo e il funzionamento della lingua. Per questo motivo le nuove indicazioni nazionali sono assolutamente benvenute e il mio suggerimento a riguardo è chiaro: più grammatica e meno tablet”.
Invalsi, Valditara: “Bene l’italiano, ottimo l’inglese”
Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha commentato il Rapporto nazionale ‘Le prove INVALSI 2026’, presentazione che si è svolto presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera. In matematica – ha quindi proseguito il ministro – i dati della quinta liceo sono molto buoni, superando finalmente la soglia del 50% per attestarsi al 52%, con il Sud che cresce più di tutti. Si registra invece un peggioramento nella scuola primaria: ed è qui che serve una vera e propria rivoluzione della matematica, proprio come previsto dalle nuove indicazioni nazionali: anche in questo caso servono meno tablet e una nuova didattica che insegni a pensare matematicamente attraverso laboratori: partendo dai perché, dalla deduzione e dall’osservazione della realtà e delle situazioni concrete, lasciando il calcolo solo in un secondo momento”.
Rispetto al 2019, ovvero a prima del Covid, si conferma un calo nei risultati medi di circa l’8-10% (erano oltre il 70%). Lo ha evidenziato Roberto Ricci, presidente di Invalsi durante la presentazione del Rapporto 2026 in corso alla Camera. Aggiungendo che “è necessario concentrare maggiori sforzi per consentire l’innalzamento degli apprendimenti in Matematica nella scuola primaria, sfruttando tutte le opportunità fornite dalle Indicazioni Nazionali”.
C’è un dato che salta agli occhi, sottolinea il ministro Valditara: i risultati di inglese sono invece “straordinari e si commentano da soli: registriamo il 63% di livello B2 nel reading, con una crescita molto rilevante al Sud e una riduzione significativa dei divari tra Nord e Sud anche alle scuole medie”. E ancora “molto bene anche l’inglese alle elementari”, mentre sulle competenze digitali “viene sfatato un mito: si leggeva sui giornali che i nostri ragazzi avrebbero le minori competenze digitali in Europa: ma i dati mostrano un livello intermedio all’87% con punte del 92%, a dimostrazione che la scuola ha funzionato egregiamente in questo ambito”.
“Nel nord est e nord ovest le percentuali di studenti che non raggiungono i livelli minimi di apprendimento sono solo il 2%-3% e questo giustifica quindi i tanti ammessi e i tanti promossi all’esame di Stato”. E’ il ragionamento del ministro dell’Istruzione che risponde a chi polemizza per i troppi promossi alla maturità: “Se solo il 2% non ha competenze sufficienti, vuole dire che il ‘filtro’ è stato fatto prima. Per i ragazzi delle scuole del nord, dunque, i dati sono confermano la bontà della valutazione che emerge poi dagli esami di maturità”.
Il ministro osserva inoltre per l’Italiano “una crescita in tutto il paese (54%) ma mi rende felice la crescita al Mezzogiorno, dal 44 al 47%; il nord si posiziona sempre sui livelli alti. In matematica siamo al 52% finalmente si supera il 50% anche se c’è il peggioramento alla scuola primaria. Con i risultati delle superiori in matematica nel nord ovest e nord est ci poniamo ai livelli top in Europa. Questi risultati confermano che in quelle regioni siamo ai vertici. Infine, aumentano di 1 punto gli studenti eccellenti”.
“Alla presentazione dei dati Invalsi è stato evidenziato dal presidente dell’Istituto che i risultati scolastici del post pandemia si sono stabilizzati su livelli che non erano quelli pre-pandemia, ma inferiori”, afferma la senatrice di Fratelli d’Italia, Lavinia Mennuni. “Il fenomeno non è solo italiano ma è identico in altri Paesi, dalla Francia alla Scandinavia. Credo che questo elemento sia da approfondire anche se risulta piuttosto evidente che la concomitanza temporale di quella lunga fase pandemica con la didattica a distanza: l’aver fatto chiudere i nostri bambini, preadolescenti e adolescenti nelle loro camere, online, mentre troppo spesso l’unico intrattenimento era il cellulare con i video e i social, ha creato dipendenza e ha fatto impigrire le giovani menti in formazione”. Ricordiamo che la senatrice di FdI è prima firmataria di una proposta di legge bipartisan per l’introduzione di un divieto d’accesso ai social ai minori di 15 anni.
L'articolo Invalsi 2026, crolla la matematica alle elementari. Valditara: «Più carta e penna, meno tablet» sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)