È a San Rossore il primo nido di tartaruga marina dell’estate toscana 2026

Il primo nido di Caretta caretta documentato in Toscana nel 2026 è stato individuato sulla spiaggia della Tenuta di San Rossore, nel territorio del Comune di San Giuliano Terme, all’interno del Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Si tratta anche del primo nido ufficialmente documentato lungo il litorale della Tenuta, un’area di particolare valore naturalistico dove l’accesso è consentito esclusivamente per attività di ricerca e monitoraggio autorizzate.
Il ritrovamento è avvenuto nella giornata di San Ranieri, lungo il litorale pisano, grazie al monitoraggio volontario condotto da Marco Verdone, medico veterinario, istruttore e guida di kayak da mare, che dal 2021 percorre la costa della Tenuta di San Rossore. Il kayak permette infatti di operare in modo ecosostenibile, discreto e flessibile, perlustrare molti chilometri di costa in tempi relativamente brevi e individuare anche dal mare le tracce lasciate dalle femmine nidificanti.
Insieme a Verdone era presente Daria Cartei, docente dell’Istituto comprensivo Fucini di Pisa e kayaker in formazione, che ha aderito al progetto didattico multidisciplinare “Il Mondo e gli Altri Animali”. Il progetto, coordinato dallo stesso Verdone nell’ambito dell’Unità operativa di educazione e promozione della salute dell’Asl Toscana nord ovest, ha tra i suoi temi centrali proprio la Caretta caretta e la sua conservazione.
Dopo la partenza all’alba dal Circolo Arnino di Marina di Pisa, i due kayaker hanno individuato le tracce e segnalato subito il ritrovamento alla rete toscana attraverso Marco Zuffi dell’Università di Pisa, che ha allertato i colleghi responsabili per l’area e trasmesso la segnalazione anche al numero 1530 della Guardia costiera.
Sul posto sono poi intervenuti per la verifica Yuri Galletti, referente regionale del progetto Life Turtlenest per Legambiente Toscana e soggetto autorizzato dal ministero dell’Ambiente per la gestione dei nidi di tartaruga marina, insieme a Dario Giani e Cecilia Mancusi di Arpat. Le verifiche hanno confermato la presenza del nido, deposto in una posizione ritenuta idonea e sufficientemente distante dalla linea di battigia.
«Questo ritrovamento rappresenta una bellissima notizia per tutto il territorio pisano e conferma ancora una volta l’importanza del lavoro di squadra tra volontari, istituzioni, enti di ricerca e aree protette», dichiara Yuri Galletti. «La tutela della biodiversità si costruisce attraverso una rete di persone che condividono competenze, passione e responsabilità. Pensare globale e agire locale continua a essere la strategia vincente per la conservazione delle tartarughe marine e degli ecosistemi costieri».
Il nido verrà ora monitorato nelle prossime settimane, in attesa della possibile schiusa. L’Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli aderisce al progetto come Area protetta amica delle tartarughe marine, mentre il Comune di San Giuliano Terme figura tra i Comuni amici delle tartarughe marine, insieme al Comune di Vecchiano. Un impegno territoriale che conferma la crescente attenzione verso una specie simbolo del Mediterraneo, sempre più presente anche lungo le coste toscane.
Il monitoraggio lungo la costa della provincia di Pisa è già attivo da alcuni giorni grazie ai volontari di Legambiente Pisa, impegnati all’alba nel controllo delle spiagge da Marina di Pisa a Calambrone, e al gruppo di Marina di Vecchiano coordinato da Irene Bertolini lungo il litorale di MarDiVe. Proprio il 17 giugno avrebbe dovuto prendere il via anche il monitoraggio con drone della fascia costiera della Tenuta di San Rossore, attività svolta regolarmente dal 2022 con almeno due uscite settimanali: la segnalazione è arrivata dunque prima dell’avvio delle attività programmate.
I monitoraggi volontari lungo il litorale pisano proseguiranno fino al 15 agosto e rappresentano un’importante attività di citizen science aperta alla partecipazione della cittadinanza. A livello nazionale, la stagione di nidificazione 2026 sta registrando per ora un numero di segnalazioni inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – quando è stato raggiunto un livello record – ma il periodo più intenso deve ancora iniziare: storicamente il picco delle deposizioni lungo le coste italiane si concentra tra la seconda metà di giugno e le prime due settimane di luglio.
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