Editori contro Meta: il colosso di Zuckerberg accusato di pirateria
Un nuova battaglia legale tra il mondo dell'editoria e quello dell'intelligenza artificiale si profila all'orizzonte, e questa volta non è OpenAI a essere interessata, ma la società di Marzk Zuckerberg, Meta, che si trova al centro di una tempesta giudiziaria.
Stavolta coinvolti si sono grandi nomi del settore come Macmillan, McGraw Hill, Elsevier, Hachette e Cengage, insieme al celebre scrittore Scott Turow, che hanno deciso di unire le forze per denunciare quello che definiscono uno dei più massicci furti di materiale protetto da copyright mai avvenuti nella storia.
Naturalmente si parla per ora di una tesi dell'accusa e non di una condanna, secondo la quale Meta avrebbe utilizzato sistematicamente libri e articoli accademici per istruire i propri modelli di AI, in particolare la serie Llama, senza mai chiedere il permesso o riconoscere un compenso agli autori. Il problema risiede nelle fonti utilizzate per l'addestramento, poiché secondo gli editori Meta avrebbe attinto a piene mani da noti siti di pirateria come LibGen, Anna’s Archive e Sci-Hub, oltre a sfruttare dataset come Common Crawl, che contengono enormi quantità di opere caricate illegalmente sul web.
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