El Niño Godzilla: le preoccupazioni internazionali

26 Giugno 2026 - 13:42
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El Niño Godzilla: le preoccupazioni internazionali
Sono tutti pazzi per El Niño, il fenomeno periodico che porta a un riscaldamento anomalo delle acque superficiali nell'Oceano Pacifico equatoriale centro-orientale e che, secondo le previsioni che si susseguono, potrebbe avere conseguenze molto gravi per l'economia globale (e non solo). Le immagini del satellite Sentinel-6 Michael Freilich (o Sentinel-6A) dello scorso 8 giugno mostrano un innalzamento anomalo della superficie del Pacifico centrale e orientale: questo è segno che sotto la superficie si sta accumulando una massa di calore che, secondo la ricercatrice Severine Fournier, ricorda le condizioni del 1997, anno dell'ultimo El Niño eccezionalmente forte.. Dopo aver ufficializzato l'inizio del fenomeno, la NOAA ha dichiarato che esiste il 63% di probabilità che diventi molto forte entro fine anno: da qui gli appellativi informali dati dagli scienziati al fenomeno, battezzato "super" o "Godzilla".. L'appello di FAO e WFP Il rischio tuttavia non è solo meteorologico: circa la metà dei 68 Paesi più poveri al mondo sono già ora gravemente indebitati o rischiano di diventarlo, senza contare che il conflitto in Iran ha fatto salire i prezzi dell'energia e ridotto le forniture di fertilizzanti. Secondo il Famine Early Warning Systems Network, entro fine anno tra i 115 e i 125 milioni di persone avranno bisogno di assistenza alimentare urgente, con rischio carestia in Sudan, Sud Sudan e Somalia. Per questo FAO e WFP hanno lanciato il loro primo appello congiunto, chiedendo di giocare d'anticipo sulla crisi e raccogliere fin d'ora i 167 milioni di dollari che ancora mancano al totale di 202 milioni necessari per proteggere 8,8 milioni di persone, fornendo sementi resistenti alla siccità, difese contro le inondazioni, sistemi di stoccaggio dell'acqua e sussidi monetari.. L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) è più cauta, e sottolinea che l'ampio margine di incertezza nei modelli rende ancora prematuro stabilire con certezza la forza di El Niño. «La mia preoccupazione non è El Niño in sé, sono preoccupata per la confluenza di più fattori di stress contemporaneamente», ha dichiarato Sonali McDermid, climatologa della New York University.. Non solo Paesi poveri Le conseguenze non restano tuttavia confinate ai Paesi più poveri: secondo quanto scoperto da uno studio pubblicato su Nature Climate Change, El Niño frena i progressi nella mortalità anche nei Paesi più ricchi come USA, Australia, Giappone e Corea del Sud, per via di ondate di calore più intense e una maggiore diffusione di malattie trasmesse da vettori (come le zanzare). . Stando a un report del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea, El Niño potrebbe scatenare una reazione a catena che coinvolgerebbe tutti i settori economici legati alla natura – produzione agricola, produttività del lavoro, disponibilità di acqua, produzione idroelettrica e sistemi di trasporto, fino a un aumento dei prezzi del cibo e dell'energia, stress fiscale e una minore capacità di rimborso dei debitori.. Tutto è perduto? Nonostante le previsioni affatto rassicuranti, non per forza El Niño avrà conseguenze devastanti: dalla nostra parte c'è la prevedibilità del fenomeno, che ci permette di prepararci e agire per tempo. Attivare le misure preventive prima che le crisi si manifestino permetterà di scongiurare gli scenari peggiori, ma con le tensioni geopolitiche attuali il vantaggio scientifico potrebbe non bastare..

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