Elezioni Comunali 2026, i dati definitivi: a Venezia Venturini sindaco con il 51,03%, a Reggio Calabria Cannizzaro con il 65,68%
A scrutini terminati, Simone Venturini, candidato del centrodestra è eletto sindaco di Venezia con il 51,03% delle preferenze e un totale di 56.344 voti. Dietro di lui Andrea Martella, candidato del centrosinistra Andrea Martella, con il 39,21% delle preferenze e 43.294 voti. Michele Boldrini è terzo con il 3,44% di preferenze e 3.795 voti.
“Il primo turno delle amministrative ha visto il centrodestra mantenere Venezia, che era la partita più importante. Cambiano segno Pistoia e Avellino, che vanno al centrosinistra, e Reggio Calabria, ora in mano al centrodestra.
Numericamente il risultato dunque è un pareggio, per ora, in attesa dei ballottaggi. Tra quindici giorni è ragionevole immaginare che il centrosinistra avrà più eletti del centrodestra e più eletti della volta scorsa, ma pesa naturalmente la conferma della destra a Venezia dopo gli anni di Brugnaro. Giorgia Meloni ha però deciso di mettere il cappello sul risultato con la stessa determinazione con cui si era tenuta fuori dalla campagna elettorale”. Lo scrive il leader di Iv Matteo Renzi nella sua enews. “E ha spiegato che ha vinto lei, riempiendo i social dei suoi messaggi dopo che era stata in silenzio e per la prima volta aveva snobbato una campagna elettorale – aggiunge Renzi -. Per capire come funziona la comunicazione di Palazzo Chigi: quando Meloni fa campagna elettorale, e perde, si trattava solo di un referendum e non di un dato politico. E in ogni caso è colpa della Santanchè. Quando Meloni non fa campagna e il neo sindaco di Venezia, Venturini, ottiene un risultato strabiliante con la sua lista (complimenti sinceri!), il merito invece è della Meloni. Tutto chiaro? Personalmente non credo che sia un approccio serio ma è tipico di chi non si occupa dei problemi e preferisce vincere la sfida della comunicazione da influencer”.
“La premier – insiste Renzi – è ossessionata dal controllo della comunicazione. Fosse capace di controllare i prezzi come controlla la comunicazione, questo Paese non avrebbe problemi di inflazione. E invece il costo della vita aumenta, e invece le misure del Governo sembrano insufficienti: non c’è una lista civica Venturini per risolvere il problema della produzione industriale, degli stipendi bassi, della fuga dei cervelli o della denatalità. Perché non serve una lista civica per governare il Paese: serve la politica. E i prossimi mesi mostreranno drammaticamente che a Palazzo Chigi si preoccupano più di comunicare che di fare misure che impattino sulla vita reale”.
“Le dinamiche locali sono legate alle proposte che vengono fatte, anche attraverso le liste. Non c’entrano nulla le dinamiche nazionali. Altrimenti dovremmo illuderci che alle Politiche prenderemo il 70% per le belle vittorie al primo turno a Pistoia e Prato e per la vittoria straripante di Giovanna Bruno ad Andria. Sono tutte storie locali”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato.
“Il Governo è in crisi, è sotto gli occhi di tutti. Le Amministrative sono un test sulle proposte locali e sui candidati e le candidate sindaco. Possono essere un test nazionale in alcune realtà simboliche, nelle grandi città dove c’è voto di opinione e quando votano oltre 15 milioni di persone. Allora sì, non puoi nasconderlo”, afferma.
In merito alla vittoria a Salerno di Vincenzo De Luca, spiega: “Nessun imbarazzo, ci sono realtà in cui alcune vicende civiche entrano in collisione coi partiti”. “È successo a Messina per Cateno De Luca ed è successo a Enna. Il tempo dirà se queste esperienze sono in linea col profilo politico del Pd. Indubbiamente è stata premiata la storia antica di De Luca a Salerno, dove è molto amato. In politica contano non le vicende dei singoli, ma gli obiettivi generali e il nostro è vincere le Politiche”, sottolinea.
“L’alleanza col M5S è così solida che è pronta per le Politiche. L’alternativa a questa destra è in campo. E la vicenda campana sì, è di ottimo auspicio. Roberto Fico è presidente e il Pd è primo partito, nella Regione e nel Mezzogiorno. Vediamo i numeri. I Comuni capoluogo al voto erano 18, di cui 8 di centrosinistra, 5 di centrodestra e 5 civici. Al primo turno noi ne abbiamo vinti 5 e loro 2 e i civici al primo turno sono 4. Gli altri vanno al ballottaggio e noi siamo convinti di migliorare i risultati rispetto a 5 anni fa”, aggiunge.
“Il mio risultato è superiore alle attese, anche se ero certo di vincere al primo turno. Ora smettetela di dire che sono il delfino di Brugnaro: in laguna l’unico delfino che c’è nuota nel mare”. Lo dice in una intervista a Repubblica Simone Venturini, eletto sindaco di Venezia al primo turno.
“Resto un ragazzo qualunque di Marghera che conosce ogni angolo della città: alla denigrazione del centrosinistra ho opposto i fatti del mio impegno come assessore – afferma – Per questo sono sempre stato tranquillo, quando i sondaggi mi davano sconfitto: domenica sono andato a fare il bagno al Lido, poi ho dormito”.
“Promettere di cancellare il contributo d’accesso per poi decidere che fare, come ha fatto Martella, non ha rassicurato chi combatte l’overtourism – sottolinea – È stato un boomerang: io ripartirò dal mio ticket”.
A scrutini terminati, Francesco Cannizzaro, candidato del centrodestra, è eletto sindaco di Reggio Calabria con il 65,68% delle preferenze e 59.214 voti. Dietro di luci Domenico Donato Battaglia, candidato del centrosinistra, con il 24,74% delle preferenze e 22.302 voti.
“Queste elezioni hanno già detto tantissimo. E il ‘messaggio’ che secondo Elly Schlein doveva arrivare a Giorgia Meloni è arrivato forte e chiaro”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Giovanni Donzelli, capo dell’organizzazione di Fratelli d’Italia “Il sostegno al centrodestra c’è e resta, che la realtà del voto non è quella che si raccontano da soli a sinistra, nei salotti televisivi o nei giornali compiacenti e schierati o tra opinionisti che non escono dalla loro bolla. Hanno avuto una risposta sonante”, afferma.
“Vincere al primo turno a Venezia, la più grande delle città al voto, a Reggio Calabria, dove gli uscenti erano loro e sono stati subissati dai nostri voti, sono segnali che hanno un valore che va oltre il dato locale”, aggiunge, evidenziando che: “Chi va a votare non guarda a polemiche inutili, ad argomenti ideologici, a narrazioni autoesaltanti: sembrava stesse arrivando la nuova ‘gioiosa macchina da guerra’ di Occhetto e invece gli elettori ci stanno confermando la fiducia. In città come Venezia, che non è mai stata una nostra roccaforte, ma in tantissimi altri Comuni dove pure abbiamo rovesciato pronostici che loro davano per scontati”.
“La partita delle Politiche è tutt’altro che definita. Adesso il campo largo deve andare avanti con più determinazione di prima”. Lo dice in una intervista a Repubblica Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera.
“Sicuramente Venezia non è andata come ci auguravamo che andasse. La candidatura di Andrea Martella era di grande valore, ma sapevamo che vincere dopo più di dieci anni di guida di centrodestra sarebbe stato difficile: è una città in cui alcuni blocchi di potere sono ancora difficili da scardinare”, afferma.
“Come in tutte le campagne elettorali Elly Schlein è stata protagonista e generosamente in campo. A Venezia come in tante altre città, dove invece i risultati ci hanno premiato e di cul siamo orgogliosi. Come a Pistoia, dove la sinistra è tornata a vincere dopo 5 anni, e a Prato. Oppure ad Avellino dove andiamo verso la vittoria – sottolinea – Complessivamente questa tornata ci dice che la partita delle elezioni Politiche è tutt’altro che definita e che il campo progressista c’è e continuerà a lavorare sulle battaglie che parlano ai cittadini”.
Mancano i dati di un’ultima sezione, a Salerno, ma Vincenzo De Luca, è al 57,88% delle preferenze, contro il 15,02% del candidato di centrodestra Gherardo Maria Marenghi. Una distanza che una sola sezione non potrà colmare.
De Luca torna a Palazzo di Città dopo una parentesi in Regione Campania come presidente della Giunta e al quinto mandato come sindaco di Salerno. Ha corso con 7 liste a suo sostegno. In totale De Luca ha ottenuto, quando manca una sola sezione, 39.068 voti.
Sarà il ballottaggio a decretare l’elezione del sindaco a Macerata. Il candidato del centrodestra Sandro Parcaroli, a scrutinio terminato, non ha raggiunto il 50% delle preferenze, fermandosi al 49,96% (10.044 voti) mentre Gianluca Tittarelli, candidato del centrosinistra, è al 41,95% delle preferenze (8.435 voti). Il turno di ballottaggio è già fissato per il 7 e 8 giugno prossimi.
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