Energia, Nicita (PD): “Bollette alte mentre il prezzo può arrivare a zero”
Prezzi dell’energia ancora elevati per famiglie e imprese mentre, in determinate ore caratterizzate da un’elevata produzione da fonti rinnovabili, il prezzo dell’elettricità sul mercato può arrivare a zero o assumere valori negativi. È il “paradosso” sul quale è intervenuto in Senato Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo del Partito democratico a Palazzo Madama, durante il question time con il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
“L’Italia vive un paradosso: prezzi energetici incredibilmente alti in bolletta, mentre spesso in alcune giornate il prezzo sarebbe uguale a zero, perché la produzione di energia rinnovabile è talmente alta che l’offerta supera la domanda“, ha affermato Nicita. Secondo il parlamentare siracusano, questa maggiore disponibilità di energia non riesce però a trasformarsi in un beneficio concreto per consumatori e attività produttive.
Il tema richiamato dal senatore riguarda un fenomeno reale dei mercati elettrici: quando la produzione, in particolare quella rinnovabile, supera la domanda e il sistema non riesce ad assorbirla o immagazzinarla completamente, i prezzi all’ingrosso possono scendere fino a zero o diventare negativi. Proprio per gestire meglio queste situazioni assumono un ruolo centrale la capacità delle reti, gli accumuli e la flessibilità del sistema elettrico.
E sul tema Nicita attribuisce al Governo due responsabilità. La prima riguarda quello che definisce il “mancato disaccoppiamento” del prezzo dell’elettricità da quello del gas; la seconda il ritardo nell’introduzione dei cosiddetti prezzi negativi nel mercato elettrico italiano.
“Le ragioni di tutto questo – sostiene – sono da una parte il mancato disaccoppiamento da parte dell’esecutivo del prezzo dell’energia da quello del gas, con tutto quello che ne consegue a causa delle note crisi internazionali, dall’altra il ritardo con cui il Governo sta introducendo i cosiddetti prezzi negativi, a fronte di questa maggiore produzione di energia rinnovabile“.
Per Nicita, inoltre, il problema non riguarda soltanto quanto viene pagato oggi in bolletta, ma la capacità dell’Italia di costruire un sistema in grado di sfruttare pienamente la crescita delle fonti rinnovabili. “Le conseguenze non sono solo le bollette altissime ma anche la mancata programmazione e i mancati investimenti sui cosiddetti accumuli e sulle reti che darebbero al mercato una maggiore capacità di bilanciarsi“, afferma.
Accumuli e potenziamento della rete diventano infatti sempre più importanti con l’aumento della produzione fotovoltaica ed eolica: consentono di gestire l’energia prodotta nei momenti in cui l’offerta è superiore alla domanda e di utilizzarla quando la produzione rinnovabile diminuisce.
Da qui l’affondo politico del senatore del Pd nei confronti dell’esecutivo. “Il Governo non ha fatto niente in quattro anni per tutto questo: non ha retto alla vitale sfida della crisi dell’energia e non ha saputo risolvere in modo strutturale i problemi energetici che gravano su cittadini e imprese“.
Una valutazione politica che Nicita sintetizza con una battuta conclusiva: “In breve, il Governo Meloni ha tolto energia al Paese e agli italiani“.
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