Cumo. Il Tar respinge il ricorso del Comune di Noto: legittima la nomina di Bonfanti
Il Tribunale amministrativo regionale di Catania respinge il ricorso contro la nomina di Corrado Bonfanti alla presidenza del Cumo. La decisione mette un punto fermo nella controversia che da mesi contrappone il Comune di Noto alla Regione Siciliana sulla guida del Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale. Con la sentenza numero 2673/2026, la Quinta Sezione del Tar ha stabilito che il potere di nominare il presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio spetta alla Regione e che l’assemblea dei soci non può opporsi alla scelta regionale, neppure quando lo statuto dell’ente prevede un passaggio formale davanti alla stessa assemblea.
“Ho avuto la pazienza di aspettare che tutto finisse – commenta Bonfanti – ma adesso c’è da recuperare tutto quel lavoro che non è stato possibile portare avanti e che è stato ostacolato in questo anno. Lo dobbiamo al Cumo, ai suoi studenti e al nostro territorio che merita un riferimento universitario capace di vincere le sfide future del campo della formazione”.
La vicenda prende avvio nel dicembre 2025, quando la Regione Siciliana, attraverso un decreto dell’assessorato all’Istruzione e alla Formazione professionale, nomina Corrado Bonfanti, ex sindaco di Noto e segretario provinciale di Forza Italia, presidente del consiglio di amministrazione del Cumo.
La decisione incontra però l’opposizione dell’assemblea dei soci, presieduta dall’attuale sindaco di Noto, Corrado Figura. Nella seduta del 26 febbraio 2026 l’assemblea non approva la nomina di Bonfanti. Il 26 marzo Figura chiede formalmente alla Regione di individuare un altro presidente, richiamando le perplessità emerse tra i soci.
Secondo quanto riportato nel verbale dell’assemblea, il voto contrario alla nomina di Bonfanti era stato espresso all’unanimità dei presenti. Al centro delle contestazioni figuravano sia l’interpretazione dello statuto sia alcune questioni relative ai precedenti rapporti finanziari tra il Comune di Noto e il Consorzio.
La Regione, tuttavia, conferma la propria scelta. Il 20 aprile il nuovo consiglio di amministrazione si insedia sotto la presidenza di Bonfanti, nonostante la contrarietà manifestata dall’assemblea. Da qui il ricorso del Comune, notificato il 19 giugno, con il quale vengono impugnati il decreto regionale di nomina, gli atti successivi e la deliberazione di insediamento del nuovo consiglio di amministrazione.
Il nodo della controversia riguarda la differenza tra “designazione” e “nomina”. Per il Comune di Noto, la Regione avrebbe avuto soltanto il potere di indicare il presidente, mentre la nomina effettiva sarebbe spettata all’assemblea dei soci. Di conseguenza, secondo la tesi dell’amministrazione comunale, il consiglio di amministrazione non avrebbe potuto insediarsi senza il consenso dell’assemblea.
I giudici richiamano l’articolo 35 della legge regionale 10 del 2019, che prevede espressamente un presidente di nomina regionale. Una formulazione che, secondo il Tribunale, attribuisce alla Regione la competenza a scegliere il vertice del Consorzio. Ma la sentenza va anche oltre: anche qualora l’atto regionale fosse considerato una semplice designazione, l’assemblea dei soci sarebbe comunque vincolata a recepirla.
“L’assemblea dei soci del Consorzio intimato non poteva “rifiutare” la nomina in questione”, scrivono i giudici, precisando che il suo compito era limitato a una presa d’atto della scelta regionale. Il rifiuto espresso dall’assemblea, dunque, non poteva impedire l’insediamento del consiglio di amministrazione né comprometterne la validità. La sentenza affronta anche le contestazioni relative alla posizione personale di Bonfanti. Il Comune aveva richiamato le funzioni esercitate dall’ex sindaco nella gestione finanziaria dell’ente durante il precedente mandato amministrativo e le possibili ricadute sui rapporti debitori con il Consorzio.
Secondo il Comune, questi elementi avrebbero richiesto un approfondimento da parte della Regione prima della conferma della nomina. Anche tali censure sono state respinte dal Tar, che non ha ravvisato i denunciati vizi di istruttoria e motivazione. Il ricorso è stato quindi respinto integralmente, mentre le spese di giudizio sono state compensate tra le parti, in considerazione della novità delle questioni giuridiche affrontate e della natura interpretativa della controversia.
La pronuncia interviene dopo mesi di tensioni istituzionali e politiche attorno al Cumo, durante i quali anche gli studenti avevano manifestato preoccupazione per le conseguenze dello scontro sulla continuità delle attività universitarie e sui finanziamenti regionali. Sul piano giuridico, la decisione conferma la validità dell’insediamento del consiglio di amministrazione presieduto da Bonfanti. Resta da vedere se il Comune di Noto deciderà di impugnare la sentenza davanti al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana.
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