Eni posa la prima pietra della gigafactory di batterie a Brindisi: sarà la più grande d'Europa

Le batterie non servono solo per gli smartphone o le auto elettriche: quelle di cui parliamo oggi immagazzinano l'energia del sole e del vento per restituirla quando serve davvero. Ed è proprio su questo fronte che Eni ha appena posato la prima pietra di un progetto che, sulla carta, punta a diventare il più grande d'Europa. Il cantiere è a Brindisi, dentro un sito Versalis che fino a poco tempo fa ospitava tutt'altro genere di produzione.
Il progetto nasce da Eni Storage Systems, società partecipata da Eni Industrial Evolution insieme a FIB del gruppo Seri Industrial. L'obiettivo è costruire una gigafactory per celle e moduli LFP (litio-ferro-fosfato), affiancata da un impianto per l'assemblaggio dei pacchi batteria destinati ai BESS, i sistemi di accumulo stazionario che immagazzinano l'energia rinnovabile in eccesso. La struttura di Brindisi non lavorerà da sola: avrà capacità sufficiente per integrare i moduli prodotti dall'altra gigafactory di Seri Industrial, quella di Teverola, in provincia di Caserta.
Perché le LFP e non altre chimiche al litio? La risposta sta in tre caratteristiche: stabilità operativa, lunga durata e costi competitivi rispetto ad altre soluzioni agli ioni di litio. Non è un dettaglio da poco, perché i sistemi BESS sono chiamati a fare un lavoro preciso: accumulare l'energia nei momenti di picco da fotovoltaico ed eolico e rilasciarla quando la domanda sale o la produzione cala. Secondo le stime riportate da Eni, la domanda europea di accumulo passerà da 36 GWh nel 2025 a circa 138 GWh entro il 2030.
I numeri del piano industriale parlano chiaro: una capacità produttiva di 16 GWh l'anno entro il 2030, divisa equamente tra Brindisi e Teverola. Se tutto va secondo i piani, il nuovo polo potrebbe coprire oltre il 10% del mercato europeo dei sistemi di accumulo stazionario, una fetta tutt'altro che simbolica per un settore ancora giovane. La seconda fase del progetto guarda oltre la semplice produzione di batterie: prevede anche la realizzazione del materiale attivo catodico LFP e di un impianto di riciclo.
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