Qantas, oltre un milione di clienti contattati per la class action sui crediti Covid

07 Luglio 2026 - 07:35
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Più di un milione di clienti Qantas stanno ricevendo email e SMS per verificare se hanno diritto a una quota del settlement da 105 milioni di dollari australiani legato ai voli cancellati durante la pandemia. I legali avvertono: i messaggi sono autentici, non vanno ignorati, ma bisogna fare attenzione alle truffe.

La class action entra nella fase dei rimborsi

Qantas ha iniziato a contattare oltre un milione di clienti che potrebbero avere diritto a un risarcimento nell’ambito della class action sui crediti di volo Covid.

La vicenda riguarda i voli cancellati durante la pandemia, per i quali molti passeggeri ricevettero voucher o crediti di viaggio invece di un rimborso in denaro.

La compagnia australiana ha raggiunto un accordo da 105 milioni di dollari australiani, senza ammettere responsabilità, per chiudere la causa promossa in relazione ai voli cancellati tra il 1° gennaio 2020 e il 1° novembre 2022. L’accordo resta soggetto all’approvazione della Federal Court of Australia.

Email e SMS: perché non ignorarli

In questi giorni i potenziali beneficiari stanno ricevendo comunicazioni via email e SMS da Echo Law e Piper Alderman, gli studi legali coinvolti nella class action.

ABC News ha riportato che i clienti vengono invitati a non ignorare i messaggi, anche se possono sembrare simili a comunicazioni fraudolente. Secondo Echo Law, le notifiche approvate dal tribunale vengono inviate a più di un milione di potenziali membri del gruppo tra il 29 giugno e il 10 luglio 2026.

Echo Law precisa che le email legittime provengono dagli indirizzi no-reply@echolaw.com.au o register@echolaw.com.au, mentre gli SMS devono risultare inviati da “Echo Law”. Se il messaggio arriva da un mittente diverso, i clienti sono invitati a essere prudenti prima di aprire link o fornire dati personali.

Chi può avere diritto al pagamento

Secondo Piper Alderman, può rientrare nella class action chi ha acquistato o possedeva un biglietto Qantas per un volo nazionale o internazionale che doveva partire tra il 1° gennaio 2020 e il 1° novembre 2022, poi cancellato da Qantas, senza che la cancellazione abbia portato automaticamente a un rimborso o a una riprenotazione sul primo volo disponibile verso la stessa destinazione senza costi aggiuntivi.

Il punto importante è che possono essere idonei anche i clienti che hanno poi usato il credito di viaggio o che hanno successivamente ricevuto un rimborso, se soddisfano i criteri previsti dal procedimento.

Secondo quanto riportato da ABC News, i pagamenti minimi attesi saranno di 50 dollari, ma alcune somme potranno essere più alte in base al numero di prenotazioni interessate e ai ritardi subiti dai clienti.

Come partecipare al settlement

Per partecipare al settlement proposto, i clienti devono registrarsi entro le 4pm AEST del 2 ottobre 2026. Echo Law sottolinea che registrarsi non comporta costi e che i partecipanti non saranno “out of pocket” per prendere parte alla class action.

Chi non fa nulla, se il tribunale approverà l’accordo, non riceverà denaro ma sarà comunque vincolato al settlement e non potrà avviare una propria azione individuale contro Qantas sugli stessi temi. Chi invece non vuole partecipare può optare per l’uscita dalla class action entro le 4pm AEST del 4 settembre 2026. Anche eventuali obiezioni all’accordo devono essere presentate entro la stessa data.

La Federal Court esaminerà l’approvazione del settlement il 13 ottobre 2026, valutando se l’accordo sia giusto, ragionevole e nell’interesse dei membri del gruppo.

I numeri dell’accordo

Il settlement complessivo è pari a 105 milioni di dollari australiani. Secondo ABC News, 68 milioni saranno distribuiti ai clienti idonei, mentre 37 milioni sono destinati a costi, commissioni e spese legali legate al procedimento.

Qantas ha ribadito che l’accordo non comporta alcuna ammissione di responsabilità. In una comunicazione al mercato, la compagnia ha dichiarato di aver accettato di pagare 105 milioni di dollari e ha ricordato che il caso riguarda presunte violazioni contrattuali legate ai rimborsi per voli cancellati durante il periodo Covid.

La compagnia ha inoltre rimosso la scadenza dei crediti Covid nell’agosto 2023, permettendo ai clienti Qantas di chiedere il rimborso in denaro senza limite temporale.

Una ferita aperta della pandemia

La class action colpisce uno dei punti più controversi della gestione dei voli cancellati durante la pandemia.

Quando le restrizioni di viaggio bloccarono voli nazionali e internazionali, milioni di passeggeri in tutto il mondo ricevettero crediti o voucher invece di rimborsi immediati. Per molti clienti, quei crediti erano difficili da usare, soggetti a condizioni restrittive o percepiti come meno convenienti rispetto al denaro.

La causa contro Qantas ha sostenuto che i clienti avessero diritto a rimborsi cash e che i crediti fossero di valore inferiore rispetto ai rimborsi dovuti. Piper Alderman afferma che la class action contestava proprio l’emissione di travel credits o voucher con restrizioni ed eventuali scadenze al posto di rimborsi in denaro.

Attenzione alle truffe

Il passaggio più delicato ora riguarda la comunicazione ai clienti.

In un periodo in cui le truffe via SMS ed email sono sempre più diffuse, molti destinatari potrebbero scambiare le comunicazioni della class action per tentativi di phishing. I legali avvertono però che i messaggi inviati dagli indirizzi ufficiali sono autentici.

La raccomandazione è semplice: leggere con attenzione la comunicazione, verificare il mittente, non inserire dati attraverso link sospetti e consultare direttamente le pagine ufficiali di Echo Law se si hanno dubbi.

I pagamenti attesi entro fine anno

Secondo ABC News, i legali stimano che il processo richiederà diversi mesi e che i primi pagamenti possano iniziare entro la fine dell’anno, dopo l’approvazione del tribunale.

Per molti clienti si tratterà di una cifra modesta. Per altri, soprattutto chi ha avuto più prenotazioni cancellate o lunghi ritardi nella gestione del credito, l’importo potrebbe essere più significativo.

Il caso Qantas conferma una cosa: la pandemia non ha lasciato solo conseguenze sanitarie ed economiche generali. Ha aperto anche una lunga stagione di contenziosi sui diritti dei consumatori, sui rimborsi e sulla trasparenza delle grandi aziende.

Una questione di fiducia

Per Qantas, la class action è anche una questione reputazionale.

La compagnia, simbolo dell’aviazione australiana, ha attraversato negli ultimi anni una fase difficile, tra critiche sui servizi, costi, rimborsi e gestione dei crediti di viaggio. Il settlement non contiene ammissione di colpa, ma rappresenta comunque un riconoscimento della necessità di chiudere una vicenda che ha lasciato molti clienti insoddisfatti.

Ora la parola passa ai passeggeri e al tribunale.

Chi riceve la comunicazione dovrà decidere se registrarsi, optare per l’uscita o presentare obiezione. Ma il messaggio principale è chiaro: chi ha avuto un volo Qantas cancellato durante il periodo Covid e ha ricevuto un credito invece di un rimborso non dovrebbe ignorare l’email o l’SMS.

Potrebbe avere diritto a una parte del settlement.

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