Esplorando la partnership strategica tra Scoop e l'Italian Trade Agency
Intervista
Scoop torna nella sua sede dell'Olympia National a Kensington, Londra, con un'edizione dal sapore europeo. Dal 19 al 21 luglio, il salone britannico consolida la sua crescente reputazione come trampolino di lancio nel Regno Unito per i designer internazionali, continuando a sottolineare il suo posizionamento come destinazione premium per talenti emergenti e buyer influenti.
La prossima stagione non sarà diversa. Per luglio 2026, l'evento ha stretto una partnership con l'Italian Trade Agency (Ita) per presentare 32 designer italiani contemporanei, segnando una spinta significativa per rafforzare la presenza della moda della regione nel Regno Unito. Tra le proposte curate figurano brand che offrono collezioni di ready-to-wear, maglieria, gioielli, borse, calzature e lifestyle.
In vista della prossima edizione di Scoop, FashionUnited ha parlato con la creative director della fiera, Karen Radley, e con il direttore dell'ufficio londinese di Ita, Giovanni Sacchi, della recente partnership, delle opportunità per i brand italiani e delle prospettive future di questa collaborazione.
Cosa rende questo il momento giusto per una partnership su larga scala che porta 32 designer italiani contemporanei a Scoop e quale vuoto strategico nel mercato britannico viene colmato?
Karen Radley: "La moda italiana ha sempre avuto un posto molto speciale a Scoop. Nel corso degli anni abbiamo introdotto molte collezioni italiane eccezionali nel mercato britannico, e sono sempre state tra i designer da cui i nostri buyer tornano stagione dopo stagione. Questa partnership ci permette semplicemente di presentare quella forza su una scala molto più significativa. Anche il tempismo sembra incredibilmente rilevante. I buyer stanno guardando oltre le tendenze veloci e investono in collezioni che durano nel tempo, con l'artigianalità del made in Italy e un autentico elemento di differenziazione. I designer italiani continuano a offrire esattamente questo, combinando tecniche tradizionali con un approccio al design molto contemporaneo. Per me, si tratta di rendere più facile la scoperta. Invece di costringere i buyer a viaggiare in più mercati per scoprire queste collezioni, Scoop riunisce uno spaccato eccezionale del design italiano contemporaneo in un unico ambiente attentamente curato, permettendo ai retailer di scoprire nuovi designer accanto a nomi che forse già conoscono".
Giovanni Sacchi: "Questo è il momento giusto perché si sono uniti diversi fattori. Il governo italiano ha rafforzato i suoi investimenti nella promozione delle esportazioni, permettendo a Ita di sostenere un numero record di piccole e medie imprese della moda nell'accesso ai mercati internazionali. Allo stesso tempo, il Regno Unito continua a essere una delle più importanti destinazioni per l'export di moda italiano e uno dei mercati più influenti al mondo per la moda contemporanea di alta gamma. La partnership con Scoop risponde a una chiara opportunità strategica. Molti brand di designer italiani di alta qualità hanno la creatività e l'eccellenza manifatturiera per avere successo a livello internazionale, ma mancano delle risorse o della rete per entrare autonomamente nel mercato britannico. L'ambiente attentamente curato di Scoop riunisce esattamente i buyer, le boutique, i department store, gli agenti e i distributori che queste aziende devono incontrare. Presentando 32 brand italiani contemporanei in un'unica delegazione nazionale, stiamo creando una presenza italiana più forte e visibile, rendendo più facile per i buyer britannici scoprire nuove collezioni made in Italy e aiutando le aziende italiane a stabilire relazioni commerciali a lungo termine nel Regno Unito".
In che modo l'introduzione di un collettivo italiano interamente curato rafforza il posizionamento di Scoop come piattaforma d'acquisto premium per designer e retailer?
Karen Radley: "Ho passato molto tempo a lavorare con il team di Ita in questa stagione, selezionando personalmente ogni designer di questo collettivo, e questo processo è stato incredibilmente importante per me. Ogni collezione è stata scelta perché porta qualcosa di distintivo a Scoop, completando al contempo la selezione più ampia che i nostri buyer si aspettano di scoprire in fiera. La curatela è sempre stata al centro di tutto ciò che faccio. Non mi interessa riempire gli spazi, ogni designer deve guadagnarsi il suo posto. Durante questo processo, Giovanni e il team di Ita hanno capito esattamente cosa rappresenta Scoop, il che significa che siamo stati in grado di costruire un collettivo che risulta coeso, contemporaneo e commercialmente rilevante, piuttosto che riunire semplicemente un grande gruppo di designer italiani. Per i buyer, questo fa una vera differenza. Sanno che le collezioni che stanno scoprendo sono state selezionate per la loro originalità, l'artigianalità made in Italy e il potenziale commerciale, dando loro la certezza che ogni stand merita una visita. Questo è ciò che Scoop è sempre stato: creare un ambiente in cui i buyer possano scoprire collezioni eccezionali".
Quali sono le principali opportunità commerciali che Ita individua per i brand italiani che entrano nel Regno Unito attraverso Scoop, in particolare per i produttori emergenti e a conduzione familiare?
Giovanni Sacchi: "Per Ita, Scoop rappresenta un gateway ideale per il mercato britannico, in particolare per i produttori italiani emergenti e a conduzione familiare. Molte di queste aziende producono collezioni eccezionali con forti credenziali di design e una straordinaria maestria artigianale, ma spesso non dispongono della rete commerciale necessaria per affermarsi all'estero. Il Regno Unito offre opportunità significative perché il suo mercato della moda valorizza l'originalità, la qualità e l'autenticità, qualità che definiscono il made in Italy. Attraverso Scoop, i brand possono entrare in contatto non solo con boutique indipendenti, che sono spesso le prime a scoprire e sostenere nuove etichette, ma anche con department store, gruppi d'acquisto, agenti, distributori e showroom che possono sostenere il loro sviluppo a lungo termine nel mercato. Per molti dei nostri brand italiani, l'obiettivo non è semplicemente assicurarsi ordini durante la fiera, ma costruire partnership commerciali durature e stabilire una presenza sostenibile nel Regno Unito".
Cosa dovrebbero aspettarsi i buyer britannici e i retailer internazionali da questa specifica selezione del made in Italy, che spazia tra abbigliamento femminile, accessori e lifestyle, rispetto all'approvvigionamento da altre fonti?
Karen Radley: "Uno dei punti di forza di questa collaborazione è la sua diversità. I buyer scopriranno collezioni di abbigliamento femminile di pregevole fattura, accessori eccezionali, calzature, gioielli e lifestyle, ognuna con la propria identità ma accomunata dalla maestria artigianale e dalla qualità associate al design italiano. È importante sottolineare che non si tratta di collezioni tutte uguali nell'aspetto o nello stile. C'è una vera individualità in tutta la selezione, da nomi affermati e riconosciuti a livello internazionale a designer emergenti che offrono qualcosa di completamente nuovo. I retailer di oggi cercano stili che li aiutino a distinguersi, e questa vetrina dà loro accesso a collezioni con una forte impronta stilistica, un'artigianalità di alto livello e quel tipo di autenticità che i clienti apprezzano sempre di più".
Giovanni Sacchi: "Attraverso la delegazione ufficiale italiana di Ita, i buyer britannici e i retailer internazionali avranno accesso a un gruppo accuratamente selezionato di designer italiani contemporanei che altrimenti non avrebbero modo di incontrare. La delegazione di quest'anno riflette l'ampiezza e la qualità del made in Italy odierno, spaziando tra collezioni di abbigliamento femminile di alta gamma, calzature, borse, gioielli, accessori e lifestyle. Riunendo queste 32 aziende a Scoop, Ita crea un'opportunità unica per i buyer di incontrare designer italiani emergenti e di connettersi direttamente con potenziali fornitori. Per i buyer, questo significa accedere a collezioni originali non ancora ampiamente disponibili nel Regno Unito, che offrono proposte distintive, autentica maestria artigianale italiana e un forte potenziale commerciale. L'obiettivo di Ita non è solo promuovere il made in Italy, ma anche facilitare relazioni commerciali a lungo termine, aiutando i retailer britannici a scoprire nuovi fornitori e supportando le aziende italiane nella costruzione di una presenza sostenibile nel mercato del Regno Unito".
Come prevedete che questa vetrina influenzerà il comportamento dei buyer in fiera, soprattutto in termini di scoperta, acquisizione di ordini e adozione dei brand a lungo termine?
Karen Radley: "Penso che i buyer passeranno più tempo a esplorare. Quando si crea un ambiente in cui collezioni eccezionali si affiancano naturalmente, si incoraggiano le persone a rallentare, a fare scoperte inaspettate e ad avere conversazioni che forse non avevano pianificato. Il collettivo italiano crea esattamente questo tipo di slancio. I buyer possono arrivare per vedere un designer che già conoscono, ma andarsene dopo averne scoperti molti altri che si aggiungono alla loro offerta esistente. In definitiva, questo è sempre stato lo spirito di Scoop. Vogliamo che i retailer se ne vadano avendo trovato collezioni che li entusiasmano, che differenziano la loro attività e che diventano aggiunte a lungo termine alla loro strategia di acquisto, piuttosto che semplici acquisti stagionali".
Quali sono le prospettive future di questa collaborazione? Scoop e Ita potrebbero trasformarla in una proposta ricorrente per i talenti italiani o espanderla a una più ampia integrazione del mercato europeo?
Karen Radley: "Abbiamo sempre creduto che la grande moda nasca dalla scoperta di talenti eccezionali, ovunque si trovino, e l'Europa continua a essere una fonte incredibilmente importante di creatività e innovazione. Questa partnership con Ita sembra una naturale evoluzione di questa filosofia. Dimostra cosa è possibile fare quando una curatela attenta si combina con una forte collaborazione internazionale, e mi piacerebbe vederla crescere ancora nelle prossime stagioni. Sono già impegnata a fare le prime presentazioni con agenti per i designer che cercano rappresentanza nel mercato britannico. Inoltre, Scoop ha costruito la sua reputazione presentando ai buyer designer eccezionali provenienti da tutta Europa e oltre. Se questa partnership aiuterà ancora più collezioni italiane a costruire relazioni durature con i retailer del Regno Unito, dando al contempo ai nostri buyer l'accesso a nuovi ed entusiasmanti designer, allora è qualcosa che vale la pena continuare a sviluppare in futuro".
Giovanni Sacchi: "Il fatto che, dopo un'assenza di dieci anni da Scoop, Ita sia tornata con una delegazione ufficiale di 32 aziende italiane in una sola edizione dice già molto. Riflette sia l'impegno del governo italiano a sostenere l'internazionalizzazione delle nostre imprese, sia la capacità di Ita di identificare e rispondere alle esigenze delle aziende italiane che cercano un supporto più forte nei mercati chiave per l'export. Dimostra anche il lavoro svolto dal nostro ufficio di Londra, che ha seguito da vicino l'evoluzione di Scoop sotto la guida di Karen nel corso degli anni, ascoltando attentamente il crescente interesse delle aziende italiane per il mercato britannico. Riunire una delegazione così significativa è il risultato del riconoscimento che i tempi e le condizioni di mercato erano giusti. Il futuro di questa collaborazione dipenderà, ovviamente, dal feedback che riceveremo dalle aziende partecipanti, poiché i loro risultati commerciali e l'esperienza complessiva saranno fondamentali per definire il nostro coinvolgimento futuro. Tuttavia, le prospettive sono certamente positive. Il Regno Unito rimane il settimo mercato di esportazione per l'Italia per l'abbigliamento e il decimo per le calzature e la pelletteria, mentre i consumatori britannici, in particolare nel segmento premium, apprezzano sempre più la qualità, la sostenibilità, la tracciabilità e l'autentica maestria artigianale, tutti elementi distintivi del made in Italy".
Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.
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