Espulso e rimpatriato il gambiano che aveva tentato di rapire una bimba: decisivi i decreti sicurezza del governo

La polizia di Stato di Perugia ha dato esecuzione ad un provvedimento di espulsione dell’uomo di 29 anni, gambiano, che era stato arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di avere tentato di sottrarre una bambina alla mamma. Madre e figlia erano in attesa dell’autobus nella zona della stazione. Successivamente era stato liberato con una decisione che aveva lasciato sconcertati. Secondo il giudice dell’udienza di convalida non si era infatti trattato di un tentativo di sequestro di persona. E nemmeno di una violenza privata nella quale il pubblico ministero aveva chiesto che fosse derubricata l’accusa. Nell’udienza di convalida, l’uomo – difeso dall’avvocato Luca Aiello – aveva negato di avere avuto intenzione di rapire la bambina sostenendo di essere intervenuto per allontanarla dalla strada. Ritenendola in pericolo mentre giocava sul marciapiede.
Il gambiano che aveva tentato di rapire una bimba era irregolare
A dare l’allarme era stata la madre della bambina che ha sostenuto di avere rincorso e bloccato il giovane. Subito dopo era intervenuta la polizia. L’uomo, sabato scorso, era stato accompagnato in questura e messo a disposizione del personale dell’ufficio immigrazione. Che, vista la posizione di irregolarità dello stesso sul territorio nazionale, e a causa della sua pericolosità sociale, aveva avviato la procedura per l’espulsione coattiva. Con scorta internazionale di polizia. Il ventinovenne – riferisce la questura perugina – era già stato attenzionato dal personale dell’ufficio immigrazione: poiché, oltre ad essere privo del permesso di soggiorno, si era reso protagonista di altri gravi episodi nel capoluogo umbro, anche nei confronti di appartenenti delle forze dell’ordine.
Da Perugia a Fiumicino: gambiano rimpatriato grazie ai decreti sicurezza
È partito dall’aeroporto di Fiumicino questo pomeriggio il volo di rimpatrio del cittadino straniero. “Il rimpatrio di questo soggetto rappresenta una risposta concreta dello Stato di fronte a un episodio gravissimo che aveva profondamente colpito l’intera comunità perugina; nonostante il tempestivo ed efficace intervento delle Forze dell’ordine”: queste le parole del sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco. “Il provvedimento adottato dal Questore, che ringrazio per il lavoro svolto insieme agli uffici della Polizia di Stato, dimostra la prontezza delle nostre istituzioni. Soggetti che si rendono protagonisti di fatti così gravi sono incompatibili con la nostra comunità. E, quando la legge lo consente, è giusto che vengano allontanati immediatamente dal territorio nazionale”.
Il sottosegretario all’Interno: Lo Stato ora ha gli strumenti per intervenire contro chi mina la sicurezza
“In casi come questo non possono esserci giustificazioni – ha proseguito il sottosegretario- . Né tentativi di minimizzazione: la tutela dei cittadini, soprattutto dei più piccoli, viene prima di tutto”. Inoltre “anche grazie alle nuove norme dei Decreti Sicurezza lo Stato dispone oggi di strumenti più efficaci per intervenire nei confronti di chi rappresenta un pericolo per la collettività. Chi commette reati gravi e non ha titolo per restare in Italia deve essere espulso. Legalità e sicurezza restano priorità assolute dell’azione del Governo Meloni e tutte le istituzioni devono continuare a lavorare nella stessa direzione: perché senza sicurezza non può esserci piena libertà”. (Foto dall’archivio Ansa).
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