F1, rebus Ferrari nel venerdì di Barcellona: i nuovi update funzionano?
Il Gran Premio di Spagna rappresenta uno snodo cruciale per la Ferrari. Il tracciato del Montmelò, infatti, è storicamente considerato il banco di prova ideale per valutare le reali potenzialità di una monoposto. Considerando la chiara volontà di progressione del team italiano e il corposo pacchetto di aggiornamenti introdotto sulla SF-26, il fine settimana catalano assume un’importanza strategica vitale per il Cavallino Rampante.
Un approccio non facile da parte della Ferrari
Nelle FP1 del Montmelò, la Ferrari ha introdotto in pista un corposo pacchetto di aggiornamenti aerodinamici per la SF-26. Le novità tecniche coinvolgono componenti cruciali come il fondo, le pance e il diffusore. In questa sessione inaugurale, Lewis Hamilton è rimasto ai box per cedere il volante al giovane Dino Beganovic. Di conseguenza, il lavoro di raccolta dati e i primi feedback sull’evoluzione della monoposto sono stati affidati a Charles Leclerc.
Il monegasco inizia l’attività con gomme Medium e tanta prudenza, mantenendo basse le mappature di endotermico e ibrido. L’obiettivo era testare la stabilità intrinseca della monoposto. Pur rilevando un’auto abbastanza stabile, Leclerc ha segnalato un comportamento non perfetto in fase di inserimento e nella rotazione. Per mitigare il problema, ha richiesto subito un aumento di carico all’avantreno pari a due click.
Dopo una prova di partenza, Charles ha effettuato un breve stint di due giri per saggiare la validità della modifica. L’anteriore è parso migliore, ma non ancora dotato della precisione richiesta, rendendo necessaria un’ulteriore variazione di due gradi sull’incidenza dell’ala. Contemporaneamente, il team ha condotto test a velocità costante. C’è stato anche il lavoro di adattamento con i nuovi dischi freno Carbon Industries.
Il passaggio alle Soft ha fatto emergere ulteriori criticità legate all’handling globale. L’obiettivo non era la prestazione sul cronometro, ma la ricerca di un bilanciamento che non si è palesato. Le difficoltà di guida hanno imposto correzioni al setup in più occasioni, per migliorare le velocità di percorrenza di alcune curve non all’altezza della situazione.
Negli ultimi minuti delle FP1, la Ferrari torna alle Medium per una breve simulazione di passo gara. Il verdetto ha evidenziato una vettura che soffriva specie nel primo settore, dove la percorrenza a centro curva risultava inefficace. Al contrario, nel terzo settore il bilanciamento era più promettente, sebbene richiedesse un ulteriore step evolutivo in vista delle successive prove libere.
GP Barcellona, resoconto FP2: Ferrari ancora indietro sul bilanciamento
Nelle FP2, i due piloti della Ferrari scendono subito in pista con le Medium per proseguire lo studio del nuovo pacchetto di aggiornamenti. I primi giri confermano un piccolo passo avanti, con una base di assetto meno difficile da sfruttare. L’equilibrio dell’auto appare più efficace con le Pirelli a banda gialla (Medium), benché l’ottimizzazione resti un obiettivo da centrare.
Il lavoro procede con test specifici: Carlo Santi propone a Hamilton maggiore potenza elettrica in uscita da curva 3 e l’inglese approva agendo sul manettino. Operazione che spiega come il team fosse ancora alla ricerca della configurazione corretta sul sistema ibrido. Dopo la pausa causata da un problema della VCarb, Lewis cerca conferme sul terzo settore, giudicato positivamente dal muretto.
Nonostante l’equilibrio della SF-26 sia migliorato un pelo rispetto alla mattinata, emergono criticità nella gestione delle coperture. Nel primo settore manca grip, probabilmente a causa di pneumatici non ancora nella corretta finestra di utilizzo. Inoltre, curva 12 presenta seri problemi: in fase di trazione, quando si va sul gas, la vettura si scompone vistosamente, inibendo l’accelerazione in uscita.
Poi, quando i ferraristi passano alle Soft, il primo giro lanciato delude, con cronometri lontani dalla vetta. Le difficoltà permangono: Hamilton lamenta la sensazione di un elemento rotto al retrotreno, ipotesi per fortuna smentita dai sensori del muretto, che lo esorta a spingere per un secondo tentativo prima di rientrare. Tuttavia, il suo feeling con la SF-26 non decolla.
La sessione si chiude con le simulazioni passo gara. Charles Leclerc fatica a mantenere l’auto composta malgrado cerchi una guida la più pulita possibile, essendo costretto a diverse correzioni. Scenario che si ripete con Lewis, qualche minuto più tardi, che dopo 4 giri è già costretto a gestire le gomme. Gli update vanno studiati con calma, perché solo in questo modo possono funzionare. Domani nelle FP3 sapremo se le novità Ferrari sono davvero valide o meno.
GP Barcellona, risultati FP2
| Pos | Pilota | Team | Tempo / Distacco | Giri |
| 1 | Lando Norris | McLaren | 1:15.426 | 30 |
| 2 | George Russell | Mercedes | +0.009s | 28 |
| 3 | Oscar Piastri | McLaren | +0.057s | 24 |
| 4 | Charles Leclerc | Ferrari | +0.373s | 29 |
| 5 | Kimi Antonelli | Mercedes | +0.589s | 31 |
| 6 | Max Verstappen | Red Bull Racing | +0.895s | 33 |
| 7 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | +0.985s | 29 |
| 8 | Gabriel Bortoleto | Audi | +1.185s | 27 |
| 9 | Lewis Hamilton | Ferrari | +1.205s | 28 |
| 10 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | +1.248s | 30 |
| 11 | Nico Hulkenberg | Audi | +1.508s | 31 |
| 12 | Oliver Bearman | Haas F1 Team | +1.519s | 31 |
| 13 | Liam Lawson | Racing Bulls | +1.541s | 8 |
| 14 | Carlos Sainz | Williams | +1.594s | 29 |
| 15 | Franco Colapinto | Alpine | +1.625s | 30 |
| 16 | Pierre Gasly | Alpine | +1.834s | 29 |
| 17 | Esteban Ocon | Haas F1 Team | +2.112s | 29 |
| 18 | Valtteri Bottas | Cadillac | +2.799s | 6 |
| 19 | Alexander Albon | Williams | +3.364s | 29 |
| 20 | Sergio Perez | Cadillac | +3.835s | 34 |
| 21 | Fernando Alonso | Aston Martin | +3.860s | 21 |
| 22 | Lance Stroll | Aston Martin | +4.033s | 20 |
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