Famiglia nel bosco, i bambini potranno dormire a casa con i genitori nel weekend

17 Ottobre 2026 - 12:05
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Novità positive per Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori della cosiddetta “famiglia nel bosco”. Dopo undici mesi di attesa, è stata accolta la loro richiesta di trascorrere i fine settimana con i tre figli nella nuova abitazione, senza la presenza di una persona incaricata di supervisionare gli incontri.

A confermare la notizia è stato l’avvocato della coppia, Simone Pillon, secondo cui il percorso verso il ricongiungimento familiare sarebbe ormai alle battute finali. Si tratta di un passaggio importante dopo mesi di separazione e di iniziative legali per consentire ai genitori di riunirsi stabilmente ai bambini.

Il percorso di riavvicinamento e le condizioni richieste

Il percorso di riavvicinamento tra i genitori e i tre figli, due gemelli di sei anni e una bambina di otto, era iniziato a settembre con una serie di incontri diurni. Il Comune ha messo a disposizione gratuitamente un’abitazione per Catherine e Nathan, mentre i minori continuano a essere ospitati in una casa famiglia a Vasto.

Il 22 settembre i bambini avevano visitato per la prima volta la nuova casa dei genitori. Una settimana dopo erano tornati nel casolare di Palmoli, dove avevano trascorso circa un’ora e mezza con la coppia. Secondo quanto riferito da Pillon, l’incontro si era svolto in un clima sereno, tra giochi, biscotti allo zenzero e una cena preparata dalla madre.

Anche il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha sottolineato che sono stati affrontati i problemi inizialmente evidenziati dalle autorità, dalla sistemazione abitativa alla scolarizzazione e alla socializzazione, oltre agli accertamenti medici e specialistici sui bambini.

La vicenda e il caso analogo in Toscana

La famiglia Trevallion viveva in un casolare isolato nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti, senza acqua corrente ed elettricità. La scelta di vivere lontano dai servizi tradizionali aveva portato all’intervento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che alla fine del 2025 aveva disposto la sospensione della responsabilità genitoriale, dando inizio a una lunga vicenda giudiziaria.

Un caso simile riguarda Harald Leo Valentin e la moglie Nadzeya, che vivevano con i due figli, di nove e cinque anni, in un casolare a Caprese Michelangelo, in provincia di Arezzo. I bambini sono stati allontanati nell’ottobre 2025. Secondo quanto riportato, la coppia non avrebbe ricevuto informazioni sufficienti sulla loro attuale sistemazione e sulle condizioni di salute.

Tra gli elementi contestati alle autorità nel caso toscano figuravano la mancata frequenza della scuola tradizionale, l’assenza degli esami annuali obbligatori e alcune criticità sanitarie, tra cui la mancanza di un pediatra e vaccinazioni non in regola. Le due vicende, pur presentando analogie, seguono percorsi distinti e restano legate alle rispettive valutazioni delle autorità competenti.

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