Fibra ottica, amministrazioni digitali e competenze: in Italia permangono “debolezze strutturali”

17 Giugno 2026 - 15:10
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Bruxelles – Trasformazione digitale, telecomunicazioni e innovazione, l’Italia si mette in mostra per le sue abilità industriali e le sue capacità di trasformazione del tessuto nazionale, ma non riesce a superare quelle “persistenti debolezze strutturali” che continuano a caratterizzare il sistema Paese. È un giudizio dai due volti quello tracciato dalla Commissione europea nell‘ultima edizione del rapporto sullo Stato del Decennio Digitale. A passi avanti effettivi e riconosciuti si sommano dunque ritardi che si continua a non saper recuperare.

Nel complesso la situazione tricolore è degna di nota. L’esecutivo comunitario rileva che l‘Italia “ha compiuto notevoli progressi nella digitalizzazione, in particolare nella diffusione della fibra ottica fino alla sede del cliente (FTTP), nella digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e nell’adozione del cloud, dell’intelligenza artificiale e dell’analisi dei dati”. Merito probabilmente anche del Piano nazionale per la ripresa (PNRR), che per la trasformazione digitale ha messo sul piatto oltre 24 miliardi di euro.

Inoltre, il Paese vanta “solide basi industriali e di ricerca”, e in ambito di sviluppo tecnologico per la comunicazione “possiede risorse in tecnologie strategiche, in particolare semiconduttori, calcolo ad alte prestazioni e tecnologia quantistica”. Quanto ai servizi digitali, in Italia risultano “ben sviluppati, inclusi l’identità digitale avanzata e la sanità digitale”.

Insomma, l’Italia, fin qui, sembra essere promossa a pieni voti negli sforzi e nelle azioni di trasformazione e innovazione del Paese. Ma il giudizio comunque positivo viene ‘sporcato’ dai limiti ancora presenti. “Tra le persistenti debolezze strutturali – rileva la Commissione europea – si annoverano la scarsa copertura di fibra ottica nelle aree rurali, un livello di competenze digitali di base inferiore alla media UE e la carenza di specialisti in tecnologie di informazione e comunicazioni”.

Ecco dunque che la fibra è ben sviluppata nelle città ma non nei piccoli centri, e quando si offre un servizio nuovo e innovativo non risulta per tutti, con molti utenti che rischiano di ritrovarsi tra le mani qualcosa che non sanno usare né far fruttare.

Le raccomandazioni per l’Italia

Da qui la lista di raccomandazioni per l’Italia, volte a superare ciò che impedisce il salto di qualità vero del Paese. Innanzitutto si insiste sulla necessità di “sostenere la diffusione dell’infrastruttura in fibra ottica fino alle abitazioni in tutto il Paese e combinare il supporto infrastrutturale con misure di incentivazione all’utilizzo della rete e allo spettro radio”.

In secondo luogo si chiede la promozione di una nuova cultura tecnologica. Si tratta di “colmare il divario nelle competenze digitali di base, intensificando gli sforzi per l’aggiornamento e la riqualificazione professionale e intensificando le azioni per aumentare la partecipazione delle donne agli studi in tecnologia dell’informazione”. Qui, nei fatti, si chiede una riforma della scuola e dell’università: in Italia “il sistema educativo non è ancora in grado di soddisfare la domanda e le donne rimangono sotto-rappresentate nei settori ICT”.

Per migliorare ancora di più, si esortano inoltre governo, enti locali e imprese a fare squadra, al fine di “rafforzare l’ecosistema quantistico supportando lo sviluppo e l’adozione industriale dell’hardware quantistico e consolidando i legami tra gli attori industriali e il mondo accademico”.

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