Filosa (Stellantis): “Continueremo ad investire in modo significativo in Italia”
In Italia, Stellantis continuerà “ad investire in modo significativo, in linea con quanto fatto negli anni passati”. È quanto ha affermato l’Amministratore delegato del gruppo Stellantis, Antonio Filosa, in occasione dell’audizione sulla produzione automobilistica del gruppo in Italia, davanti alle commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato. “Credo che i primi risultati dell’anno testimonino la nostra serietà e sono il frutto di un dialogo costante e costruttivo con i sindacati, la filiera e i rappresentanti del governo. Chiaramente non possiamo controllare le dinamiche di mercato e, ancor meno, abbiamo la possibilità di orientare i grandi fenomeni geopolitici. Ma credo sia importante sottolineare che abbiamo mantenuto gli impegni del ‘Piano Italia’ presentato qui lo scorso anno dall’ingegner Elkann. In molti casi andremo anche oltre”, ha sottolineato Filosa, che ha aggiunto: “Sono convinto che anche per questo il nostro Paese non debba sentirsi secondo a nessuno. In Italia, nei primi cinque mesi dell’anno le immatricolazioni sono cresciute di quasi il 15 per cento, con un aumento della quota di mercato di quasi 1,5 per cento. La Fiat Pandina si conferma l’auto più venduta e i veicoli commerciali di Pro One continuano ad essere leader nel segmento dei veicoli commerciali leggeri. Questa positiva risposta del mercato si è tradotta in un aumento della produzione. Nei primi cinque mesi dell’anno i nostri stabilimenti hanno registrato una crescita produttiva di oltre il 16 per cento. Una crescita che ci ha già consentito di ridurre significativamente del 30 per cento il ricorso agli ammortizzatori sociali nella maggior parte dei nostri stabilimenti”.
“Da italiano so perfettamente quanto la grandezza di questa azienda affondi le sue radici anche in questo Paese. Grazie a questo legame e al supporto che l’Italia ci ha dato, oggi Stellantis è una grande azienda globale che rappresenta il meglio dell’italianità nel mondo”, ha precisato. “In questo primo anno di lavoro abbiamo invertito la rotta” anteponendo “la qualità alle efficienze ‘a tutti i costi’ e tornando a puntare sulla forza dei nostri prodotti”, ha evidenziato l’Ad di Stellantis, ricordando che “a livello globale nel primo trimestre del 2026 siamo tornati a una crescita redditizia” e “oggi disponiamo di quasi 45 miliardi di euro” in termini di liquidità. “Nel primo trimestre 2026 – ha rimarcato – Stellantis ha registrato anche in Europa una crescita sia nei volumi di vendita sia nella quota di mercato. Siamo leader nei segmenti delle vetture ibride e dei veicoli commerciali leggeri. Anche sulla base di questi risultati incoraggianti, abbiamo destinato all’Europa quasi il 40 per cento dei 60 miliardi previsti dal Piano nei prossimi cinque anni”. “Per l’Italia abbiamo una visione chiara, che passa anche attraverso il coinvolgimento di tutti i marchi italiani”, ha fatto presente Filosa, illustrando che “ogni stabilimento italiano ha una missione produttiva nel piano strategico”. A Pomigliano “entro il 2028 porteremo la prima piattaforma E-Car. Qui avvieremo la produzione di almeno due nuovi modelli ad alti volumi”. A Mirafiori, “la nostra ‘casa’ italiana ed europea”, la produzione della nuova Fiat 500 ibrida “ha determinato un significativo aumento della produzione”.
A Melfi, la nuova Jeep Compass e la nuova DS N8 “stanno già consentendo allo stabilimento lucano di tornare ad una crescita produttiva. Una crescita che aumenterà ulteriormente con l’arrivo nel corso di quest’anno di altri due nuovi veicoli: la Lancia Gamma e la DS N7. A questi, andrà poi ad aggiungersi entro il 2028 una nuova alfa romeo, con cui coinvolgeremo sempre di più la filiera locale”. A Modena “abbiamo riportato la produzione delle Maserati Gran Turismo e Gran Cabrio. Una scelta che ci ha già permesso di ridurre significativamente l’utilizzo dei contratti di solidarietà per lo stabilimento emiliano”. Nello stabilimento di Atessa “porteremo la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. Solo ad Atessa investiremo oltre un miliardo di euro nei prossimi cinque anni”. L’Ad ha quindi escluso l’intenzione di “delocalizzare o vendere lo stabilimento” abruzzese. A Cassino “siamo al lavoro, anche con potenziali partner, per il suo futuro, legato al piano Maserati”. “Non abbiamo ancora comunicato il nostro piano industriale di Cassino perché col mio team sono in negoziazione con due partner importanti che possono portare a noi tecnologie, sviluppo e una serie di eccellenti idee e stiamo scegliendo su quale contare. Vorremmo portarvi importanti novità da Cassino, spero anche prima di dicembre. Sicuramente Maserati e Cassino non sono in vendita, quello che può succedere sono partnership collaborative di sviluppo”, ha puntualizzato.
“Anche tutti gli impianti di componentistica hanno una strategia ben definita nel piano strategico ma oggi vorrei soffermarmi in particolare su quello di Termoli. Con il senso di responsabilità che sentiamo nei confronti dei colleghi, abbiamo deciso di investire su due cose: i cambi eDct e i motori Gse”, ha poi spiegato l’Ad di Stellantis, aggiungendo che “la filiera italiana è un altro pilastro della nostra nuova strategia”. “Il nostro approccio all’innovazione è una parte di una strategia globale ed integrata. All’interno di questa strategia, vogliamo che l’Italia continui a essere tra i principali protagonisti dello sviluppo tecnologico di Stellantis nel mondo”. Secondo Filosa, servono “risposte straordinarie ed urgenti” sia sul costo dell’energia che sul costo del lavoro. Sul fronte energetico, in particolare, “riconosciamo l’impegno delle istituzioni italiane per mitigare il problema, nei limiti dei vincoli europei e dell’attuale instabilità geopolitica. In particolare, apprezziamo le misure del governo adottate per contenere il peso delle bollette. Vanno nella direzione corretta e ne auspichiamo una rapida attuazione”. “Abbiamo rispettato gli impegni presi e, con il nostro nuovo piano, abbiamo aggiunto tasselli importanti per il futuro. Lo abbiamo fatto in un contesto difficile, consapevoli di come il nostro impegno da solo non bastasse per risolvere i problemi che il settore sta attraversando. Per continuare su questa strada, però, c’è bisogno del contributo di tutti: istituzioni nazionali ed europee, sindacati e filiera. È necessario che tutto l’ecosistema si mobiliti per il futuro dell’industria dell’auto, un settore fondamentale che, da sempre, contribuisce alla centralità dell’Italia in Europa e nel mondo. Confido che potremo portare avanti questo impegno insieme, attraverso un dialogo franco e costruttivo, consapevoli di come l’obiettivo sia comune”, ha concluso.
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