Flamini: "Giocavo al Milan e ho scoperto la chimica, Berlusconi fonte di ispirazione. Ora ho più di 200 brevetti per sostanze ecologiche"
Da calciatore a chimico con più di 200 brevetti: la nuova vita di Flamini.
Prima correva per il campo, ora prova a migliorare il mondo con i suoi brevetti: Mathieu Flamini ha completamente cambiato vita.
A 24 anni era arrivato al Milan e proprio durante la sua esperienza in rossonero ha incontrato la sua fonte di ispirazione per diventare imprenditore: Silvio Berlusconi.
A raccontarlo è lo stesso Flamini, oggi alla guida della GFBiochemichals, azienda specializzata nella produzione di sostanze chimiche ecologiche ricavate da biomasse vegetali invece che dal petrolio. L'ex centrocampista ha parlato in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, raccontando la nascita del progetto e la spinta dell'ex patron rossonero.
FLAMINI IMPRENDITORE
Si parte proprio dai primi passi di Flamini, mossi ai tempi dell'esperienza a Milanello: "Ai tempi del Milan, quasi per sfogo. Quando non mi allenavo passavo il tempo a sviluppare GFBiochemicals, una società che lavora su soluzioni chimiche sostenibili legate alla salute e all’ambiente".
Un percorso iniziato da prodotti di tutti i giorni: "Molti prodotti che usiamo oggi, come shampoo o detergenti, contengono ingredienti che derivano dal petrolio. Con la nostra società cerchiamo alternative ecologiche. Abbiamo sviluppato sostanze che provengono da biomasse e che sono molto più sicure per l’ambiente. In questo modo ne beneficia anche la salute umana".
E il calcio inevitabilmente ha avuto un impatto anche sulla sua nuova avventura da manager: "Cosa mi porto dietro? La disciplina, il lavoro di squadra, l’avere una visione, i sacrifici e gli obiettivi. La parte mentale fa la differenza: nel calcio puoi avere tutto il talento del mondo, ma senza mentalità non vai lontano. E lo stesso vale per l’imprenditoria: puoi avere tante idee, ma non sapere come metterle in pratica".
"ABBIAMO PIU' DI 200 BREVETTI"
Ora Flamini con la sua azienda punta a rivoluzionare il settore per il bene dell'ambiente: "Noi ci siamo posizionati su alcune molecole che erano già state identificate tempo fa dal governo americano e che oggi vogliamo trasformare in alternative green, per una chimica più sostenibile. Abbiamo più di 200 brevetti. Siamo gli unici a produrre queste molecole su scala mondiale. C’è ancora poca competizione, ma arriverà", spiega alla Gazzetta.
I risultati soddisfano ma non bastano a Flamini ("Sono un imprenditore, pretendo il massimo"), spinto dallo stesso motore di quando giocava a pallone: "Sono una persona competitiva. L’adrenalina è la mia ‘droga’, vivo di sfide. Lavoro continuamente e non mi fermo mai. Molti iniziano e poi si fermano alla prima difficoltà. Io invece ho sempre fatto tutto con passione e con grande ambizione. Oggi sono un imprenditore che si diverte in ciò che fa".
E ora ha una missione chiara, migliorare il mondo: "Il primo passo è cambiare la narrazione. Per me la cosa più importante è vivere a lungo e in salute, tutto parte da lì. Sono molto legato alla performance: mangio una volta al giorno, bevo tre litri d’acqua e non consumo proteine di origine animale, perché voglio essere sempre lucido e attivo. La sostenibilità non è solo qualcosa di lontano da noi o legato agli animali in Amazzonia: riguarda la nostra vita quotidiana. Inquinamento e qualità dei prodotti che consumiamo incidono direttamente sulla salute delle persone. Oggi si mangia spesso male. Per me questa è la vera battaglia: migliorare il modo in cui viviamo, perché ambiente e salute sono strettamente legati".
LA SPINTA DI BERLUSCONI
Flamini sottolinea alla Gazzetta come negli Stati Uniti sia normale vedere sportivi parlare di business o progetti extra campo, a differenza di quanto accade in Europa, ed evidenzia che i calciatori hanno anche una responsabilità educativa nei confronti delle persone che li seguono.
Al Milan ha avuto la possibilità di esplorare le proprie passioni, grazie alla presenza di una figura fondamentale: "Silvio Berlusconi mi ha aperto un mondo. Lui è stato un imprenditore che ha vinto su tutti i campi: nel calcio, nel business, in politica. Ogni settimana era a Milanello e nel weekend faceva le trasferte con noi. Ci teneva che i suoi giocatori si appassionassero di qualcosa al di fuori del calcio. Lui è stato una mia fonte d’ispirazione".
In rossonero, poi, tanti altri calciatori erano attivi nel settore imprenditoriale: "Shevchenko investiva nell’immobiliare, Seedorf aveva le sue attività, Maldini gestiva alcune aziende. Anche loro mi hanno spronato a credere in quello che volevo fare: aiutare a rendere più ecosostenibile il mondo".
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