Focena muore intrappolata in una rete, l’altra resta accanto a lei per un’ora: registrati centinaia di richiami
Per la prima volta sono state registrate le vocalizzazioni di due focene durante una cattura accidentale: una delle due non sopravvive.
Due focene nuotano insieme al largo della Cornovaglia, nel Regno Unito. Si muovono vicino a una rete da pesca, probabilmente alla ricerca di cibo. Per diversi minuti riescono a evitarla, poi una delle due rimane impigliata. L’altra non si allontana.

A registrare quanto accade sott’acqua sono alcuni idrofoni installati nei pressi di una rete da posta. Gli strumenti, utilizzati per il monitoraggio acustico passivo degli animali marini, hanno documentato un episodio che ha permesso ai ricercatori di ascoltare per la prima volta le vocalizzazioni di due focene durante una cattura accidentale.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Royal Society Open Science ed è stato condotto da ricercatori della University of St Andrews, attraverso la Sea Mammal Research Unit e lo Scottish Oceans Institute.
Una focena rimane intrappolata, l’altra non si allontana
Le protagoniste sono due focene comuni (Phocoena phocoena), tra i cetacei più piccoli al mondo. Secondo i dati raccolti attraverso le registrazioni acustiche e il monitoraggio dei movimenti, i due animali stavano cercando cibo nei pressi della rete.

Inizialmente sembravano riuscire a individuarla e a evitarla. A un certo punto, però, una delle focene è rimasta impigliata. I ricercatori ipotizzano che possa essersi distratta durante l’inseguimento di una preda.
L’animale ha tentato di liberarsi con una forza tale da riuscire a muovere e sollevare la rete, senza però riuscire a spezzarla. Durante quei momenti l’altra focena è rimasta nelle vicinanze.
Gli idrofoni hanno registrato anche gli scambi acustici tra i due cetacei. Tra il momento dell’intrappolamento e la morte dell’animale sono stati rilevati 51 richiami provenienti dalla focena finita nella rete e 15 dall’altra.
Non è possibile attribuire con certezza un significato emotivo alle singole vocalizzazioni. Le registrazioni consentono però agli studiosi di analizzare un comportamento estremamente difficile da osservare in natura, documentando la comunicazione tra due focene durante una situazione di grave pericolo.
Centinaia di richiami dopo la morte
La registrazione non si è interrotta con la morte della focena intrappolata.
L’altro animale è rimasto nella zona per circa un’ora, continuando a vocalizzare. Nei circa 60 minuti successivi sono stati registrati centinaia di richiami.
Sulla base delle caratteristiche sociali della specie e delle dimensioni del maschio morto nella rete, gli studiosi ritengono possibile che i due animali fossero una madre e il suo figlio sub-adulto. Si tratta però di un’ipotesi e non di una relazione accertata.
L’episodio ha offerto ai ricercatori una rara possibilità di studiare cosa accade quando una focena viene catturata accidentalmente e come reagisce un altro individuo che si trova nelle immediate vicinanze.
Il problema delle catture accidentali
La morte documentata al largo della Cornovaglia rientra nel fenomeno del cosiddetto “bycatch”, la cattura involontaria di animali che non costituiscono l’obiettivo dell’attività di pesca.
Reti e altri attrezzi possono diventare trappole per cetacei, tartarughe marine, squali e numerose altre specie. Secondo le stime riportate nello studio, nel solo Regno Unito circa mille focene morirebbero ogni anno dopo essere rimaste intrappolate nelle reti da posta. A livello mondiale, le catture accidentali interesserebbero ogni anno centinaia di migliaia di balene, delfini e focene.
Uno dei casi più critici riguarda la vaquita (Phocoena sinus), piccolissimo cetaceo del Golfo di California ormai vicino all’estinzione e minacciato soprattutto dalle reti da pesca illegali.
Le registrazioni raccolte in Cornovaglia potrebbero ora fornire informazioni utili per comprendere meglio perché questi animali finiscano nelle reti anche quando sembrano in grado di percepirne la presenza.
Tra le soluzioni studiate c’è la possibilità di rendere le reti maggiormente riconoscibili attraverso segnali acustici. Le focene utilizzano infatti l’ecolocalizzazione per orientarsi, individuare ostacoli e localizzare le prede.
Altri sistemi sperimentati prevedono reti progettate per consentire agli animali più grandi di liberarsi oppure dispositivi luminosi in grado di aumentarne la visibilità sott’acqua.
L’obiettivo della ricerca è individuare sistemi capaci di ridurre le catture accidentali e rendere le attività di pesca meno pericolose per gli animali marini. Le vocalizzazioni registrate durante questo episodio rappresentano ora un documento raro per comprendere meglio ciò che accade sott’acqua quando una rete diventa una trappola.
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