Folla di giovani e lacrime per l’ultimo saluto a Edoardo Corrieri: “Ho scoperto di essere papà di un eroe”

20 Giugno 2026 - 17:06
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Folla di giovani e lacrime per l’ultimo saluto a Edoardo Corrieri: “Ho scoperto di essere papà di un eroe”
edoardo corrieri

Genova. Non ci stavano tutti gli amici di Edoardo Corrieri nella pur spaziosa chiesa di San Pietro, in via Nizza. Molti sono rimasti fuori, stretti nel dolore per una vita spezzata troppo presto. Gli applausi hanno accolto l’ingresso della bara tra gli sguardi commossi e le lacrime di giovani e meno giovani, che si sono stretti intorno ai famigliari. Appeso alla ringhiera della scalinata il grande striscione ‘Edo vive‘.

Dopo l’omelia del parroco, dal pulpito a ringraziare la folla che si è stretta per l’ultimo saluto a Edo ci ha pensato papà Alessandro. “Oggi ho scoperto di essere il papà di un eroe” ha detto prima di ripetere più volte il suo “grazie” a tutti i giovani presenti. “Non dimenticatelo – ha aggiunto – e comportatevi tutti come lui”.

Esattamente una settimana dopo la follia omicida che ha tolto la vita al 29enne, Alessandro Corrieri ha ricordato il gesto che ha portato alla morte del figlio che aveva difeso una ragazza in una lite con Vincenzo Rametta e un amico, che avevano importunato due sua amiche. E non è stata l’unica volta che il figlio non si è voltato dall’altra parte ed è intervenuto in aiuto ai più deboli.

La sua compagna di Alessandro Corrieri ha letto una testimonianza toccante, ricevuta da un ragazzo che i famigliari non conoscevano, ma che ha raccontato di essere stato un amico di Edo. “Non era un grande amico – ha precisato il giovane nel lungo messagio – anzi non ci eravamo così simpatici, anche se frequentavamo la stessa compagnia, ma qualche anno fa Edo mi ha salvato”. Nella lettera letta da Patrizia Merlo il giovane racconta di quella sera che all’uscita di una discoteca, dove era andato a prendere un’amica, era stato accerchiato da sei giovani uno scambio di persona. “Avevano cominciato a picchiarmi – racconta il giovane nella lettera – ma poi era arrivato Edo con un gruppo di amici e non aveva esitato un attimo ad aiutarmi e a metterli in fuga, anche se non ci stavamo molto simpatici. Perché Edo era così, sempre pronto ad aiutare chi ne aveva bisogno”.

Vincenzo Rametta è ancora in carcere

Vincenzo Rametta, il 28enne che lo ha investito con l’auto. Rametta stava importunando una ragazza e Corrieri era intervenuto per difenderla. Lei aveva reagito spruzzando lo spray al peperoncino. E anche secondo il racconto della ragazza, il giovane, dopo essere salito in macchina, avrebbe sterzato volontariamente per colpire Edoardo. Lui invece, costituendosi alla polizia pochi minuti dopo la fuga, si era giustificato dicendo di non averlo visto a causa dell’irritazione oculare. Circostanza esclusa tuttavia dagli accertamenti medici in ospedale.

Rametta è accusato di omicidio doloso, cioè volontario. Non è escluso che in futuro il capo di imputazione possa essere aggravato dai futili motivi. Per ora resta in cella, anche se la gip Maria Antonia Di Lazzaro ha disposto per lui gli arresti domiciliari in attesa che arrivi il braccialetto elettronico. Gli inquirenti non hanno dubbi circa la volontarietà del gesto, soprattutto grazie al video che mostra il momento in cui Rametta a forte velocità travolge Corrieri sterzando sul lato destro della carreggiata a livello del parcheggio vuoto di quel tratto di corso Italia.

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Redazione Eventi e News

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