Formula 1, calendario ancora in bilico: il finale di stagione può essere stravolto

30 Giugno 2026 - 21:50
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Formula 1, calendario ancora in bilico: il finale di stagione può essere stravolto

Il calendario della Formula 1 potrebbe subire ulteriori modifiche anche a fine stagione, per gli stessi motivi che hanno portato a rimandare e forse annullare alcuni appuntamenti iridati di inizio anno. E i motivi sono gli stessi di allora: la delicatissima situazione geopolitica dei Paesi del Golfo Persico, che da anni ospitano numerosi Gran Premi. Già saltati Bahrain e Arabia Saudita in aprile, ora rischiano anche Qatar e Abu Dhabi nel cuore dell’autunno.

A riferirlo è ‘Marca’, secondo cui già nel corso del weekend del Gran Premio d’Austria si è riflettuto sul da farsi in caso di nuovi problemi a novembre e dicembre. A sollevare la questione sarebbero state le compagnie assicurative tedesche (che coprono la logistica DHL, Audi e Mercedes), non disposte a garantire la copertura ai team in una zona di guerra. Per questo motivo, secondo le fonti spagnole, la Formula 1 starebbe già vagliando soluzioni alternative.

L’opzione preferita dalla FOM (Liberty Media) – detentrice dei diritti del Mondiale – sarebbe quella di concludere la stagione in Qatar e ad Abu Dhabi come originariamente previsto, riprogrammando al contempo la gara in Bahrain, rinviata ad aprile. Questo resta lo scenario di riferimento, ma con due piani di riserva o alternative. La prima opzione prevede un doppio appuntamento a Las Vegas, chiudendo l’anno con 21 gare anziché le 24 originariamente previste. Ciò comporterebbe la cancellazione delle quattro gare nelle nazioni del Golfo e l’aggiunta della già citata seconda gara in Nevada. Si tratta di un’ipotesi sensata, dato che la gara è organizzata dalla FOM stessa – che ha un interesse diretto in quel circuito – anche se bloccare una città come Las Vegas per una settimana supplementare comporterebbe ulteriori complicazioni.

Da qui nasce una seconda opzione: concludere la stagione in Europa con due gare sostitutive, come Portimao e – a sorpresa – una seconda gara a Barcellona sul circuito di Montmelò. Questa è una delle ipotesi in circolazione, sebbene ‘Marca’ stessa sottolinei che si tratta al momento solo di voci che potrebbero rivelarsi nel tempo difficilmente realizzabili. Che, però, sarebbero state entrambe proposte ufficialmente alla FOM. Una decisione finale dovrebbe arrivare in tal senso entro e non oltre il Gran Premio del Belgio, in programma per la prossima domenica 19 luglio.

A rendere ancora più complessa la situazione contribuisce la tragedia che ha colpito proprio in questi giorni uno dei principali partner commerciali della Formula 1. Domenica 28 giugno, un elicottero appartenente a Saudi Aramco è precipitato a Ras Tanura, nella parte orientale dell’Arabia Saudita, causando la morte di tutti i 14 passeggeri a bordo, tutti cittadini sauditi. La notizia, riportata dall’agenzia di stampa ufficiale Spa e dalla tv satellitare al-Arabiya, arriva in un momento già delicatissimo per i rapporti tra il Mondiale e la regione del Golfo: solo due giorni prima dell’incidente, Aramco aveva ripreso il carico di petrolio greggio presso il suo terminale di Ras Tanura, dopo un’interruzione di quasi quattro mesi dovuta al conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un dettaglio che fotografa con crudezza quanto sia ancora instabile lo scenario nella zona.

Il peso specifico di Aramco nell’ecosistema della Formula 1 non è trascurabile: la compagnia petrolifera saudita è Global Partner del Mondiale ed è sponsor del team Aston Martin, oltre ad essere uno degli investitori più importanti nello sport globale — basti pensare alla sua presenza come sponsor ufficiale dei Mondiali di Calcio FIFA 2026. La sua posizione di primo piano rende ancora più delicata qualsiasi decisione che riguardi la presenza o l’assenza della F1 nei Paesi del Golfo, con implicazioni che vanno ben oltre il semplice calendario sportivo.

Sul fronte prettamente agonistico, il Gran Premio d’Austria che ha fatto da sfondo a queste riflessioni ha comunque regalato grande spettacolo e numeri televisivi di rilievo. La gara di Spielberg, trasmessa in diretta su Sky Sport F1, Sky Sport Uno e Sky Sport 4K, ha registrato 1 milione 604 mila spettatori medi complessivi, con il 14,9% di share e 2 milioni 49 mila spettatori unici. Ottimo anche il riscontro della differita in chiaro su TV8, seguita da 1 milione 248 mila spettatori medi. Dati che confermano come, nonostante le incertezze sul calendario, l’interesse del pubblico italiano per la Formula 1 rimanga solidissimo — e che rendono ancora più urgente trovare una soluzione stabile per il prosieguo della stagione.

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