Fra Roma e Olanda qual é il vero Malen? Dal dominio in Serie A a 0 goal ai Mondiali, i motivi del suo rendimento

20 Giugno 2026 - 22:07
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La differenza fra quanto visto nei sei mesi italiani e le prime due gare dei Mondiali.

Il più grande protagonista della seconda parte di stagione del campionato di Serie A: vero e proprio trascinatore della Roma verso la Champions League, idolo dei tifosi capitolini e di tutti i fantallenatori italiani che l'hanno acquistato a gennaio e il centravanti ideale per il gioco e la filosofia calcistica del tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini.

Le luci di questi Mondiali ci si aspettava fossero maggiormente illuminate sulle giocate, la qualità e le reti di Donyell Malen che, tuttavia, non ha brillato particolarmente in queste prime due gare della Nazionale Olandese guidata da Koeman.

In queste prime due partite, il commissario tecnico dell'Olanda lo ha sì schierato titolare dal 1', ma ha scelto di sostituirlo prima della fine dei match in entrambe le occasioni (fra cui quest'oggi, contro la Svezia, all'intervallo dopo i primi 45 minuti).

La domanda da porsi è lecita: qual è il vero Malen e cosa non sta funzionando ai Mondiali?

ANCORA A QUOTA 0 AI MONDIALI

Pur essendo stato sempre schierato titolare da Koeman (sfiorando anche in un paio di occasioni la via della rete nella prima gara contro il Giappone, prima di calare vistosamente di intensità e condizione fisica), Malen non è riuscito a scrivere il proprio nome nel tabellino dei marcatori in alcuna delle due partite.

Dopo i 70 minuti con la Nazionale del Sol Levante, contro la Svezia l'olandese è rimasto negli spogliatoi dopo il primo tempo, venendo sostituito all'inizio della seconda frazione da Summerville (mossa risultata essere vincente, vista la rete siglata nel finale di gara per il 5-1 finale).

Un primo tempo molto blando per l'attaccante della Roma che, pur provando a farsi vedere fra le linee e a svariare sul fronte offensivo per cercare il fraseggio e lasciare la corsia di destra libera per Dumfries, non ha impattato in alcun modo nelle azioni pericolose dell'Olanda, non spostando l'ago della bilancia in fase di possesso e di attacco alla Svezia.

DOMINANTE E TRASCINATORE A ROMA

Una dinamica che è completamente opposta a quanto fatto da registrare da Malen sin dal suo arrivo in Serie A. Richiesto espressamente ed esplicitamente da Gasperini, il centravanti olandese (recentemente riscattato ufficialmente dalla Roma) ha siglato ben 14 reti in appena 18 presenze: mai nessuno nella storia del campionato italiano aveva segnato così tanto arrivando nella finestra invernale di mercato.

Goal, assist, presenza offensiva, carisma e leadership che sono serviti ai capitolini per fare un percorso di assoluto livello nella seconda parte della stagione (specialmente nel finale) e centrare quel tanto desiderato e agognato obiettivo del ritorno in UEFA Champions League.

I suoi movimenti e il suo fiuto da goal sono stati l'arma in più con cui la Roma ha sorpassato Milan e Juventus nella corsa all'Europa che conta.

PROBLEMA DI RUOLO?

Ma dunque qual è il vero Malen? Difficile rispondere.

Altrettanto vero è che si può, invece, dare una spiegazione a cosa non stia realmente funzionando fra il suo modo di giocare alla Roma e quello con cui si sta muovendo con l'Olanda.

Gasperini vede e tratta Malen nel suo ruolo naturale, quello che lo stesso giocatore crede sia il suo maggiormente funzionale e congeniale: prima punta ad attaccare la profondità e a venire ad allacciare i reparti facendo gioco anche sulla trequarti. In quella zona del campo, però, con la Nazionale va introdotta la concorrenza di calciatori come Depay e Brobbey, preferiti dal CT Koeman nel ruolo di 9 puro per il suo attacco.

E va sottolineato come numeri (Malen non segna in Nazionale dallo scorso novembre ed è rimasto a secco nelle sue ultime sei presenze), dati e prestazioni stanno dando ragione a Koeman che preferisce dirottarlo sulla fascia destra, con meno spazio da attaccare e meno compiti offensivi.

IN ATTACCO HANNO SEGNATO TUTTI

Va sottolineato poi un fattore da non sottovalutare: quasi tutti gli attaccanti dell'Olanda hanno già segnato in quest'edizione dei Mondiali che si stanno disputando fra Canada, Stati Uniti e Messico.

Summerville (che aveva già segnato con il Giappone) ha bissato la sua marcatura, Brobbey ha siglato una doppietta con la Svezia venendo schierato da 9, così come Gakpo che è risultato determinante con i suoi inserimenti nella ripresa.

Malen, ora, rischia la panchina: i ballottaggi sono vivi, concreti e presenti. A lui il compito di dimostrare di essere quel centravanti capace di mettere a ferro e fuoco la Serie A.

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