Francia, Mateta: "Milan storia passata, ero vicino ma poi…"
L'attaccante del Crystal Palace ora pensa soltanto ai Mondiali.
Jean-Philippe Mateta guarda avanti.
L'attaccante francese del Crystal Palace, nel corso di un'intervista a La Gazzetta dello Sport, è tornato sul trasferimento al Milan sfumato nello scorso mercato invernale per non aver superato le visite mediche a causa di problemi fisici al ginocchio destro: "Quello per me è stato un periodo particolare e per niente semplice. C'era stata questa chance di andare al Milan, ma ormai fa parte del passato e non so cosa sarebbe successo se fossi andato in Italia. Oggi sono qui con la Francia e il mio unico pensiero è la Nazionale".
MONDIALI DA SOGNO
"Dopo l'infortunio l'unica cosa che avevo in testa era la data del rientro: ho capito che avrei avuto una possibilità di essere inserito nel gruppo per il Mondiale dal ct Deschamps e ho lavorato per farmi trovare pronto. Alla fine ce l'ho fatta e sono contento. Devo ringraziare il Crystal Palace: nei primi anni lì non ho avuto continuità di rendimento perché trovavo poco spazio, mentre in seguito ho giocato molto di più e ciò mi ha permesso di crescere e acquisire fiducia".
"Non considero riduttiva la definizione che mi danno di attaccante d’area. Fisicamente sono strutturato, capace di giocare spalle alla porta, attaccare la profondità e segnare goal. Questo è il mio stile di gioco. Ogni giorno lavoro duramente e se posso essere un esempio per i giovani, che in me vedono uno che è arrivato dopo aver compiuto tanti sacrifici, ne sono felice. Essere qui con la Francia per me è motivo di grande orgoglio. Abbiamo un gruppo molto equilibrato. Tutte le squadre saranno difficili da affrontare e dovremo essere concentrati in ogni partita, senza sottovalutare nessuno".
"Sinceramente non mi è mai capitato di stare in una formazione con tanta qualità: Mbappé, Dembélé, Barcola, Doué, Cherki e gli altri sono incredibili e mi godo ogni momento in allenamento. Abbiamo un ottimo rapporto. Vincere i Mondiali è il sogno di tutti noi che siamo qua, ma sappiamo che la strada da fare è molta e che ci sarà bisogno del massimo impegno e sacrificio. I Mondiali sono una competizione difficile e sarà necessario essere sempre uniti come gruppo, anche nei momenti difficili".
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