Fu assolto dopo aver ucciso un ladro, Franco Birolo difende Roggero: “Grave la condanna”
A oltre quattordici anni dalla vicenda che lo vide protagonista, Franco Birolo interviene sulla condanna definitiva inflitta al gioielliere piemontese Mario Roggero. Il tabaccaio di Civè di Correzzola, assolto dopo aver ucciso un ladro durante un tentativo di furto nella sua attività, ha espresso tutta la propria amarezza nei confronti della decisione dei giudici.
“Sono profondamente deluso, per l’ennesima volta, dal sistema giudiziario italiano e da questo Paese”, ha dichiarato Birolo, mettendo a confronto la propria vicenda con quella del commerciante di Grinzane Cavour.
Nel 2012, infatti, Birolo sparò a un malvivente che si era introdotto nella sua tabaccheria nel tentativo di rubare la cassa. Il ladro morì poco dopo durante la fuga, mentre gli altri complici riuscirono a scappare. In quel caso la magistratura riconobbe che il tabaccaio aveva agito perché si sentiva in pericolo.
Le differenze tra il caso Birolo e quello di Roggero
Secondo i giudici, però, la situazione vissuta da Mario Roggero è profondamente diversa. Il gioielliere è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver inseguito i tre rapinatori fuori dal negozio, dopo che questi avevano già lasciato l’attività, uccidendone due e ferendo gravemente il terzo.
Per la magistratura, al momento degli spari il pericolo per Roggero e per la sua famiglia era ormai cessato. Anche le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza hanno contribuito a ricostruire la dinamica dei fatti, portando i giudici a qualificare l’accaduto come omicidio e non come legittima difesa.
Birolo, invece, continua a sostenere una lettura diversa della vicenda. “I giudici non si sono immedesimati in Roggero”, afferma, spiegando che il gioielliere sarebbe stato travolto dalla paura e dall’angoscia per quanto stava accadendo alla moglie e alla figlia presenti durante la rapina.
Le parole del tabaccaio: “Questa condanna è grave”
Nel suo intervento, Birolo contesta anche l’idea che quanto accaduto all’interno della gioielleria possa essere separato dagli eventi successivi all’esterno del negozio. “Questo lo dice solo chi ha visto il video degli spari”, sostiene l’ex tabaccaio, aggiungendo che Roggero avrebbe agito nello stesso stato emotivo maturato durante la rapina. Per questo motivo definisce la sentenza particolarmente severa e critica anche il risarcimento di 700 mila euro disposto nei confronti delle vittime e dei loro familiari.
Oggi Birolo non gestisce più la tabaccheria e si dedica ai terreni di famiglia, ma racconta di possedere ancora un’arma. “Ho ancora una pistola”, afferma, ribadendo di voler essere pronto a difendere sé stesso e i propri cari in caso di necessità.
Fratelli d’Italia sostiene la richiesta di grazia
Intanto il caso Roggero continua ad alimentare il dibattito politico. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Veneto ha presentato una risoluzione per sostenere il percorso avviato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio finalizzato alla possibile concessione della grazia.
L’iniziativa, firmata dal vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Rucco insieme ad altri consiglieri regionali, ribadisce il sostegno al gioielliere. “Fratelli d’Italia sa da che parte stare: dalla parte delle persone perbene, di chi lavora e costruisce con sacrificio il futuro della propria famiglia”, ha dichiarato Rucco.
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