G8, 25 anni dopo: “Abbiamo ancora ragione noi, ora costruiamo l’alternativa”. Attese migliaia di persone al corteo del 19

15 Luglio 2026 - 19:20
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G8, 25 anni dopo: “Abbiamo ancora ragione noi, ora costruiamo l’alternativa”. Attese migliaia di persone al corteo del 19
Ventennale G8, la marcia zapatista invade le strade di Genova

Genova. Venticinque anni dopo quel luglio del 2001, Genova si prepara a scendere nuovamente in strada. Ma chi si aspetta una semplice parata nostalgica o una formale commemorazione rimarrà deluso. Non è questo, infatti,  l’intento della mobilitazione nazione lanciata da Genova: il corteo di domenica 19 luglio parte sì da una rilettura del passato e di questi 25 anni, ma rilancia per far partire una nuova stagione di lotte, reti, condivisioni per continuare la costruzione, mattone dopo mattone, di una nuovo fronte internazionel delle realtà antifasciste e anti neoliberiste.

A presentare l’iniziativa gli attivisti di Buridda e Genova Antifascista, reduci dalla assemblea dello scorso 4 luglio, dove una rete di movimenti, associazioni, spazi sociali e realtà di movimento da tutta Europa hanno analizzato lo stato dell’arte, alla luce di questi 25 anni “dopo” il grande spartiacque del G8 genovese. L’obiettivo è condiviso: ricucire le spaccature del passato, superare le narrazioni divisioniste imposte dall’alto e costruire un fronte unico contro un modello sociale e produttivo ormai al collasso. E che rischia di condannare tutta l’umanità ad un futuro di guerre e sfruttamento.

“Abbiamo ancora ragione noi”

“Nel 2001 avevamo capito che il neoliberismo ci avrebbe distrutto. Oggi, venticinque anni dopo, possiamo dire che abbiamo ancora ragione noi“, spiegano gli organizzatori. L’analisi del manifesto parla chiaro: l’agenda politica decisa allora dai “Grandi” della Terra si è realizzata sotto forma di finanza globale opprimente, rapina di risorse nel Sud del mondo, chiusura sistematica degli spazi di dissenso e, infine, la guerra e la precarietà come strumento di controllo globale.

Dalla Palestina all’opposizione all’economia bellica, il filo conduttore è il rifiuto della militarizzazione e allo sfruttamento dei popoli: “Noi non faremo le vostre guerre”, è uno degli slogan che in questi anni e in questi mesi è riecheggiato senza sosta nelle mobilitazioni di piazza e che anche il 19 sarà focale. Al centro del dibattito politico della giornata ci sono le denunce contro il genocidio a Gaza, l’opposizione alla produzione locale di armi e il contrasto a un sistema che si nutre di precarietà lavorativa, sfruttamento giovanile e decreti repressivi che colpiscono non solo i movimenti, ma il diritto stesso di scioperare e manifestare.

Uno dei passaggi chiave emersi durante la presentazione riguarda la necessità di un’autocritica e di un superamento delle divisioni interne che hanno indebolito l’area antagonista negli ultimi anni. “L’attacco costante agli spazi sociali – individuati dal potere come gli unici luoghi rimasti capaci di generare pensiero critico – impone oggi una risposta unitaria. Il 19 luglio non sarà la fine, ma l’inizio – sottolineano i portavoce – L’intento è riappropriarsi del nostro linguaggio, autodefinirci e iniziare a costruire concretamente l’alternativa dal giorno successivo”, con un nuovo grande fronte internazionalista.

Rispetto alla partecipazione di sigle partitiche o sindacali, i promotori chiariscono di non aver escluso nessuno: la mobilitazione è nata dal basso, dalle realtà e dagli spazi sociali sotto attacco in tutto il paese, ma il corteo resta aperto a chiunque voglia aderire portando le proprie bandiere e i propri contenuti. Tra le prime adesioni va segnalata quella della Global Sumud Flotilla

Il programma e il percorso

La giornata si snoderà attraverso i luoghi simbolo del G8, dalla scuola Diaz a piazza Alimonta, da via Nizza a via Tolemaide, per puntare dritto su piazza De Ferrari, 25 anni fa chiusa all’interno della famigerata “zona rossa”. L’affluenza prevista è alta, con pullman organizzati da tutta Italia e molti arrivi autonomi, compresi attivisti antifascisti provenienti da 26 paesi del mondo, uniti anche nella risposta internazionalista contro i network della destra globale. Gli organizzatori hanno già predisposto un solido servizio d’ordine interno e un supporto legale attivo per tutta la durata dell’evento.

L’appuntamento è per domenica 19 luglio 2026. Alle ore 14.30 previsto un oreconcentramento davanti alla scuola Diaz con lo Spezzone Giovani contro guerra, leva, fascismo e repressione. Mentre alle ore 15:30 è prevista la prtenza da “piazza Carlo Giuliani” (piazza Alimonda) per il grande corteo che attraverserà la città.

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