Game Freak alla prova del nove: tutto quello che sappiamo su Beast of Reincarnation

06 Luglio 2026 - 13:03
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Game Freak alla prova del nove: tutto quello che sappiamo su Beast of Reincarnation

Beast of Reincarnation tutto quello che sappiamo

Si scrive Beast of Reincarnation, ma si legge prova del nove. Con questa nuova IP Game Freak ha deciso di prendersi un bel rischio: lo studio di sviluppo che da quasi 40 anni diverte il mondo intero con la saga di Pokémon, ha deciso di virare altrove. Questa virata non sembra però essere dolce o graduale, ma somiglia più a una derapata eseguita ad altissima velocità, con il rischio concreto di finire fuori strada. Beast of Reincarnation, tuttavia, potrebbe rappresentare l’elemento in grado di liberare Game Freak dal circolo in cui è rimasta incastrata in tutti questi anni, in cui mai si è cercato di andare oltre la formula – meravigliosa, sia chiaro – di Pokémon in maniera concreta. Si tratta infatti del primo vero titolo tripla A dello studio, un progetto ambizioso e frutto di uno sviluppo durato circa 6 anni. Non dovremo comunque aspettare molto prima di valutare se la manovra di navigazione messa in atto da Game Freak porterà la barca in porto o andrà a schiantarsi contro gli scogli. Beast of Reincarnation è pronto a sbarcare sul mercato il 4 agosto – tra meno di un mese – e sarà disponibile per PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC. C'è inoltre una chicca importante per gli utenti Microsoft, che potranno giocare il titolo già al day-one attraverso l’abbonamento a Xbox Game Pass Ultimate. Data l’uscita imminente, noi di Gamesource abbiamo deciso di raccogliere tutto quello che conosciamo riguardo questa nuova IP nelle righe che seguiranno. https://youtu.be/3dw0ePZ8GLc?si=dwB-iIR2aOrQR-TV

Un Giappone post-apocalittico lontano dai cliché feudali

Beast of Reincarnation sarà ambientato nell’anno 4026, in un Giappone futuristico che sembra essere collassato su se stesso e dove la natura pare aver preso il sopravvento, fondendosi con i resti delle città ormai in rovina. Già qui va una prima, personalissima, nota di merito: finalmente un’ambientazione in Giappone che non richiami il periodo feudale, visto che il mercato è ormai saturo di giochi con questa tipologia di scenario. Questo mondo post-apocalittico in cui si svilupperanno le vicende della storia è dominato da The Blight, ossia una piaga. Si tratta di una vera e propria corruzione ecologica che muta in maniera radicale la fauna e la flora, quasi a fonderle tra loro creando creature mostruose, a detta di molti un po’ in stile Pokémon. Il colpo d’occhio del mondo di Beast of Reincarnation, a giudicare dai trailer, è davvero notevole. Un mix visivo potente, mosso da Unreal Engine 5, che unisce il senso di desolazione tipico delle ambientazioni sci-fi post-apocalittiche al senso di naturale bellezza restituito da questa presenza massiccia di elementi naturalistici: sconfinate foreste lussureggianti con colori vivi, che però possono nascondere più di qualche insidia. Beast of Reincarnation worldbuilding

La Sigillatrice e il Malefatto: una storia di profonda amicizia ed emarginazione

Un elemento che sarà senza dubbio centrale nella storia di Beast of Reincarnation è la scrittura e la realizzazione dei personaggi. Innanzitutto capiamo chi ci accompagnerà in questo mondo corroso dalla piaga di cui parlavamo prima. Nella nostra avventura vestiremo i panni di Emma, la Sigillatrice, una giovane umana che non ha memoria del proprio passato e non prova emozioni. Emma è vittima di una sorta di maledizione: è nata affetta dalla piaga e questo le permette di controllare la flora, ma a un prezzo molto caro, ovvero essere un’emarginata. Emma, nonostante questo, non vivrà il viaggio da sola. Ad assisterla ci sarà Koo, il Malefatto. Si tratta di un lupo gigante, anche lui infettato dalla piaga e anche lui emarginato in quanto considerato una minaccia mortale per l’umanità. Pare che proprio il fatto di avere questo aspetto in comune – l’essere rifiutati, allontanati e isolati – leghi i due personaggi in un legame profondo tutto da scoprire. Gli ingredienti perché questo accada ci sono tutti, dovrà essere stata brava Game Freak a non aver sbagliato nel dosaggio e nella preparazione. Oltre ai due personaggi principali, è stato reso noto che in Beast of Reincarnation saranno presenti anche alcune fazioni (alleate o nemiche lo scopriremo) oltre a personaggi secondari che dovrebbero avere un ruolo rilevante all'interno della storia. Beast of Reincarnation i personaggi

Il cuore pulsante dell'esperienza: gameplay e combat system

Arriviamo ora alla parte più consistente della nostra analisi: il gameplay e soprattutto il sistema di combattimento.

Zone di quarantena e lore silente: l'importanza del non detto

Partendo dalla struttura del mondo, non si tratterà di un open world classico, ma più di un’avventura divisa in grandi sezioni aperte, chiamate zone di quarantena, che saranno piene di nemici, risorse, segreti e aree sotterranee. Tutto questo mi ha dato l’impressione che Beast of Reincarnation si baserà molto anche sul non detto: la lore del mondo di gioco sarà spiegata in parte dalle scene della missione principale, ma una buona parte dovrà essere il giocatore a ricostruirla attraverso gli elementi che le varie aree offriranno, rendendo così l’esplorazione un elemento fondamentale del gameplay. Ogni macro-zona sarà controllata da un boss chiamato Nushi. Sconfiggere un Nushi non solo libererà l’intera zona dalla foresta corrotta, ma permetterà ad Emma di assorbire i suoi poteri. Questo è un aspetto chiave in termini di progressione: a quanto pare è solo sconfiggendo i boss che si potranno sbloccare nuove opzioni di combattimento e nuove abilità relative al sistema di movimento, e quindi all’esplorazione. Fondamentali in termini di gameplay saranno i capelli di Emma. La protagonista infatti dispone di un’abilità particolare che permette ai suoi capelli di trasformarsi in liane e rampicanti per agganciarsi a sporgenze distanti o come veri e propri trampolini per raggiungere zone sopraelevate. Questo aspetto influenzerà anche le meccaniche di combattimento: tale abilità infatti sarà utilizzabile da Emma anche negli scontri con i nemici, sia per pianificare attacchi stealth sia nell’azione vera e propria.

L'anima Soulslike: la danza dei Parry perfetti

Il gameplay di Beast of Reincarnation si presenta come un action puro, molto vicino al sistema dei souls e che strizza decisamente l’occhio a titoli come Black Myth: Wukong, Sekiro e Nier: Automata. Il combattimento, inoltre, sembra avere un focus marcato sul sistema dei Parry che, se realizzati con il tempismo giusto, pare diano un vantaggio significativo al giocatore. Uno di questi vantaggi si traspone nell’utilizzo di Koo. Il nostro compagno attaccherà sì in maniera automatica, ma inanellando colpi e soprattutto Parry perfetti con Emma accumuleremo Punti Fluorescenza (il Mana del gioco). Attraverso questi punti avremo la possibilità di impartire un ordine a Koo, utilizzando una delle sue 6 abilità tattiche speciali che verranno sbloccate nel corso dell’avventura.

Bilanciamento della sfida: un'esperienza scalabile per ogni tipo di giocatore

Per quanto riguarda accessibilità e progressione ci sono alcune cose da sottolineare. Il regista del gioco Kota Furushima ha confermato che Beast of Reincarnation metterà a disposizione degli utenti 3 livelli di difficoltà. Una cosa che tranquillizza tutta la fanbase storica di Game Freak, magari poco pratica di questa tipologia di titoli. Sarà presente infatti una Story Mode, il livello di difficoltà più basso in cui le finestre di Parry saranno molto generose e i danni subiti ridotti. Sulla progressione pare che si tratterà di un sistema classico, con gli alberi delle abilità dedicati sia per Emma sia per Koo, equipaggiamenti migliorabili e un sistema di cucina per i buff. Un aspetto intrigante è la presenza delle Pietre dello Spirito, che permetteranno di personalizzare lo stile di gioco in base alle nostre preferenze: più stealth, più aggressivo o a distanza. Beast of Reincarnation Gameplay

Conclusioni

Volendo chiudere il cerchio, replico la mia affermazione riportata all’inizio: per Game Freak si tratta della prova del nove. Non solo per dimostrare di essere uno studio capace e poliedrico, in grado di realizzare prodotti di qualità che escano dall’orticello che per anni hanno coltivato. Con Beast of Reincarnation Game Freak deve anche dimostrare di essere in grado di ottimizzare un gioco moderno, seguendo i canoni del mercato attuale, soprattutto dopo le critiche e i malumori sollevati con gli ultimi capitoli della serie Pokémon (ad eccezione dell’apprezzatissimo Pokopia). Nonostante i pareri di chi ha avuto la possibilità di provare il gioco in anteprima parlino di un gameplay solido, ritmato e visivamente davvero d’impatto, i dubbi permangono. Un po’ come per tutti i giochi, è necessario avere un'esperienza diretta del prodotto e percepire il feeling che si ha pad alla mano. In più, Beast of Reincarnation si propone di essere un titolo dalla forte componente narrativa. Chi è Emma? Come nasce il rapporto con Koo? Che storia hanno? Che storia ha il mondo di gioco e da dove viene questa piaga? Gli interrogativi su cui si basa la struttura narrativa del prodotto sono tanti e bisognerà vedere se Game Freak sarà stata in grado di sviscerarli tutti regalandoci un prodotto scritto bene, che segua una linearità e una coerenza di fondo senza scadere nella banalità. Quello che è sicuro è che ad agosto ci troveremo di fronte a un prodotto che sprigiona voglia di rivalsa. Potremmo tranquillamente trovarci davanti a una nuova, importante IP nata da un team che per quasi 40 anni è stato imprigionato da dei paletti che lui stesso ha piantato. Uscendo da questa comfort zone che per anni ha tenuto in ostaggio lo studio, sbattendo la porta e potendo finalmente dire: "Ehi, ci sono anche io".

L'articolo Game Freak alla prova del nove: tutto quello che sappiamo su Beast of Reincarnation proviene da GameSource.

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