GameStop gioca d’azzardo e offre 56 miliardi di dollari per comprare Ebay. Sfida ad Amazon
GameStop punta il mirino su Ebay. È una proposta ambiziosa quella che Ryan Cohen, amministratore delegato del rivenditore di videogiochi, ha raccontato al Wall Street Journal: 56 miliardi di dollari (circa 47 miliardi di euro) in contanti e azioni per il marketplace americano fondato nel 1995 da Pierre Omidyar, un’offerta che rappresenta un premio di circa il 20% rispetto al prezzo di chiusura del titolo di venerdì.
L’operazione, tuttavia, si prospetta complessa. Ebay capitalizza, infatti, circa quattro volte GameStop, che si attesta intorno agli 11,9 miliardi di dollari. Motivo per il quale per sostenere l’acquisizione, Cohen prevede una struttura mista: metà in contanti e metà in azioni della società. In caso di rifiuto da parte del board di Ebay, il manager ha già indicato la possibilità di procedere con un’offerta ostile direttamente agli azionisti.
La mossa si inserisce in una strategia già avviata nei mesi scorsi. Dallo scorso 4 febbraio GameStop ha progressivamente accumulato una partecipazione pari al 5% del capitale di Ebay, rafforzando la propria posizione in vista di un possibile consolidamento. A supporto finanziario dell’operazione, Cohen ha siglato una lettera d’impegno con Td Bank per un finanziamento da 20 miliardi di dollari. Resta aperta la questione delle ulteriori risorse necessarie, con il ricorso a investitori esterni – inclusi fondi sovrani mediorientali – tra le opzioni allo studio.
Dal 2023, anno della nomina di Cohen alla guida di GameStop, il gruppo ha avviato un profondo processo di ristrutturazione, con la chiusura di centinaia di punti vendita e un progressivo spostamento verso il canale digitale. Parallelamente, l’offerta è stata ampliata includendo segmenti ad alto margine come carte collezionabili e hardware vintage, ambiti in cui la domanda resta sostenuta.
In questo contesto, l’integrazione con Ebay rappresenterebbe una promessa di ulteriore accelerazione. La piattaforma, in effetti, garantirebbe accesso a una base utenti globale – che conta 136 milioni di utenti attivi – e a un marketplace già consolidato proprio nei segmenti chiave per GameStop, come il second-hand e il collezionismo. Le sinergie operative, secondo il management, potrebbero tradursi in una riduzione dei costi e in un incremento della redditività. L’obiettivo, esplicitamente dichiarato da Cohen, sarebbe quello di fare concorrenza al temuto Amazon.
Il progetto industriale delineato da Cohen prevede anche una ridefinizione del ruolo dei negozi fisici, destinati a trasformarsi in hub logistici per il ritiro e la verifica dell’autenticità dei prodotti acquistati online. Secondo le stime dello stesso Cohen, l’operazione potrebbe portare la valutazione di Ebay fino a 100 miliardi di dollari. E il mercato ha reagito tempestivamente: nelle ore precedenti all’annuncio ufficiale, il titolo Ebay ha registrato un incremento di circa il 12 per cento.
Resta ora da verificare la risposta del consiglio di amministrazione della società e la sostenibilità finanziaria di un’operazione che, per dimensioni e struttura, si configura tra le più ambiziose nel panorama recente del retail digitale.
Anche Ebay, intanto, continua a evolversi, diventato ormai un marketplace generalista che accorpa esercenti ma anche consumatori interessati alla vendita peer-to-peer. Recentemente ha inglobato nella sua ottica Depop, player specializzato nella vendita di moda second hand, con un’operazione da 1,2 miliardi di dollari e finalizzata ad accrescere la propria audience tra i clienti più giovani, estendendo il proprio parterre nel mondo dei marketplace B2c.
D’altronde, a fare da sfondo c’è un momento particolarmente florido per il second hand, che soprattutto nella moda sta consolidando un ruolo sempre più centrale. Si pensi che il mercato globale dell’abbigliamento usato ha raggiunto i 257 miliardi di dollari nel 2025, crescendo del 13%, e continua a progredire a un ritmo superiore rispetto al retail tradizionale, con proiezioni che lo vedono arrivare ai 393 miliardi entro il 2030 – a una velocità doppia del resto del mercato – secondo i global data di ThredUp. Già oggi, d’altronde, rappresenta circa il 10% della spesa complessiva del segmento abbigliamento.
A ulteriore testimonianza della floridità del fenomeno, solo qualche giorno fa proprio Ebay ha pubblicato i suoi ultimi risultati finanziari, relativi al primo trimestre del fiscal year 2026, in cui ha totalizzato ricavi per 3,1 miliardi di dollari, in crescita del 19%, e un gross merchandise value pari a 22,2 miliardi (+18 per cento).
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