Garlasco, la svolta dei video intimi. Quel segreto chiuso nella cartella “Albert”

Maggio 05, 2026 - 17:56
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Garlasco, la svolta dei video intimi. Quel segreto chiuso nella cartella “Albert”

Garlasco, il giallo dei video hard nel pc di Chiara: domani il faccia a faccia tra Marco e Andrea

A quasi vent’anni di distanza, tornano al centro due vecchie conoscenze: Andrea e Marco. Il primo è oggi nel mirino degli investigatori per l’omicidio della sorella; il secondo, che nel frattempo si è trasferito in Veneto lasciando Garlasco, potrebbe custodire un retroscena mai emerso finora. Un possibile tassello che, stando ai sospetti — rafforzati anche dalla convocazione contemporanea disposta dai magistrati per domani — non sarebbe però sconosciuto a chi conduce la nuova indagine sul caso.

I video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi

Nel nuovo filone d’indagine emerge uno degli aspetti più sensibili e controversi: i video intimi che riguardavano Chiara Poggi e Alberto Stasi, archiviati sul computer della giovane. Un dispositivo non esclusivamente personale, ma condiviso con il fratello Marco e accessibile anche ad alcuni amici.

L’ipotesi avanzata dalla procura di Pavia, che intravede un possibile movente di natura sessuale nel delitto di Garlasco, riporta così l’attenzione proprio su quel materiale. Un elemento che potrebbe rappresentare uno snodo centrale nelle attività investigative dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano nei confronti di Andrea Sempio.

La pista del movente sessuale

Sotto la direzione del procuratore Fabio Napoleone, i pm stanno esaminando una dettagliata consulenza tecnica firmata dall’esperto informatico Paolo Dal Checco. Un lavoro che potrebbe aver fatto emergere eventuali tracce digitali lasciate da chi avrebbe visualizzato — e forse duplicato — quei contenuti.

In questo contesto si inserisce anche l’ipotesi che Andrea Sempio possa essere entrato in possesso di quei file. Una ricostruzione che l’uomo, oggi 38enne, ha sempre respinto nelle interviste televisive rilasciate negli ultimi mesi.

Domani nuova audizione per Marco Poggi davanti ai magistrati

Nella giornata di mercoledì, davanti all’aggiunto Stefano Civardi e alle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, Andrea Sempio si avvarrà della facoltà di non rispondere. Tra i punti che gli inquirenti intendono chiarire potrebbe esserci anche la questione dei video intimi.

Parallelamente, Marco Poggi sarà nuovamente ascoltato. Era già stato sentito lo scorso 20 maggio a Mestre, proprio mentre Sempio non si era presentato all’interrogatorio fissato a Pavia, in una convocazione organizzata anch’essa in contemporanea.

Ora però il quadro è diverso: l’inchiesta è alle battute finali e la procura di Pavia si prepara a chiudere il cerchio. In questo contesto, una nuova audizione di Marco Poggi in qualità di testimone — quindi con l’obbligo di dire la verità — assume un peso ancora più rilevante.

La madre: “Chiara si era accorta dei clic ai siti a luci rosse”

Da dove nasce, dunque, il sospetto legato ai video? Sul computer di Chiara erano emerse ricerche su siti erotici e sexy shop effettuate in momenti in cui lei non si trovava in casa. Un elemento che ha contribuito ad alimentare i dubbi degli investigatori.

A questo si aggiunge quanto riferito dalla madre, Rita Preda, che aveva raccontato: “Chiara mi aveva segnalato, stigmatizzandolo, il fatto che si fosse accorta di alcune navigazioni verso siti a luci rosse che aveva trovato sul pc”.

La cartella “Albert” protetta da password

Fin qui emergono elementi legati a ricerche online, ma il nodo dei video resta centrale. A sollevare interrogativi è un’operazione compiuta da Chiara pochi mesi prima del delitto: sul suo computer aveva deciso di proteggere con password la cartella “Albert”, dove erano conservati i filmati girati con il fidanzato.

Marco Poggi e la richiesta ad Alberto Stasi dopo il funerale

A rendere il quadro ancora più complesso sono le parole di Marco Poggi rivolte ad Alberto Stasi nei giorni successivi al funerale, mentre rientravano dal cimitero. In quell’occasione gli avrebbe chiesto alcuni estratti dei video, da consegnare ai genitori come ricordo, limitatamente alle parti ritenute condivisibili.

Stasi, inizialmente senza soffermarsi troppo sulla richiesta, avrebbe risposto che non era possibile effettuare tagli. Un episodio che è stato ripreso anche durante l’audizione davanti al procuratore Napoleone, quando gli sono stati chiesti dettagli tecnici sulle modalità di registrazione, sugli strumenti utilizzati e sui supporti di archiviazione dei filmati.

L’interrogatorio del 2007 e le chat tra Chiara e Stasi

Che Marco Poggi fosse a conoscenza dell’esistenza dei video non è un elemento nuovo: lo aveva già riferito agli inquirenti nell’ottobre 2007. Durante quell’audizione spiegò di essersi imbattuto, utilizzando il computer di casa, in una conversazione tra la sorella e Alberto Stasi, nella quale si faceva riferimento a un filmato che Chiara stava scaricando.

«Posso solo dirvi che dal loro contenuto (dei messaggi) anche se non completamente esplicito intuii che il filmato che Chiara stava scaricando doveva contenere immagini relative alla loro intimità».

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