Garlasco, Taccia tra i rovi a caccia di indizi. Sempio “Gandhi” e la fuga del killer

07 Luglio 2026 - 08:13
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Garlasco, Taccia tra i rovi a caccia di indizi. Sempio “Gandhi” e la fuga del killer

Il delitto di Garlasco è ingarbugliato come i rovi dietro alla villetta dei Poggi. Un paragone non casuale, visto che i legali di Sempio, Taccia e Cataliotti, hanno deciso di vederci chiaro andando a fare un sopralluogo non nella casa dove è avvenuto il brutale omicidio di Chiara, ma nel retro, il luogo da dove, in base alle nuove indagini, potrebbe essere fuggito il killer. Ma per la Procura quel killer sarebbe proprio Andrea Sempio, che avrebbe reagito nel peggiore dei modi in seguito a un approccio sessuale rifiutato. I suoi avvocati vogliono proprio cercare di ripercorrere la strada che avrebbe compiuto l’assassino per cercare dettagli sfuggiti che magari potrebbero dimostrare l’innocenza di Sempio. Alberto Stasi, infatti, l’unico condannato in via definitiva per il delitto, va verso una revisione del processo: per i pm lui è innocente. Il quadro si è totalmente ribaltato.

Ma gli inquirenti che prove hanno nei confronti di Sempio? Poche e nessuna schiacciante. Le accuse si basano sui soliloqui, l’impronta 33 e il Dna sotto le unghie di Chiara. Tutti elementi che i suoi legali credono di poter sbugiardare attraverso le perizie presentate. Ma Taccia e Cataliotti stanno facendo anche altro. Siccome l’accusa ipotizza che il killer possa essere fuggito dal retro attraverso i campi, dando per scontata l’innocenza del loro assistito, hanno deciso di ripercorrere quel tratto di campagna tra i rovi, alla ricerca di indizi sfuggiti. “Abbiamo dedicato un po’ di tempo a valutare e capire ipotesi di spostamenti — ha spiegato Taccia — anche dal retro della villetta. Torneremo e andremo anche tra i rovi“.

Taccia poi è tornata su un elemento che per lei ha sempre caratterizzato il suo assistito che è anche un suo storico amico, Andrea Sempio. “Di recente, ad esempio, Fabrizio Corona ha provocato Sempio. Ma Sempio – sostiene Taccia – “è riuscito a tenere il controllo anche quando Fabrizio Corona si è presentato in ospedale a Vigevano durante il ricovero della mamma. Ha dimostrato, ancora una volta, di essere esattamente come quando eravamo ragazzini: all’epoca, infatti, lo chiamavamo “Gandhi” per la capacità e la volontà di risolvere ogni cosa con il dialogo”.

È un momento delicato per lei e per chi le sta intorno. Meno male che Andrea tiene e deve tenere“, ha detto Armando Palmegiani, il consulente della difesa. La difesa parla di una famiglia provata, esposta a pressioni continue, ma anche di un lavoro tecnico che non si ferma (anche tra i rovi).

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