Garlasco, testimone Ris a pm: “Test dna negativi? Presumo di averlo detto a Garofano”
Il generale Luciano Garofano reagisce ai rilievi mossi al Ris di Parma dalla Procura di Pavia che ha appena chiuso le indagini su Andrea Sempio. “Abbiamo fatto tutto alla luce del sole ed è emerso con la trasmissione dei dati grezzi a novembre, io non temo niente perché non c’è stata mai nessuna forzatura – ha aggiunto – Non avevamo nessun interesse di spingere sulla responsabilità di Stasi. Il nostro unico interesse era fare le analisi, mostrare i risultati e comunicarli all’autorità giudiziaria perché assumessero le loro considerazioni e i loro provvedimenti”, afferma a LaPresse il generale che all’epoca della morte di Chiara Poggi ha condotto le indagini come comandante dei Ris di Parma, intervistato da Rainews24.
Testimone Ris: “Test dna negativi? Presumo di averlo detto a Garofano”
Ci sono anche le parole del colonnello del Ris di Parma Alberto Marino, sentito come testimone dai pm di Pavia che hanno appena chiuso le indagini su Andrea Sempio, a gettare ombre sulle prime attività investigative, nel 2007, sul delitto di Garlasco. L’ufficiale che all’epoca si occupò dei test eseguiti sui pedali della bici di Alberto Stasi, poi condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, parlando con gli inquirenti ricorda sia l’esito che rivelò la presenza del dna della vittima, che i due che risultarono invece negativi, ma che non finirono negli atti del processo contro Stasi. Marino afferma di ritenere di aver informato all’epoca, l’allora comandante del Ris, Luciano Garofano, anche dei risultati nulli. “Presumo di si”, risponde, secondo quanto si legge dagli atti, alla esplicita domanda fatta dai pubblici ministeri. Riguardo invece a quello che è stato fatto in seguito agli accertamenti risultati negativi dice di non avere “ricordi specifici”: “Se non c’è nessun dato, ci siamo fermati”. Anche lo stesso Garofano è stato sentito dai pm di Pavia ma riguardo agli esami condotti sui pedali della bici e al giorno in cui comparve il profilo genetico della vittima dice di non avere ricordi precisi. “In quanto comandante del Ris”, ha precisato di essere stato “sicuramente informato”, pur non sapendo dire come e quando.
Garofano: “Nessun dato nascosto sul Dna di Chiara Poggi”
Lo stesso Garofano però ha respinto con forza le accuse di eventuali omissioni o irregolarità nelle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Ospite di Bruno Vespa a “Porta a Porta”, su Rai1, l’ex comandante del Ris ieri ha ribadito: “Non c’è nessun motivo di credere che siano stati nascosti perché poi sono stati consegnati”. E sui risultati negativi delle analisi dei pedali della bicicletta di Alberto Stasi ha spiegato: “Molto probabilmente quei documenti che lei sta citando hanno una data anteriore, cioè quei dati negativi non sono successivi a quelli che dimostrano il Dna di Chiara Poggi su quei pedali”.
“Io escludo categoricamente che ci fosse un dato che poteva negare la presenza del Dna di Chiara Poggi su quei pedali”, ha proseguito. Garofano ha spiegato che alcuni campioni potevano inizialmente risultare negativi perché “erano inibiti”, mentre le successive analisi, dopo la purificazione, avevano dato esito positivo. “Non c’è stato un momento di tentennamento su quel risultato”, ha aggiunto. “Io non credo che debba difendere la mia reputazione, certo offesa strumentalmente e naturalmente tutti coloro che l’hanno offesa saranno da me denunciati sia in via penale che civile”, ha aggiunto ribadendo poi la “linearità e trasparenza” dell’operato del Ris. “Se ci fosse stato un dato anche all’ultimo momento che metteva in discussione la positività di quel profilo, noi l’avremmo segnalato immediatamente alla Procura della Repubblica”, ha dichiarato.
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