Gas, a giugno cresce ancora la domanda: +3%. L’Italia rafforza la sicurezza energetica grazie a stoccaggi e Gnl

Dopo il balzo del 6% registrato a maggio, anche a giugno 2026 la domanda di metano è tornata a crescere, segnando un +3% rispetto allo stesso mese del 2025, con consumi che hanno raggiunto 3,8 miliardi di metri cubi. Un dato che conferma come il gas resti una componente essenziale del mix energetico nazionale, pilastro della sicurezza energetica italiana destinato a mantenere un ruolo centrale anche negli anni a venire.
Secondo recenti stime, illustrate anche da Snam nel proprio piano strategico, la domanda italiana di metano rimarrà infatti sopra i 60 miliardi di metri cubi all’anno almeno fino al 2035, a dimostrazione del fatto che il mix energetico nazionale non potrà prescindere da una fonte affidabile, flessibile e programmabile come il gas.
Il caldo spinge i consumi: il gas garantisce la continuità del sistema elettrico italiano
A trainare la crescita della domanda è stato soprattutto del termoelettrico, ovvero le centrali che trasformano il gas in energia elettrica, che ha registrato un incremento dell’11% rispetto a giugno dello scorso anno. Anche sul semestre i dati recenti confermano la crescita del comparto, che si attesta su un solido +4%.
Alla base dell’incremento c’è la combinazione tra l’ondata di calore che ha interessato il Paese e il forte calo della produzione idroelettrica (-23% nel mese di giugno e -19% nel semestre). In questo scenario le centrali alimentate a gas hanno assicurato la flessibilità necessaria per compensare la minore disponibilità delle altre fonti meno programmabili, confermandosi risorsa insostituibile per garantire continuità e stabilità anche al sistema elettrico nazionale.
Dieci punti di ingresso e stoccaggi sopra la media EU: così l’Italia ha blindato gli approvvigionamenti
Nonostante le tensioni geopolitiche internazionali e gli effetti della crisi nell’area di Hormuz, l’Italia ha potuto contare su una strategia di diversificazione costruita negli ultimi anni che oggi rappresenta uno dei principali punti di forza del Paese a garanzia della sicurezza delle forniture gas.
Grazie ai 10 diversi punti di ingresso, tra gasdotti e terminali di rigassificazione, l’Italia dispone infatti del sistema di approvvigionamento più interconnesso d’Europa, capace di ricevere metano da più direttrici e da numerosi fornitori internazionali. Una rete che permette al Paese di reagire con tempestività e flessibilità a crisi e volatilità.
Emblematico il caso del GNL che nel primo semestre dell’anno,nonostante le tensioni in Medio Oriente, continua a crescere: +5% rispetto allo scorso anno, con i volumi passati dai 7,6 miliardi di metri cubi del 2024 ai 10,3 del 2025, fino ad arrivare ai 10,7 miliardi di metri cubi nei primi sei mesi del 2026. Complessivamente, da gennaio a giugno, sono arrivati presso i terminali italiani 110 carichi di GNL, provenienti soprattutto da Stati Uniti e Paesi africani. Il gas liquefatto rappresenta ormai il 32% del metano immesso nella rete nazionale, secondo soltanto ai flussi provenienti dall’Algeria (35%). Sommando anche gli arrivi da Azerbaigian e Libia, emerge come l’83% del gas immesso nella rete italiana provenga dalle direttrici meridionali e dal mare, a conferma dell’efficacia della strategia di diversificazione adottata dall’Italia.
Prosegue infine anche il riempimento degli stoccaggi nazionali, con il Paese che ha già raggiunto il 70% di riempimento, circa 19 punti sopra la media europea e 27 punti sopra la Germania. L’Italia, che ospita circa un sesto della capacità di stoccaggio dell’intera Unione europea, si conferma così la nazione con i maggiori volumi di gas già immagazzinati e si avvia a raggiungere con largo anticipo il target europeo del 90%, rafforzando ulteriormente la sicurezza energetica nazionale.
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