Gazzetta - Milan, non solo Tare: anche Furlani verso l'addio

Maggio 16, 2026 - 14:01
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L'amministratore delegato può lasciare il suo ruolo all'interno dell'organigramma rossonero.

Sono settimane assolutamente concitate in casa Milan, dove l'insoddisfazione del patron di RedBird Gerry Cardinale si è fatta sentire nel corso di alcune interviste rilasciate nel recente periodo. Il buio periodo di risultati - che hanno messo in discussione l'obiettivo prioritario dell'arrivo fra le prime quattro posizioni in Serie A e la conseguente qualificazione alla prossima edizione della UEFA Champions League - ha scosso i pensieri del numero uno rossonero, deciso a fine stagione a fare delle attente e precise valutazioni su ogni membro della dirigenza, dello staff tecnico e dell'intero organigramma del club di Via Aldo Rossi, così da capire come poter migliorare internamente il suo Milan e farlo arrivare ai traguardi preposti e al ritorno ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo.

Sono tutti esame, compreso l'amministratore delegato Giorgio Furlani - scosso dalla recente contestazione subita per mano dei tifosi rossoneri - sul quale si può registrare un'importante novità, come raccontato e raccolto dai colleghi de La Gazzetta dello Sport.

LA DECISIONE DAL VERTICE

Il giorno seguente al vertice di Londra fra il patron Cardinale, lo stesso ad Furlani, il membro del CdA (Consiglio d'Amministrazione) rossonero Massimo Calvelli, il senior advisor Zlatan Ibrahaimovic e - racconta la Rosea - la Chief Brand Officer Montini è arrivata una scelta fondamentale: concentrarsi esclusivamente sul presente, sulle ultime due partite di campionato stagionali e sul raggiungimento del traguardo della Champions League.

Cardinale ha già in mente la riorganizzazione del Milan, ma tale processo deve attendere il naturale esito dell'annata sportiva: una volta che la Serie A sarà terminata - comprendendo anche quale sarà stato il piazzamento finale e quale competizione europea i rossoneri dovranno disputare il prossimo anno - ecco che il patron di RedBird scioglierà le riserve e annuncerà la sua rivoluzione in programma, un riassesto che coinvolgerà ogni area all'interno della società meneghina.

Ma ora il focus è sulla squadra, chiamata a non buttare via quanto di buono fatto sino a prima di questo recente periodo. Tutti uniti verso l'obiettivo e, infatti, sia il direttore sportivo Igli Tare che l'amministratore delegato Giorgio Furlani saranno al seguito della rosa in vista della trasferta delicata al Ferraris contro il Genoa di Daniele De Rossi, una sorta di vero e proprio dentro o fuori per la Champions.

FURLANI PUO' DECIDERE DI LASCIARE

Solo successivamente, dunque, Cardinale farà le sue scelte. Negli incontri e colloqui con i suoi uomini, il patron ha già spiegato e comunicato tutta la sua insoddisfazione e delusione: da questa situazione, partirà però il riassesto verso un nuovo Milan.

Se, come detto e specificato anche nella giornata di ieri, il ds Tare non resterà al Milan (pur essendo legato da un contratto sino al 2028), ecco che anche l'ad Furlani non è più certo di rimanere all'interno dell'organigramma rossonero: La Gazzetta dello Sport, infatti, riporta come l'ad sia estremamente provato dalla contestazione dei tifosi e potrebbe autonomamente decidere di lasciare il suo ruolo da giugno in poi (anche se, anche lui, è firmatario di un accordo sino al 2028).

Se così fosse, ci sarebbe la necessità di trovare un sostituto, con il nome di Massimo Calvelli in prima fila: spendibile per capacità e spessore professionale, tuttavia, il diretto interessato si trova bene nel ruolo di consulente e responsabile degli investimenti sportivi di RedBird e così potrebbe eventualmente partire un casting diretto (e sul quale ci sarebbe la parola finale) proprio da Cardinale per il ruolo di ad del Milan.

IL RUOLO DI IBRAHIMOVIC

In questo contesto, Zlatan Ibrahimovic - ricorda La Gazzetta dello Sport - non vedrà aumentate le sue responsabilità e il suo peso nelle decisioni del Milan: rimarrà consulente e potrà sicuramente suggerire, grazie alla sua esperienza nel mondo del calcio, il nome del futuro e prossimo di direttore sportivo.

E se Massimiliano Allegri - che ha già parlato di futuro con Cardinale - restasse sulla panchina del Milan, ecco che il ruolo dell'ex attaccante svedese non sarebbe comunque così centrale e rimarrebbe periferico.

Saranno settimane intense per il mondo Milan, chiamato, prima di tutto, a centrare l'obiettivo della Champions League. Poi, ci sarà spazio per le decisioni finali sul futuro del club.

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