Genoa – Milan ancora con l’incognita orario, l’ennesimo caso che squalifica il calcio italiano

Genova. Probabilmente i campionati cosiddetti minori e pure quelli amatoriali sono organizzati meglio. La prefettura di Roma ha spostato a lunedì alle 20.45 l’orario del derby tra Roma e Lazio e le partite che devono giocarsi in contemporanea a causa dei punti decisivi per definire chi va in Champions League sono obbligate ad adeguarsi. Tra queste c’è Genoa – Milan. La Lega ha annunciato ricorsi nel Paese in cui la giustizia ha tempi elefantiaci. Sta di fatto che a oggi, mercoledì 13 maggio, non si sa ancora l’orario di queste partite inizialmente previste domenica alle 12.30. In ballo, per le squadre coinvolte nella lotta qualificazione, svariati milioni di euro.
In questo caso il Genoa non si gioca nulla e si può dire per fortuna perché l’incertezza pesa comunque sia sul programma della settimana per De Rossi e il suo staff, sia e soprattutto, su coloro che sono il motore di questo sport: i tifosi. Giocare alle 20.45 di lunedì così tante partite mette in difficoltà chi deve organizzarsi per lavoro e trasferte. Non che di domenica alle 12.30 sarebbe stato tutto rose e fiori: l’orario è di quelli infami anche per gli stessi atleti.
La questione sarebbe stata facilmente risolvibile all’atto della formulazione dei calendari. Genova, per esempio, non ha fatto giocare in casa sia Genoa sia Sampdoria nel fine settimana dell’adunata degli alpini. Così come si evita la concomitanza, di solito, con la Fiera di Sant’Agata. Il fatto che nessuno abbia pensato alla finale degli Internazionali d’Italia che si gioca molto vicino all’Olimpico suggerisce una sottovalutazione inaccettabile contando anche la finale di Coppa Italia di oggi tra Lazio e Inter. Come se nessuno si fosse posto il problema che una delle due romane avrebbe potuto andare in finale e che il computer avrebbe potuto inserire il derby proprio in questa giornata.
Un pasticcio figlio di un’esasperazione dello spezzatino televisivo e dei campionati sempre più compressi tra impegni di coppe e Nazionale.
Un pasticcio figlio di una situazione di ordine pubblico pericolosa e ritenuta evidentemente non gestibile domenica alle 12.30. Ci sarebbe quasi da ridere con tutta l’amarezza del caso.
Il fatto che si sia arrivati a oggi senza certezze è un altro fattore di improvvisazione totale che riguarda tutti i vertici della Lega: nelle ultime settimane a cosa hanno pensato? Sono tutti segnali che, insieme all’assenza dai Mondiali da parte della Nazionale, contribuiscono al rafforzamento della necessità di una totale rifondazione del sistema calcio.
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